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Solidarietà internazionalista alla lotta dei compagni e dei lavoratori argentini!

18 settembre 2018 – 15:47 |

Pagine Marxiste esprime la sua solidarietà internazionalista al compagno Daniel Ruiz ed al compagno Sebastian Romeo, attivisti sindacali e militanti del PSTU argentino. Il primo è detenuto, l’altro è costretto alla latitanza.
Entrambi sono “colpevoli” di essere tra i promotori dell’opposizione operaia al proprio governo borghese. Opposizione tradotta in numerose mobilitazioni e manifestazioni di piazza.
La nostra solidarietà ed il nostro appoggio vanno anche a tutti i …

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LA STRAGE DEL SISTEMA

16 agosto 2018 – 20:34 |

Non è affatto banale imputare alle contraddizioni insanabili del sistema la strage di automobilisti innocenti determinata dal crollo della Torre Ovest e di due campate del ponte di Genova, avvenuto alle 11.50 del 14 agosto 2018. E lo sgombero di centinaia di abitanti dei caseggiati nei pressi del ponte.

Responsabilità individuali e della società Atlantia (controllata dalla famiglia Benetton) certamente esistono e andranno accertate e sanzionate. Ma andando ancora più a fondo la responsabilità è di questo sistema basato sul profitto e lo sfruttamento, per il quale la sicurezza di un ponte è un “costo”, da limitare quanto più possibile. Sulla pelle della gente. Ma ammesso che una sanzione penale giunga contro i responsabili diretti, quella contro il sistema capitalistico può essere solo il risultato della lotta di classe.

Le avvisaglie. Il degrado generale di molte opere pubbliche e infrastrutture nel Paese è un dato di fatto. Basti solo citare i principali crolli, sei ponti crollati in cinque anni: viadotto Verdura Agrigento-Sciacca (2013); viadotto Scorciavacche Palermo-Agrigento (2014, inaugurato da pochi giorni, quattro feriti); viadotto Himera (Palermo-Catania, 2015); cavalcavia di Annone Brianza (2016, un morto e tre bimbi feriti); ponte di Camerano (2017, due morti e tre operai feriti); crollo del ponte sulla tangenziale di Fossano (2017). Con simili campanelli d’allarme la logica vorrebbe che monitoraggi sistematici e costanti avessero avuto la priorità su grandi opere utili (ai profitti).

Il gestore.  Il nodo autostradale di Genova è gestito da Atlantia SpA, il cui principale azionista è la famiglia Benetton che, tramite la società, controlla l’88% di Autostrade per l’Italia. Gestisce concessioni autostradali in India, Polonia, Cile, Brasile.

I numeri parlano da soli: nel 2017 si registra un utile di 1,4 miliardi di euro su un margine operativo lordo di 3,7 miliardi; i ricavi da pedaggio ammontano a 4,19 milioni di euro. Il dato relativo alla rete autostradale gestita da Atlantia SpA registra ricavi operativi per 3,9 miliardi di euro e investimenti operativi di 556 milioni di euro (erano 718 milioni nel 2016).

Atlantia Spa è in fortissima espansione nel mondo; come si legge nella Relazione annuale 2017 ha stipulato accordi e stanziato investimenti e punta ad estendere la propria operatività in 15 paesi con 14mila km di autostrade e 60 milioni di passeggeri negli aeroporti di Roma e Nizza; ha inoltre acquisito quote di Getlink, la società che gestisce il collegamento sotto la Manica.

La stessa relazione riporta che “il 7 settembre 2017 il Concedente ha approvato il Progetto Definitivo dell’adeguamento del nodo stradale e autostradale di Genova (c.d. “Gronda di Ponente”) per un valore complessivo stimato di 4,3 miliardi di euro e tempi di realizzazione, a partire dall’inizio dei lavori, di circa 10 anni. E’ in corso la progettazione esecutiva dei vari lotti di cui si compone l’intervento”.

Il cinismo. Mentre si piangono i morti ed ancora si stanno cercando i dispersi sotto le macerie, il gruppo Atlantia SpA, che gestisce 5mila km di autostrade in Italia, tra cui il nodo di Genova, esprime in una nota ufficiale del 16 agosto tutte le preoccupazioni per … le ricadute negative in Borsa del titolo a seguito dell’ipotesi di ritiro delle concessioni da parte del governo. Scrive Atlantia SpA che “in relazione a quanto annunciato in merito all’avvio di una procedura finalizzata alla revoca della concessione nella titolarità della controllata Autostrade per l’Italia, deve osservare che tale annuncio è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto. Pur considerando che anche nell’ipotesi di revoca o decadenza della concessione – secondo le norme e procedure nella stessa disciplinate – spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione, dedotte le eventuali penali se ed in quanto applicabili, le modalità di tale annuncio possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti della Società. Atlantia pertanto continuerà a supportare la controllata Autostrade per l’Italia nelle interlocuzioni con le Istituzioni in questa delicata fase avendo riguardo anche alla tutela dei propri azionisti e obbligazionisti con una corretta e tempestiva informazione al mercato”.

Prima il profitto, dunque. Si va dritti a quanto davvero sta a cuore all’impresa, ovvero la stabilità finanziaria. I morti passano in secondo piano. Peraltro, qualcuno ha fatto notare che le poche righe di circostanza nei confronti delle vittime da parte della Società sono arrivate solo nove ore dopo il disastro. Cinismo all’ennesima potenza.

 Mancati controlli esterni. L’affidamento dei monitoraggi al gestore dell’Infrastruttura anziché ad un’Autorità centrale esterna è emblematico. Quando la sicurezza viene misurata col profitto, l’esito è quasi inevitabile. Senza arrivare a fare un complesso parallelo con quanto successo nel settore ferroviario (Regno Unito anni Novanta ma anche linee merci del Nord America) dove l’affidamento dell’infrastruttura alle singole imprese ha comportato un crollo della manutenzione e incidenti a catena, è evidente che in tali contesti la voce “manutenzione” rappresenti un costo nei bilanci aziendali e che la mancanza di controlli esterni impedisca di verificare quantità e qualità degli interventi strutturali. Anche la manutenzione della centrale nucleare di Fukushima era affidata a privati, in subappalto…

Ma vi è di più: il ponte Morandi, denuncia uno degli ingegneri che lo progettarono, venne costruito sulla base di un carico massimo (5 tonnellate per mq) che sarebbe ampiamente superato dai nuovi giganti della strada, determinando una torsione di flessione maggiore del massimo previsto, e quindi un rapido logoramento della struttura. Se ciò è vero, non si tratta solo di manutenzione carente, ma di mancata limitazione del carico massimo dei mezzi in transito – da parte delle autorità competenti. In altre parole: con il traffico pesante degli ultimi decenni il crollo era pressoché inevitabile, ma il traffico non è stato limitato per favorire innanzitutto i traffici del porto di Genova. Molti sono gli scheletri negli armadi dei dirigenti di enti pubblici e privati; il mandante è sempre il Profitto del Capitale.

Coccodrilli. Inevitabili le lacrime di coccodrillo da parte della stampa, che scrive di “degrado delle nostre opere pubbliche”, di necessità di un “piano di monitoraggio nazionale”, del fatto che “tutti sapevano” … dopo aver sostenuto le scelte governative e le privatizzazioni.  Fenomeno tipico e ricorrente della borghesia in occasione di tragedie come questa.

 Il ponte. Nel 2016, in tempi non sospetti, l’ingegner Antonio Brenchic, esperto di costruzioni in cemento, sollevò dubbi e perplessità su quella tipologia di ponte. Scrisse che “L’idea originaria pare fosse quella di precomprimere gli stralli, idea chiaramente discutibile in quanto gli stralli sono elementi strutturali così snelli da consentire una precompressione molto modesta e, quindi, destinata inevitabilmente ad avere scarsa efficacia. I lavori di sostituzione degli stralli, effettuati sia a Genova che in Venezuela, ne danno dimostrazione indiscutibile [..] Il Viadotto Morandi ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici, oltre l’aumento dei costi di costruzione preventivati, è necessario ricordare un’erronea valutazione degli effetti differiti (viscosità) del calcestruzzo che ha prodotto un piano viario non orizzontale”.

Gli “stralli”, i cavi ancorati alle torri che reggono il piano impalcato, erano stati rinforzati. Quattro mesi fa veniva emanato un bando per lavori (non iniziati) di retrofitting strutturale sugli stralli 9 (quello crollato) e 10. Gli interventi manutentivi per quel tipo di ponte erano continui e onerosi. Se le criticità erano note da tempo, c’è da chiedersi perché gli allarmi degli esperti siano stati ignorati.

Nel 2013 un documento del Comitato No Gronda (che è stato collegato al M5S) definiva “una favoletta” l’ipotesi del crollo del ponte che, veniva detto, “potrebbe star su altri cento anni” “a fronte di una manutenzione ordinaria con costi standard”.

Con simili approcci è evidente che nessuna coalizione, tantomeno quella attuale che da un lato minaccia di ritirare le concessioni ai Benetton ma dall’altro promette sgravi alla piccola e media borghesia, può risolvere le contraddizioni di un sistema caotico perché basato sul profitto e dunque impossibile da pianificare.

Quella delle grandi opere è ormai una storia collegata al malaffare, all’intreccio di interessi e corse al profitto che vede sempre più spesso coinvolti imprenditori, politici, malavitosi.

La sicurezza di chi viaggia e lavora può essere garantita solo da un sistema che abolisca il profitto e dove siano i lavoratori a gestire in prima persona. Da qui l’impegno nella lotta anticapitalista.

NON CI UNIAMO AL CORDOGLIO SU SERGIO MARCHIONNE

26 luglio 2018 – 19:55 |

Da giorni, da quando è rimbalzata la notizia sulle condizioni “irreversibili” di salute di Sergio Marchionne, si è scatenata sui mezzi di informazione una buriana mediatica che è possibile osservare solo a fronte di eventi “epocali”.
Non che Sergio Marchionne fosse uno qualsiasi: essere AD di un gruppo internazionale come Fiat-Chrysler mette per forza di cose il personaggio al centro dei riflettori.
Ma, a parte il fatto …

Decreto dignità: un restyling del Jobs Act e un regalino ai professionisti

8 luglio 2018 – 12:40 |

Fra le ragioni che hanno spinto molti, che prima votavano “a sinistra”, a votare M5S era la promessa di un decreto che abolisse il Jobs Act.
Due erano i punti di sostanza: obbligare a motivare le cause del lavoro a termine per limitare il suo utilizzo ai picchi stagionali e alle sostituzioni, e obbligare al reintegro per licenziamenti senza giusta causa. Niente di tutto questo è …

È un governo trumpista, piccolo, ma pericoloso. Contro cui lottare, senza se e senza ma.

29 giugno 2018 – 19:21 |

Ha ragione Bannon, lo stratega dell’elezione di Trump alla Casa Bianca: la formazione del governo Lega-Cinquestelle non è solo un fatto italiano, è anche, e forse soprattutto, un evento della politica mondiale perché preannuncia un terremoto in Europa. L’euforia per quello che considera un suo successo personale, lo ha portato a dire: “Avete dato un colpo al cuore della bestia dell’Europa” (si riferisce alla Germania) …

I poveri e i governi dei ricchi

29 giugno 2018 – 17:45 |

I dati ISTAT mostrano che nel 2017 è aumentata sia la povertà assoluta sia quella relativa.
I poveri  (+ 317 mila) sono oltre 5 milioni, l’8,4% dei residenti.
Nel Nord sono il 7%,al Sud sono il 10,4%, nel Centro sono invece diminuite (al 6,4%).
Nel 2017 le famiglie in povertà assoluta (cioè quelli che non arrivano a un reddito sufficiente per acquistare ciò che è necessario per una …

Trump il Guastatore

11 maggio 2018 – 08:15 |

Trumps Zerstörungswerk, l’opera distruttiva di Trump, titola la blasonata testata tedesca Frankfurter Allgemeine. Il disfacimento dell’accordo di liberoscambio Transpacifico, l’infanticidio di quello Transatlantico e la ricontrattazione del NAFTA, le tariffe protezionistiche su acciaio e alluminio, la richiesta di riduzione dell’attivo commerciale Cina-USA per 200 miliardi di dollari (sic!), pena 60 miliardi di tariffe doganali, e ora il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano e l’annuncio del …

Macerie di classe

8 maggio 2018 – 09:30 |

La notte del primo maggio, giorno dei lavoratori, un palazzo di 26 piani in pieno centro a San Paolo prende fuoco e collassa su se stesso come un castello di carte.
Ufficialmente si parla di una vittima, Ricardo, 30 anni, rientrato nel palazzo in fiamme per salvare donne e bambini intrappolati. Ricardo viveva da solo nell’edificio Wilton Paes de Almeida, lavorava in centro a S. Paolo …

Uscito Pagine Marxiste aprile 2018

2 maggio 2018 – 11:35 |

Il voto e la lotta
La distribuzione sociale del voto
Potere al popolo: una soluzione inadeguata a un’esigenza reale
La bataille du Rail in Francia
Sollevamento anti-regime in Iran. Dopo le “primavere arabe” l’infuocato inverno iraniano vede protagonista il proletariato
Islam 5. L’Iran moderno e le radici sciite
A 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre. La lunga marcia del proletariato
L’OTTOBRE CHE CONTINUA. (Discutendo delle “provocazioni” del libro di Pierre Dardot e Christian Laval: …

BUON COMPLEANNO MARX!

2 maggio 2018 – 11:17 |

Duecento anni fa, il 5 maggio 1818, nasceva a Treviri Karl Marx. Ancora oggi milioni di persone in tutto il mondo leggono le opere di Marx, ancora oggi una quantità incalcolabile di libri si soffermano sullo studio di questo o quell’altro aspetto del pensiero di Marx e proprio recentemente è uscito anche in Italia un film sui suoi anni giovanili, “Il giovane Karl Marx”. Ancor …

Un nuovo tassello della mattanza imperialista in Siria

14 aprile 2018 – 19:18 |

Ci risiamo.
Nel 2003 Gran Bretagna Francia e Usa scatenarono la guerra in Irak sulla base di supposte “armi di distruzione di massa di Saddam Hussein”, oggi gli stessi servizi segreti e gli stessi paesi bombardano in Siria in nome di un “attacco chimico” di paternità per lo meno dubbia.
Mentre Russia, Iran e Turchia si stanno accordando sull’assetto-spartizione della Siria, mentre tutti, a partire da russi …

Milano, 26 marzo: ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.

25 marzo 2018 – 11:40 |

Lunedì 26 marzo a Milano, presidio davanti a Palazzo Marino
ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.
COMITATI IN LOTTA: UNITI SI VINCE

Ogni giorno, persone vengono minacciate di essere sgomberate, ricattate, per paura versano inutilmente dei soldi all’Aler, tramite dei bollettini postali.
Loro lo chiamano “Indennità di occupazione senza titolo” (€ 891.82 bimestrali), soldi che vengono RUBATI alle persone che sperano di essere regolarizzate. Quei soldi sono il pizzo per l’occupazione.
Pizzo pagato …

Gli ultimi anni di Victor Serge (1940-1947)

19 marzo 2018 – 07:38 |

25 marzo 1941
Dopo più di un quarto di secolo di militanza rivoluzionaria in Belgio, Francia, Catalogna, Russia, Germania, Austria, caratterizzata da carcere, esilio, deportazione, Victor Serge si imbarca sul Cargo Capitaine Paul-Lemerle per raggiungere il Messico, paese che gli ha concesso il visto d’ingresso, ed entra nell’ultima fase della sua travagliata esistenza.
In questa terra messicana, che osserverà affascinato studiandola a fondo, è l’ultimo sopravvissuto, con …

Brasile – LA ‘MODERNIZZAZIONE’ DEL MERCATO DEL LAVORO A SEGUITO DELLA RIFORMA: PIU’ DISOCCUPAZIONE, PIU’ LAVORO INFORMALE E SCHIAVISTICO, PIU’ SALARI DA FAME, MENO SALARIO MINIMO.

18 marzo 2018 – 21:11 |

Una delle menzogne che hanno accompagnato la propaganda a favore della Riforma del Lavoro e di quella Previdenziale è che avrebbero creato lavoro e l’economia si sarebbe da subito risollevata.
Una ricerca IBGE del mese scorso smonta del tutto questa argomentazione, rivelando che nel 2017 in Brasile si registra un aumento della disoccupazione e del lavoro informale. Il tasso di disoccupazione risulta essere del 12,7%, record …

SCIOPERO DEGLI INSEGNANTI DELLA RETE MUNICIPALE DI SAN PAOLO

18 marzo 2018 – 20:58 |

Migliaia di insegnanti della municipalità di San Paolo sono in sciopero dall’8 marzo e manifestano in strada la propria rabbia e opposizione ai progetti del prefetto Doria (PSDB, candidato alle prossime elezioni presidenziali) che mirano a di distruggere l’educazione pubblica e i diritti previdenziali dei lavoratori della scuola, ricalcando la politica neoliberista e reazionaria del presidente Temer.
Nonostante la feroce repressione statale, la mobilitazione si fa …

Rilasciato Reza Shahabi!

17 marzo 2018 – 10:50 |

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato sulla liberazione di Reza Shahabi, sindacalista iraniano da quasi 8 anni imprigionato per la sua attività sindacale.
Il 15 gennaio scorso a Milano si era svolto un presidio per chiedere la sua liberazione e degli altri prigionieri politici oltre che in solidarietà con le lotte di tutti i lavoratori iraniani.
Celebriamo oggi il rilascio di Reza Shahabi e ci prepariamo per domani
Il Sindacato …

SCONFITTO SULLA RIFORMA DELLA PREVIDENZA, TEMER MANDA LE FORZE ARMATE NELLE FAVELAS DI RIO, MENTRE LA CLASSE LAVORATRICE OCCUPA ANCORA FABBRICHE, PIAZZE E STRADE

5 marzo 2018 – 12:59 |

Il 19 febbraio, giorno in cui Temer doveva far approvare la Riforma della Previdenza, è stato obbligato a fare il contrario: ritirare dall’ordine del giorno la votazione della Riforma e non riproporla fino alla fine dell’anno.
Il motivo ufficiale che maschera la débâcle del presidente sarebbe l’intervento federale dell’esercito in atto  a Rio de Janeiro, annunciato la settimana precedente dal governo. Secondo la Costituzione non si …

LAVORO ed EMARGINAZIONE NEL BRASILE DI OGGI

3 marzo 2018 – 08:08 |

Forza lavoro
Valor Econômico 29/9/17; Esquerda Diário 28,31/8; 15,18,25/9;2/10/17; CSPConlutas 18/8; 25/9;17/11/17
I brasiliani sono 260 milioni, 104 milioni sono impiegati e disoccupati, la seconda popolazione economicamente attiva nel mondo per dimensione. Secondo IBGE 90 milioni sono occupati, 14 milioni disoccupati. Ma queste cifre non tengono conto di chi non cerca più lavoro e considerano come occupato chi ha lavorato anche solo un’ora la settimana. Se …

Partiti e schieramenti borghesi al voto del 4 marzo

3 marzo 2018 – 07:27 |

La campagna elettorale ha visto la costituzione di tre poli ai quali viene accreditata la maggioranza dei voti: PD con il centro-sinistra, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia per il centro-destra,  e M5S, più un gran numero di formazioni minori. Questi tre poli, ognuno collegato con personaggi dell’industria, del commercio e della finanza, e sostenuto da settori dei media, si candidano a gestire il prossimo …

LA LOTTA PER LA TERRA IN BRASILE

1 marzo 2018 – 07:39 |

Ricerca di Jeferson Choma*
18/11/2016
[estratto dal sito Conlutas; n. e parentesi quadre d.t.]
Molti di coloro che parlavano di espropriazione dei latifondi e difendevano la necessità di una riforma agraria in Brasile oggi hanno abbandonato questo programma, benché il paese abbia mantenuto fino ad oggi – nonostante la propaganda sulla “modernizzazione agricola” – la stessa struttura fondiaria, responsabile della grande concentrazione di terre in mano a pochi …

FUGGIRE DAL VENEZUELA

28 febbraio 2018 – 10:30 |

Riportiamo il sunto di un art. del 26.02.2018 del sindacato brasiliano Conlutas

Una delle conseguenze della crisi venezuelana è l’emigrazione, la fuga dalla miseria e dalla disperazione di una parte della popolazione. L’esodo è iniziato nel 2014, con la crisi economica dovuta al crollo del prezzo del petrolio, ma negli ultimi anni si è approfondita.
Fino a poco tempo fa era indirizzata verso la Colombia, ma …

BRUTALE REPRESSIONE ALLA MARCIA OPERAIA IN VENEZUELA

23 febbraio 2018 – 17:05 |

A fronte della grave crisi venezuelana, lavoratori di più di 60 imprese del settore privato della zona industriale di Valência e di istituzioni pubbliche si sono uniti per realizzare una grande manifestazione. C’erano operai della Ford, Firestone, Pirelli, Barrio Adentro… per rivendicare un salario dignitoso e contro i licenziamenti.

La marcia è stata attaccata brutalmente da polizia e dalle forze di sicurezza dispiegate in quantità smisurata, …

Manifestiamo a Roma il 24

23 febbraio 2018 – 08:32 |

Nel totale silenzio dei media, tutti tesi ad amplificare ogni battuta della sceneggiata elettorale, sabato 24 febbraio il SI Cobas organizza una manifestazione a Roma “Contro sfruttamento, razzismo e repressione! Per un fronte di lotta anticapitalista!” motivando che “Le conquiste e i diritti si strappano con la lotta; in sua assenza il voto non può che portare illusioni e delusioni”.
Nella piattaforma di lotta, obiettivi economici …

Afrin sotto i cingoli turchi e il cinismo delle potenze

21 febbraio 2018 – 17:57 |

Da un mese è in corso l’offensiva turca sul cantone di Afrin, la ridotta curda che insieme agli altri due cantoni della Rojava (Kobane e Jasira) ha dato rifugio a tanti sfollati in fuga dalla morte, non importa se arabi, non importa di quale confessione.
Due isole non certo felici, non certo di un impossibile socialismo cantonale, ma due isole di convivenza tra etnie e religioni …

Pavia: la polizia carica e difende i neofascisti

9 febbraio 2018 – 10:41 |

AL NUOVO SQUADRISMO FASCISTA SI RISPONDE CON LA MOBILITAZIONE RIVOLUZIONARIA!
I crescenti episodi di squadrismo nazi-fascista (i fatti di Macerata, prima ancora le numerose aggressioni di compagni ed invasioni di sedi solidali, come a Como; ora i pestaggi di Pavia con la copertura puntuale degli organi di Stato…) dimostrano come la politica del “manganello” non sia il ricordo di un lontano passato, ma l’attualità di una classe …

Un “modello” da prendere con le molle…
(Note al libro di G. La Barbera: “Lotta Comunista. Il modello bolscevico 1965-1995”- Edizioni Lotta Comunista, 2017)

2 febbraio 2018 – 12:05 |

Con l’uscita di questo terzo volume (dopo “Lotta Comunista: Il gruppo originario.1943-1952”; “Lotta Comunista. Verso il partito-strategia.1953-1965”) Lotta Comunista cerca di canonizzare la storia del partito “a futura memoria”, creando ad uso interno il mito di un “modello bolscevico” ormai definitivamente insediato nella metropoli italiana.
Anche se nel finale, come lascito, fanno dire a Cervetto: “Vi auguro di sbagliare molto”, praticamente in tutta questa storia agiografica …

MILANO: sabato ore 15 presidio a piazzale Lotto per liberazione prigionieri politici iraniani

31 gennaio 2018 – 11:42 |

Anche se nessuno ne parla più, le proteste in Iran stanno continuando in diverse città (venerdì scorso a Shush, ieri lunedì a Khoramabad, Arak, Isfahan, Shiraz, Gorgan.
Uno slogan indicativo di un movimento tutt’altro che sconfitto è quello che da “non abbiamo paura, siamo uniti!” è stato trasformato in: “abbiate paura, siamo uniti!”, nonostante la dura repressione (circa 4 mila arrestati, di cui almeno 10 già …