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170524Manchester, Aleppo, Mosul

Manchester, Aleppo, Mosul…

24 maggio 2017 – 09:42 |

 
Manchester, ancora morti tra una folla di giovani in cerca di svago.

Quali che siano le motivazioni dei manovali del terrore, e gli scopi dei loro mandanti, il risultato è dar fiato ulteriore a chi soffia sul fuoco del razzismo, di spaccare le società europee su linee etniche e religiose, di dividere i lavoratori e tutti i proletari tra autoctoni e immigrati, cristiani e musulmani, di …

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Un nuovo presidente per la borghesia francese

8 maggio 2017 – 19:22 |

 

170509Macron

Emmanuel Macron è il nuovo presidente francese, con circa il 43,6% degli aventi diritto (il 66,06% dei votanti) contro la candidata del Front National, Marine Le Pen con il 22,4% degli aventi diritto (33,94% dei votanti). Bianche o nulle sarebbero l’8,96% (12% dei voti espressi). La percentuale degli astenuti è al 25,3%, la più alta dal 1969. Non ha votato il 34% degli elettori 18-24enni; il 32% degli elettori 25-34enni; il 35% dei disoccupati e il 32% dei lavoratori manuali.

Se includiamo le schede bianche e nulle, il 34% degli aventi diritto non ha votato per nessun candidato.

Al primo turno solo il 16% circa degli elettori aveva scelto Macron. Se n’è aggiunto un 28%, che lo ha votato perché è il meno peggio o il male minore, alcuni con la puzza sotto il naso per dire no alla Le Pen. Se quindi consideriamo l’insieme dell’elettorato, il “trionfo” di Macron, anche di fronte all’alternativa secca Macron/ Le Pen, consiste in meno della metà degli elettori a favore di questo candidato legato al mondo della Finanza e  filoeuropeo. Il 43% degli elettori di Macron hanno dichiarato che il loro voto era contro la Le Pen, non per Macron. E meno di un quarto dell’elettorato (il 16% del primo turno + un 6% che non voleva votare il “banchiere” Macron) ha seguito il “populismo sovranista” del Front National.

Al primo turno oltre un quarto dell’elettorato non ha votato o ha messo scheda bianca o nulla, dimostrando sfiducia nel voto. Il loro numero è giunto nel secondo turno a oltre un terzo, dato che, oltre alle astensioni, quasi un decimo dell’elettorato che aveva votato un altro candidato ha poi rifiutato la scelta tra Le Pen e Macron.

Occorre ricordare che nel 2014 al fine di accelerare le riforme economiche necessarie all’imperialismo francese ed europeo, il governo Valls, presidente François Hollande, chiamò il liberista Macron a sostituire il ministro dell’economia colbertista (statalista) Montebourg. L’obiettivo della sua nomina venne raggiunto con la riforma varata nel 2015, ricorrendo ad una procedura di urgenza. In essa erano contenute misure di liberalizzazione del mercato del lavoro, facilitazioni per i licenziamenti in particolare per le piccole e medie imprese, la privatizzazione di numerose aziende pubbliche, facilitazioni fiscali e sgravi contributivi per il padronato, riduzione del il costo del lavoro soprattutto per il settore dei bassi salari, e l’introduzione di un nuovo arsenale disciplinare anti-sindacale. Contro la “Loi Macron” ci furono forti mobilitazioni dei lavoratori[1] in tutta la Francia. Si può quindi immaginare che coloro che sono scesi in piazza allora e nel 2016 contro la loi travail abbiano rifiutato il voto a Macron per una motivazione di classe.

Tra i provvedimenti annunciati dal nuovo presidente francese risparmi per 60 miliardi di euro, il licenziamento di 120mila dipendenti statali, l’assunzione di 100mila poliziotti e gendarmi  – in nome della “sicurezza”, da interpretare soprattutto come sicurezza delle istituzioni della borghesia francese contro le proteste dei lavoratori, vedi in Italia la legge Minniti. Le borghesie italiane e francesi da tempo suonano le stesse musiche antioperaie, così anche nel duetto Jobs act-Loi travail. Non contento della Loi travail, Macron ha annunciato una nuova “riforma” del diritto del lavoro, da introdurre tramite ordinanze, che favorirà gli accordi aziendali e permetterà di limitare l’indennizzo in caso di licenziamento senza giusta causa. [Le Monde, 8.5.2017]

La minaccia all’euro e alla UE, paventata in caso di vittoria del Front National, non si è per ora realizzata, l’asse franco-tedesco sembra essere salvo, le borghesie delle due maggiori potenze europee, con loro le Borse, possono ancora sperare di evitare l’ulteriore sgretolamento della UE dopo l’uscita della Gran Bretagna, e di riuscire a rafforzare l’imperialismo europeo nella contesa mondiale.

Le lotte dei lavoratori contro la Loi Macron nel 2015 e la Loi Travail nel 2016, nonostante l’impegno in questo senso del movimento che raccoglieva anche molti giovani, non sono riuscite ad estendere significativamente la protesta a gran parte della classe lavoratrice francese, e soprattutto non sono riuscite a unificarla.

Le conseguenze di queste mancanze si sono viste al primo turno nello scarso appeal esercitato dai candidati della sinistra rivoluzionaria, che sono riusciti a raccogliere solo 600.000 voti contro i milioni di voti andati ai candidati della borghesia, voti che danno la misura del numero di coloro che cercano una prospettiva di classe, contro le soluzioni borghesi. Numero non disprezzabile, ma del tutto non corrispondente alla situazione di crescente disagio in cui versano milioni di proletari anche in Francia, e che indica quindi anche l’insufficienza delle organizzazioni anticapitaliste.

Un secondo speculare e pesante risultato delle difficoltà del movimento anticapitalista a raccogliere questo disagio è il sostanzioso appoggio al sovranismo espresso da una consistente quota di lavoratori, i più disagiati, i disoccupati (al primo turno è stato  secondo i sondaggi del 41% dei votanti operai, un terzo degli elettori operai). È questo il dato elettorale che più deve preoccupare le organizzazioni di classe in Francia, come pure in Italia e a livello internazionale. È un dato che conferma, assieme al consenso intascato dal presidente americano Trump, la rabbia di ampi strati di popolazione che cercano la soluzione dei loro problemi in personaggi che si presentano come anti-establishment, perché non hanno trovato alcun partito in grado di far avanzare le loro rivendicazioni in una prospettiva autonoma di classe.

[1] Cfr.: http://www.combat-coc.org/contro-i-bassi-salari-la-disoccupazione-il-peggioramento-delle-condizioni-di-vita-e-di-lavoro-basta-con-i-regali-ai-padroni-ai-banchieri-e-agli-azionisti/

IL 28 APRILE IL BRASILE SI E’ FERMATO AGLI ATTACCHI DEL GOVERNO IL PROLETARIATO RISPONDE

5 maggio 2017 – 20:15 |

28 APRILE, SCIOPERO GENERALE! – Sono trascorsi 28 anni dall’ultima azione unitaria della classe lavoratrice brasiliana in uno sciopero generale. Tutte le Centrali Sindacali (CSP-Conlutas, CTB, CUT, UGT, Força Sindical, Intersindical, CSB, CGTB e Nova Central), incalzate dal crescendo di lotte e proteste in tutto il paese, hanno fissato lo sciopero generale il 28 aprile, giungendovi su un programma concordato di mobilitazioni per tutto il …

PRIMO MAGGIO DI LOTTA: AL PADRONE, AI GOVERNI BORGHESI, ALLA GUERRA !

30 aprile 2017 – 13:27 |

Questo Primo Maggio cade in un momento di forti tensioni internazionali.
Il massacro di centinaia di migliaia di persone, e la cacciata di milioni dalle loro case in Siria è solo il più terribile esempio della lotta delle borghesie imperialiste per una nuova spartizione del mondo sulla pelle dei proletari. Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Sud Sudan, Ucraina sono altri focolai sempre aperti.
– Per mantenere il predominio …

Il COMITATO PRECARI E DISOCCUPATI DI PAVIA CONTINUA CON DETERMINAZIONE LA SUA LOTTA

28 aprile 2017 – 15:17 |

Continuano i contributi del Comitato disoccupati e precari di Pavia
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In Consiglio comunale ci aspettavano, stavolta. La maggior parte delle altre volte no.
Lo avevamo pubblicizzato dal palco del 25 aprile, parlando dei 5 milioni di euro rimasti, che sarebbero stati redistribuiti tra mille rivoli appunto nel seguente consiglio comunale, mentre molti sarebbero rimasti inutilizzati.
 
Quella delle irruzioni in consiglio comunale è una pratica che abbiamo spesso adottato.
Con …

IL COMITATO DISOCCUPATI E PRECARI DI PAVIA MUOVE I PRIMI PASSI

28 aprile 2017 – 14:58 |
170412Comitato Pavia6

Riportiamo un nuovo resoconto inviato dal Comitato disoccupati e precari di Pavia
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Dopo un lavoro di diffusione di materiale agitatorio  nei quartieri popolari, nei mercati, bar e altri luoghi in cui poter intercettare i 3500 (secondo dati ufficiali, in realtà molti di più) disoccupati  a Pavia e tutto quell’esercito di working poors presente nel territorio, abbiamo cercato di renderci più visibili con iniziative pubbliche.
Le ultime:
– nella …

Uscito Pagine Marxiste: aprile 2017

12 aprile 2017 – 15:36 |
PM42ico

E’ uscito il nuovo numero di Pagine Marxiste:

Per riceverlo o abbonarti, scrivi a abbonamenti@paginemarxiste.it, oppure compila la form del sito.
Indice:
1. UN MONDO ARROVENTATO ED INSTABILE (Editoriale)
2. Proletari e proprietari (I)
3. Lo Stato contro le lotte operaie (Il caso Milani)
4. Gli affari della guerra (Il nemico è in casa nostra!)
5. Rispediti all’inferno
6. I conti col nemico
7. “COMPAGNO” MUSICISTA – Note al romanzo di Julian Barnes “Il …

I COMUNISTI ITALIANI E LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA. La stampa clandestina (1936-1939)

12 aprile 2017 – 15:27 |
ComuRivSpa

MIRELLA MINGARDO
I COMUNISTI ITALIANI E LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA. La stampa clandestina (1936-1939)
246 pagine, 640 note parte delle quali biografiche QUADERNI DI PAGINE MARXISTE – IV BIANCA
La bibliografia sulla guerra di Spagna si arricchisce della dettagliata ricerca storica di Mirella Mingardo, che si concentra sull’azione dei volontari italiani in particolare i comunisti, da quelli “ufficiali” agli eretici, questi ultimi inquadrati nella Colonna Lenin del POUM, …

Egitto – Tornano le rivolte del pane

7 aprile 2017 – 12:38 |

In Egitto la crisi economica, aggravata lo scorso anno, è resa ancora più pesante per i lavoratori e gli strati popolari più disagiati dalle recenti misure di austerità adottate dal regime del generale al-Sisi.
Le FFAA egiziane, che decidono il piano di riforme, hanno scelto di ridurre i sussidi alla popolazione mentre hanno allargato il proprio controllo su diversi settori economici e hanno intascato enormi profitti …

Industria delle carni: dal Brasile all’Italia
Come si macellano i lavoratori!

2 aprile 2017 – 06:24 |

Il Brasile è al centro dell’ennesimo scandalo, la cosiddetta operazione “Carne Fraca”. Da un paio di anni sono sotto osservazione le principali aziende che operano nel settore della macellazione delle carni e si è scoperto un intreccio di corruzione, attività criminali per la salute dell’uomo, duro sfruttamento della forza lavoro. Il settore ha un ruolo rilevante nell’economia nazionale e considerato una parte dell’agrobusiness dalla produttività …

Dall’Olanda una lezione per una sinistra di classe

24 marzo 2017 – 21:17 |
Elezioni NL

I risultati delle elezioni olandesi hanno fatto esultare o tirare un sospiro di sollievo agli euroentusiasti. Uno dei nodi di queste elezioni era infatti la eventuale Nexit (= uscita dall’Europa), l’altro è stato l’utilizzo di temi xenofobi per rastrellare il voto sia della piccola e media borghesia che di strati di lavoratori. Il terzo nodo, cioè la dispersione dei voti su almeno 6 partiti importanti …

Altri due morti in Puglia, vittime di sfruttamento, repressione e razzismo di Stato

4 marzo 2017 – 14:44 |

Quanto più poveri, ricattati, invisibili coloro che coltivano e raccolgono i frutti e le verdure per le nostre tavole, tanto più ricchi coloro che possiedono le terre e controllano il business agroalimentare italiano, dal caporale al supermercato e l’industria di trasformazione.
Per questo non vogliono dare loro un permesso di soggiorno, riconoscere loro i diritti di ogni cittadino e lavoratore, la possibilità di avere una casa …

Al governo Trump è mancata l’amniocentesi

23 febbraio 2017 – 17:05 |

Viene da dirlo davanti al primo round di dimissioni e mancate nomine, da Flynn a Puzder a Harward. Sotto i colpi dei democratici, supportati da giudici, FBI e CIA, grazie a una campagna di stampa bipartisan capillare (da Washington Post a New York Times, da Business Week ad Huffington Post), ma anche a manifestazioni di piazza e a gole profonde nelle stesse file repubblicane, Trump …

Coi lavoratori Toncar, contro la repressione e i licenziamenti!

19 febbraio 2017 – 20:03 |

Mercoledì 15 febbraio il picchetto dei lavoratori Toncar di Muggiò (MB) è stato sgomberato con la forza dai carabinieri intervenuti contro i lavoratori con scudi e manganelli. Picchetto iniziato alle 6 del mattino per chiedere l’applicazione del contratto nazionale e contro l’esclusione dalla produzione dei 65 iscritti al sindacato SOL Cobas.
Nella Toncar si svolge una produzione di pubblicazioni cartacee, con picchi stagionali di 4 o …

Il giro di walzer di Trump con Wall Street non è che un antipasto

18 febbraio 2017 – 18:17 |

Se i primi regali di Trump alla finanza (maggiore deregulation a compensare le preoccupazioni per i segnali protezionisti) conferma l’analisi di “governo dei milionari e dei miliardari”, la polemica orchestrata dai democratici tende a mistificare l’ambiguo atteggiamento del governo Obama nei confronti di Wall Street. Le solidali preoccupazioni espresse nei confronti dei “risparmiatori minacciati” coprono ipocritamente il fatto che le famiglie dei lavoratori sono state …

CONTRO L’INTEGRAZIONE MILITARE EUROPEA E GLI IMPERIALISMI NAZIONALI, INTERNAZIONALISMO DEI LAVORATORI

16 febbraio 2017 – 17:35 |

Dopo la Brexit, l’ipotesi di un’Europa a due/più velocità riproposta recentemente dalla Cancelliera tedesca al vertice UE di Malta potrebbe concretizzarsi nella formazione di un “nucleo duro” europeo composto da nazioni più integrate, oppure creare ulteriori contrasti fra i governi dell’Unione per decidere chi sta nel “gruppo di testa” e chi no, a quali condizioni, e quali interessi dovrebbero essere tutelati da questo gruppo.
Negli ultimi …

RISPEDITI ALL’INFERNO (2)

9 febbraio 2017 – 23:46 |
Foto Fabio Cimaglia / LaPresse
02-02-2017 Roma
Palazzo Chigi. Paolo Gentiloni e Fayez al-Sarraj firmano un protocollo di intesa sull'immigrazione 
Nella foto Paolo Gentiloni, Fayez al-Sarraj


Photo Fabio Cimaglia / LaPresse
02-02-2017 Rome (Italy)
Palazzo Chigi. Paolo Gentiloni and Fayez al-Sarraj signing a bilateral agreement on immigration
In the pic Paolo Gentiloni, Fayez al-Sarraj

L’accordo stretto giovedì 2 febbraio 2017 dal governo italiano di Gentiloni con lo zoppo governo libico di “dis-unità” nazionale di Al Serraj[1] è stato accolto dalla UE nella “Dichiarazione di Malta sull’immigrazione” emessa venerdì al vertice informale di La Valletta.  Obiettivo centrale di questo accordo, con validità di tre anni, la chiusura della cosiddetta rotta del Mediterraneo centrale, quella che profughi e emigranti usano prevalentemente …

APPELLO – Per la libertà politica contro lo squadrismo comunque mascherato

9 febbraio 2017 – 20:15 |

Chiediamo a tutte le realtà politiche, sindacali e culturali di aderire a questo appello:

A Bergamo sabato 4 febbraio doveva svolgersi un’assemblea pubblica indetta da giovani e lavoratori sul tema della disoccupazione giovanile. Assemblea da tenersi in una sala del Comune, dopo regolare pagamento dell’affitto.

Prima dell’inizio, una nutrita squadraccia di energumeni, giunta da altre città, l’ha fisicamente impedita: bloccando gli accessi, minacciando ed insultando pesantemente gli …

I gangsters di Lotta Comunista in azione

6 febbraio 2017 – 16:42 |
lotta-comunista

Mentre a Modena la polizia di Stato cercava invano di impedire il corteo dei lavoratori, a Bergamo una squadraccia di Lotta Comunista veniva mobilitata da Milano e da Genova per impedire una riunione sul tema della condizione giovanile, contro il capitalismo, convocata da un gruppo di giovani aderenti alle posizioni di Pagine Marxiste. Ovviamente questo “partito-azienda” che fa concorrenza a Herbalife e Avon nel door-to-door, …

A Modena la questura non ferma la protesta

6 febbraio 2017 – 16:38 |
si-cobas-manifestazione-modena-1-1

Sabato 4 febbraio si è svolta a Modena la manifestazione con lo striscione di apertura “Guerra alla guerra”, per i diritti dei richiedenti asilo e di tutti gli immigrati, contro la riapertura dei CIE, ma anche per denunciare l’attacco padronale-poliziesco contro il SI Cobas a Modena, culminato con l’arresto del coordinatore nazionale Aldo Milani. I partecipanti erano indignati per la campagna di diffamazione condotta dalla …

TELECOMUNICAZIONI – ANCHE I “BRACCIANTI DEL TERZO MILLENNIO” SI RIBELLANO

4 febbraio 2017 – 14:26 |

Quando si parla di IT, Information Technology, si pensa ad un settore in grado di facilitare ed accelerare oltre alla comunicazione-informazione anche l’organizzazione sociale e con essa in generale il benessere delle persone. Questo secondo effetto in realtà non esiste. Lo dimostrano da una parte la tendenza, proprio grazie a queste tecnologie, dell’insieme dell’economia ai tagli occupazionali prodotti dall’aumento della produttività e dalla riduzione dei …

CRONACA DI UNA MONTATURA

2 febbraio 2017 – 19:41 |

Pubblichiamo questo articolo sulla montatura di diffamazione a danno del compagno Aldo Milani. Mentre ne sottoscriviamo in pieno l’indignazione espressa, invitiamo gli altri sindacati di base a mettere in pratica attivamente le parole d’ordine “Se toccano uno toccano tutti” e “Uniti si vince”, abbandonando qualsiasi remora o dubbio sulla necessità di unire le forze per lottare insieme al di là delle differenze di tessera sindacale: …

Trump tra protezionismo e vincoli geopolitici

2 febbraio 2017 – 11:50 |
Trump TPP

Trump procede come un treno nell’attuazione del suo programma elettorale fin dai primi giorni. E’ evidente la volontà di coltivare l’immagine dell’uomo forte, deciso, solo al comando.
Purtroppo sta raccogliendo entusiastica approvazione da parte dei sindacati Usa socialimperialisti da sempre e da parte di settori di lavoratori, attirati dalla promessa di più posti di lavoro e sicurezza e reclutati sulla base di una ideologia nazionalista, razzista …

RISPEDITI ALL’INFERNO

1 febbraio 2017 – 16:06 |
Per alleggerire la presenza migratoria bisogna “stabilizzare la Libia” e “creare campi profughi direttamente in Africa”,  parole del ministro Alfano, 10.03.2015

Riprendiamo la denuncia comparsa su un articolo della rivista tedesca German Foreign Policy,  del 31.01.2017: “Rückschub in die Hölle”, completandola con nostre annotazioni
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Il respingimento dei rifugiati è usato come motivo centrale dall’Unione Europea, e dai vari paesi Italia compresa, non solo per cercare la collaborazione con la guardia costiera libica, ma anche per installare un “governo di unità” a Tripoli. Questo governo, non riconosciuto da …

EGITTO – CONTINUA LA LOTTA OPERAIA CONTRO UN REGIME BARBARO

27 gennaio 2017 – 22:06 |
Lavoratori che manifestano contro il non pagamento dei “bonus”

In questi giorni, nella ricorrenza della “rivoluzione egiziana” del 25 gennaio 2011, i media italiani stanno riproponendo le indagini sull’efferato assassinio, nel gennaio dello scorso anno, del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni, che stava scrivendo una tesi sui sindacati indipendenti egiziani, per opera degli apparati repressivi del governo del Cairo, che negli ultimi tre anni hanno operato ben 60 000 arresti.
Mentre esprimiamo la nostra forte denuncia …

Arrestato Aldo Milani: sbatti il mostro in prima pagina

27 gennaio 2017 – 21:03 |

Arrestato il compagno Aldo Milani, coordinatore nazionale del SI Cobas.
Stato, governo, padroni, mafiosi, non riuscendo altrimenti a frenare le lotte dei lavoratori organizzati dal SI Cobas (in questo caso, nel distretto delle carni), cercano così di decapitare una realtà di sindacalismo di classe che fa loro paura.
Piena solidarietà al compagno arrestato ed al SI Cobas!
Mobilitiamoci per la sua immediata scarcerazione, e per …

Addio al compagno Mariano Pauletto

26 gennaio 2017 – 13:50 |

Nel pomeriggio del 24 gennaio, dopo due anni di lotta contro la malattia che lo aveva colpito, è mancato il compagno Mariano Pauletto, militante di Rivoluzione Comunista; aveva 65 anni. Responsabile organizzativo della sezione di Busto Arsizio, aveva alle spalle oltre 40 anni di militanza ininterrotta. Negli anni ’70 fu in prima fila nelle lotte operaie sul territorio; subì un agguato da parte degli stalinisti …