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Solidarietà internazionalista alla lotta dei compagni e dei lavoratori argentini!

18 settembre 2018 – 15:47 |

Pagine Marxiste esprime la sua solidarietà internazionalista al compagno Daniel Ruiz ed al compagno Sebastian Romeo, attivisti sindacali e militanti del PSTU argentino. Il primo è detenuto, l’altro è costretto alla latitanza.
Entrambi sono “colpevoli” di essere tra i promotori dell’opposizione operaia al proprio governo borghese. Opposizione tradotta in numerose mobilitazioni e manifestazioni di piazza.
La nostra solidarietà ed il nostro appoggio vanno anche a tutti i …

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Passati i funerali, i morti del ponte Morandi sono il pretesto per uno scontro sulle future commesse

19 settembre 2018 – 11:40 |

Come è noto nel capitalismo le grandi disgrazie aumentano il Pil e i profitti.

Dopo le guerre, i terremoti, le catastrofi naturali c’è l’affarone della ricostruzione, la corsa alle commesse e ai finanziamenti di stato. I morti entrano nelle statistiche, i profitti nelle casse di chi ricostruisce.

Nella caterva di polemiche che ha trasformato il crollo del ponte di Genova in una passerella mediatica per politici nel più smaccato stile berlusconian-renziano, è emersa, però, una proposta più generale, quella di nazionalizzare le autostrade.

Proposta apparentemente “nuova” perché veniamo da un periodo in cui hanno prevalso ideologie liberiste, figlie di periodi di crescita economica vivace. Proposta antica se si guarda alla storia italiana dal 1932 al 1980 almeno, in cui il capitalismo di stato ha giocato un ruolo non indifferente. E per questo arco di tempo considerevole, proposta trasversale, avanzata da Fratelli d’Italia come a Rifondazione, passando per Di Maio, una ricetta capace di piacere quindi, sia pure con diverso retroterra ideologico, ai nipotini del fascio come ai nipotini di Stalin.

Fincantieri entra in lizza
Non stupisce che Di Maio abbia cavalcato la disgrazia per permettere sotto accusa Autostrade, il gruppo Bennetton socio di maggioranza e il PD suo sponsor politico.

Candido ha dichiarato: “ noi da Bennetton soldi non ne abbiamo presi” (altrimenti sarebbe stato più morbido?). In effetti Salvini non può dire la stessa cosa, così come non può negare di aver firmato il rinnovo ad Autostrade. Di Maio scopre le virtù di Fincantieri, azienda indebitata e alla ribalta in questi giorni per la chiaccherata ipotesi di
collaborazione con la francese Naval Group e per i malumori con Finmeccanica. Suscitando subito le critiche pesanti di Giorgetti (Lega) e di Toti (Forza Italia ma vicino alla Lega, presidente della Liguria e Commissario straordinario) cui i pentastellati vogliono riservare solo la grana degli sfollati e della demolizione del ponte, riservandosi invece la concessione degli appalti. Di Maio propone anche di evitare la gara europea, per non farsi “colonizzare” e di assegnare l’incarico a Fincantieri per decreto legge. In passato Fincantieri si è servita di Belsito (quello del furto di 50 milioni allo Stato che inguaia Salvini) per mediare con la Libia; con la sua mossa Di Maio cerca di erodere il legame privilegiato fra Lega e mondo industriale, anche pubblico (sono noti i finanziamenti di Finmeccanica a Salvini). Insomma niente di nuovo sotto il sole.

Nazionalizzazioni e infrastrutture nella storia italiana
Il capitalismo di stato ha una lunga storia in Italia, è decollato nel periodo fascista come reazione alla crisi del ’29, tanto da trasformare l’Italia in un paese in cui lo stato controllava circa il 40% di banche e industrie, secondo nel mondo solo all’Urss. E’ proseguito nel secondo dopoguerra sotto i vari governi democristiani e di centro sinistra. Ancor oggi, nonostante le privatizzazioni, è ancora una componente importante dell’economia nazionale.

L’ideologia con cui questa ricetta viene cucinata è che queste aziende pubbliche sarebbero meno corrotte e più sociali perché sottratte agli speculatori privati

La storia anche solo italiana dimostra che non è vero, anzi nel secondo dopoguerra le banche e le imprese statali sono state la greppia cui si sono nutrite le clientele dei vari partiti, nessuno escluso, in proporzione al loro peso elettorale.

Nazionalizzare e privatizzare hanno avuto in comune una ricetta aurea: socializzare le perdite e privatizzare i profitti, ricetta che ha sempre avvantaggiato il capitale privato. Dal fascismo alla democrazia lo stesso principio guida, basato anche su una specifica carenza italiana nella disponibilità di capitali, per cui lo stato funge da capitalista collettivo preferibilmente nelle situazioni di crisi e sempre da finanziatore a basso costo e rastrellatore del piccolo risparmio (basta pensare alla funzione delle Poste, dell’Inps ecc.).

Tutto questo vale anche per le infrastrutture e quindi anche per le Autostrade.

Su cui in più pesa un’altra eredità storica del secondo dopoguerra: la scelta italiana per il trasporto su gomma e non su rotaia, imposta dalla Fiat grazie al peso del suo lobbismo politico. Terzo fattore storico lo sviluppo dei mezzi di comunicazione è molto legato ai potentati locali e non risponde a un piano nazionale.

Le nazionalizzazioni dallo stato liberale al fascismo
E’ quest’ultimo fattore a pesare di più al momento della unificazione politica (1861). Strade e ferrovie sono stati costruiti all’interno degli stati e staterelli in cui l’Italia era divisa, rispecchiandole l’estrema disomogeneità. Il nuovo stato privilegia la costruzione di alcuni tratti ferroviari che da nord a sud riuniscano fisicamente il paese, a danno delle comunicazioni ovest/est ostacolate anche dalla presenza degli Appennini.

Il boom ferroviario coincide con l’avvento al governo della Sinistra storica: 6500 nuovi km di rotaia fra il 1881 e il 1895 intorno ai quali si scatenano furibondi scontri politici per ottenere che il treno tocchi alcuni centri urbani piuttosto che altri.

La qualità scadente del servizio e prezzi troppo alti soprattutto nel trasporto merci portano alla decisione presa nel 1905 di nazionalizzare le ferrovie,che all’epoca raggiungeva i 10.528 km. Solo lo Stato era in grado di affrontare la spesa di sostituire il materiale rotabile obsoleto e di introdurre l’elettrificazione, cui la prima guerra mondiale diede ulteriore impulso (460 km elettrificati nel 1920).

Il primo governo Mussolini ridusse il personale (da 226 a 174 mila unità), accelerò l’elettrificazione (da 460 a 5160 km entro il 1939) e puntò decisamente sulle ferrovie come vetrina su cui esibire modernità ed efficienza dell’Italia fascista sia all’estero (con la realizzazione dell’elettromotrice ETR 200 ad es.) che verso l’interno (ad esempio. la creazione dei treni popolari destinati al turismo di massa)

Anche le autostrade vengono realizzate negli anni ’20 come elemento propagandistico che rafforzasse l’immagine popolare del regime. La Milano-Laghi è inaugurata nel 1925 quando in Italia circolano 84 mila vetture (una ogni 450 abitanti – oggi ne circolano 2 ogni 3 abitanti). Nel 1940 la rete autostradale raggiunse i 500 km., col plauso dei settori industriali, da Agnelli a Pirelli a Pesenti. Essendo la sua gestione largamente in perdita , se la accollò lo Stato. Anche le autostrade, come i tratti ferroviari, furono costruite subendo le pressioni dei potentati locali, senza un piano organico su scala nazionale.

Il secondo dopoguerra
I bombardamenti distrussero nel corso della seconda guerra mondiale il 25% dei binari, il 32,1% dei ponti (4750) e il 40% dei treni e delle locomotive, ma già nel 1948 si era ripristinato l’80% delle infrastrutture. Pur in modo non teorizzato, però, dagli anni’50 si comincia, con il piano Romita, a dare la preferenza ai trasporti su ruota, una scelta fortemente voluta da un blocco industriale che va dalla Fiat all’Italcementi, dalla Pirelli all’Italstrade, ma anche le imprese petrolifere e quelle assicurative, interessate direttamente allo sviluppo delle autostrade e riunite, a partire dal 1952, nella Federazione italiana della strada. Negli anni ’60 il trasporto su rotaia risulta ormai irreversibilmente obsoleto, salvo per alcuni esperimenti destinati all’elìte, che puntava alla velocità sulla tratta privilegiata Milano-Roma, ad es. il Settebello della Breda. Masi dovrà attendere il 1992 per la prima linea ad alta velocità su treno,fatta eccezione il Pendolino Roma Ancona del 1976.

Nel 1970 la motorizzazione di massa incrementò gli investimenti nel trasporto su gomma sulle lunghe distanze e quindi nelle autostrade che passano dai 479 Km del 1948 ai 5329 del 1975.

Il criterio dell’aggiudicazione mediante licitazione privata degli appalti per la costruzione dei vari tratti, privo di una precisa regolamentazione, fu caratterizzato da ampi fenomeni di corruzione. La spesa complessiva per le autostrade f u enorme, arricchì I privati gravando interamente sulla finanza pubblica, cioè sui lavoratori che pagavano le tasse; inoltre l’attenzione concentrata sulle autostrade portò alla scarsa manutenzione delle strade ordinarie. Nel 1973 l’Italia risultava terza dopo Usa e Germania per lunghezza della rete autostradale.

Nei primi anni ’90 inizia l’ondata di privatizzazioni che riguarda banche, imprese e anche infrastrutture; a vendere è il Tesoro, ma anche l’Iri e ai privati vengono vendute o meglio svendute a prezzi di favore attività, con l’intento di mettere una pezza alla voragine del debito pubblico e fare dell’Italia un paese adatto ai criteri di Mastricht. Dentro questo processo, di recente ricordato e fatto oggetto di anatema, si colloca la cessione alla famiglia Benetton di Autostrade che in circa anni porta a casa profitti per 10 miliardi, come è logico a vantaggio dei suoi azionisti e a danno della manutenzione e dei cittadini che pagano i pedaggi e qualche volta muoiono anche. Politici e faccendieri dell’intero arco costituzionale si sono arricchiti nel processo di passaggio.

Possiamo stare certi che nel processo inverso che oggi si invoca succederà la stessa cosa, con la differenza che si accolleranno direttamente allo Stato e quindi agli stessi cittadini (almeno a quelli che le tasse le pagano,cioè fondamentalmente i lavoratori) i costi della ricostruzione e delle bustarelle connesse.

Per questo aggiungersi a chi invoca le nazionalizzazioni oggi è ancora una volta portare acqua al mulino di questo sistema, anche se da parte di alcuni della sinistra è introdotto il correttivo del “nazionalizzare… senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori, a garanzia della sicurezza pubblica”. Pletore di avvocati e di faccendieri impediranno, stando questo sistema che il correttivo si concretizzi.

Meglio allora combattere perché le tragedie come il ponte Morandi non siano pagate dal proletariato con doppi e tripli turni di lavoro come sta avvenendo ai portuali, con la cassa integrazione e i tagli sulla sicurezza e i posti di lavoro.

LA STRAGE DEL SISTEMA

16 agosto 2018 – 20:34 |

Non è affatto banale imputare alle contraddizioni insanabili del sistema la strage di automobilisti innocenti determinata dal crollo della Torre Ovest e di due campate del ponte di Genova, avvenuto alle 11.50 del 14 agosto 2018. E lo sgombero di centinaia di abitanti dei caseggiati nei pressi del ponte.
Responsabilità individuali e della società Atlantia (controllata dalla famiglia Benetton) certamente esistono e andranno accertate e sanzionate. …

NON CI UNIAMO AL CORDOGLIO SU SERGIO MARCHIONNE

26 luglio 2018 – 19:55 |

Da giorni, da quando è rimbalzata la notizia sulle condizioni “irreversibili” di salute di Sergio Marchionne, si è scatenata sui mezzi di informazione una buriana mediatica che è possibile osservare solo a fronte di eventi “epocali”.
Non che Sergio Marchionne fosse uno qualsiasi: essere AD di un gruppo internazionale come Fiat-Chrysler mette per forza di cose il personaggio al centro dei riflettori.
Ma, a parte il fatto …

Decreto dignità: un restyling del Jobs Act e un regalino ai professionisti

8 luglio 2018 – 12:40 |

Fra le ragioni che hanno spinto molti, che prima votavano “a sinistra”, a votare M5S era la promessa di un decreto che abolisse il Jobs Act.
Due erano i punti di sostanza: obbligare a motivare le cause del lavoro a termine per limitare il suo utilizzo ai picchi stagionali e alle sostituzioni, e obbligare al reintegro per licenziamenti senza giusta causa. Niente di tutto questo è …

È un governo trumpista, piccolo, ma pericoloso. Contro cui lottare, senza se e senza ma.

29 giugno 2018 – 19:21 |

Ha ragione Bannon, lo stratega dell’elezione di Trump alla Casa Bianca: la formazione del governo Lega-Cinquestelle non è solo un fatto italiano, è anche, e forse soprattutto, un evento della politica mondiale perché preannuncia un terremoto in Europa. L’euforia per quello che considera un suo successo personale, lo ha portato a dire: “Avete dato un colpo al cuore della bestia dell’Europa” (si riferisce alla Germania) …

I poveri e i governi dei ricchi

29 giugno 2018 – 17:45 |

I dati ISTAT mostrano che nel 2017 è aumentata sia la povertà assoluta sia quella relativa.
I poveri  (+ 317 mila) sono oltre 5 milioni, l’8,4% dei residenti.
Nel Nord sono il 7%,al Sud sono il 10,4%, nel Centro sono invece diminuite (al 6,4%).
Nel 2017 le famiglie in povertà assoluta (cioè quelli che non arrivano a un reddito sufficiente per acquistare ciò che è necessario per una …

Trump il Guastatore

11 maggio 2018 – 08:15 |

Trumps Zerstörungswerk, l’opera distruttiva di Trump, titola la blasonata testata tedesca Frankfurter Allgemeine. Il disfacimento dell’accordo di liberoscambio Transpacifico, l’infanticidio di quello Transatlantico e la ricontrattazione del NAFTA, le tariffe protezionistiche su acciaio e alluminio, la richiesta di riduzione dell’attivo commerciale Cina-USA per 200 miliardi di dollari (sic!), pena 60 miliardi di tariffe doganali, e ora il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano e l’annuncio del …

Macerie di classe

8 maggio 2018 – 09:30 |

La notte del primo maggio, giorno dei lavoratori, un palazzo di 26 piani in pieno centro a San Paolo prende fuoco e collassa su se stesso come un castello di carte.
Ufficialmente si parla di una vittima, Ricardo, 30 anni, rientrato nel palazzo in fiamme per salvare donne e bambini intrappolati. Ricardo viveva da solo nell’edificio Wilton Paes de Almeida, lavorava in centro a S. Paolo …

Uscito Pagine Marxiste aprile 2018

2 maggio 2018 – 11:35 |

Il voto e la lotta
La distribuzione sociale del voto
Potere al popolo: una soluzione inadeguata a un’esigenza reale
La bataille du Rail in Francia
Sollevamento anti-regime in Iran. Dopo le “primavere arabe” l’infuocato inverno iraniano vede protagonista il proletariato
Islam 5. L’Iran moderno e le radici sciite
A 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre. La lunga marcia del proletariato
L’OTTOBRE CHE CONTINUA. (Discutendo delle “provocazioni” del libro di Pierre Dardot e Christian Laval: …

BUON COMPLEANNO MARX!

2 maggio 2018 – 11:17 |

Duecento anni fa, il 5 maggio 1818, nasceva a Treviri Karl Marx. Ancora oggi milioni di persone in tutto il mondo leggono le opere di Marx, ancora oggi una quantità incalcolabile di libri si soffermano sullo studio di questo o quell’altro aspetto del pensiero di Marx e proprio recentemente è uscito anche in Italia un film sui suoi anni giovanili, “Il giovane Karl Marx”. Ancor …

Un nuovo tassello della mattanza imperialista in Siria

14 aprile 2018 – 19:18 |

Ci risiamo.
Nel 2003 Gran Bretagna Francia e Usa scatenarono la guerra in Irak sulla base di supposte “armi di distruzione di massa di Saddam Hussein”, oggi gli stessi servizi segreti e gli stessi paesi bombardano in Siria in nome di un “attacco chimico” di paternità per lo meno dubbia.
Mentre Russia, Iran e Turchia si stanno accordando sull’assetto-spartizione della Siria, mentre tutti, a partire da russi …

Milano, 26 marzo: ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.

25 marzo 2018 – 11:40 |

Lunedì 26 marzo a Milano, presidio davanti a Palazzo Marino
ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.
COMITATI IN LOTTA: UNITI SI VINCE

Ogni giorno, persone vengono minacciate di essere sgomberate, ricattate, per paura versano inutilmente dei soldi all’Aler, tramite dei bollettini postali.
Loro lo chiamano “Indennità di occupazione senza titolo” (€ 891.82 bimestrali), soldi che vengono RUBATI alle persone che sperano di essere regolarizzate. Quei soldi sono il pizzo per l’occupazione.
Pizzo pagato …

Gli ultimi anni di Victor Serge (1940-1947)

19 marzo 2018 – 07:38 |

25 marzo 1941
Dopo più di un quarto di secolo di militanza rivoluzionaria in Belgio, Francia, Catalogna, Russia, Germania, Austria, caratterizzata da carcere, esilio, deportazione, Victor Serge si imbarca sul Cargo Capitaine Paul-Lemerle per raggiungere il Messico, paese che gli ha concesso il visto d’ingresso, ed entra nell’ultima fase della sua travagliata esistenza.
In questa terra messicana, che osserverà affascinato studiandola a fondo, è l’ultimo sopravvissuto, con …

Brasile – LA ‘MODERNIZZAZIONE’ DEL MERCATO DEL LAVORO A SEGUITO DELLA RIFORMA: PIU’ DISOCCUPAZIONE, PIU’ LAVORO INFORMALE E SCHIAVISTICO, PIU’ SALARI DA FAME, MENO SALARIO MINIMO.

18 marzo 2018 – 21:11 |

Una delle menzogne che hanno accompagnato la propaganda a favore della Riforma del Lavoro e di quella Previdenziale è che avrebbero creato lavoro e l’economia si sarebbe da subito risollevata.
Una ricerca IBGE del mese scorso smonta del tutto questa argomentazione, rivelando che nel 2017 in Brasile si registra un aumento della disoccupazione e del lavoro informale. Il tasso di disoccupazione risulta essere del 12,7%, record …

SCIOPERO DEGLI INSEGNANTI DELLA RETE MUNICIPALE DI SAN PAOLO

18 marzo 2018 – 20:58 |

Migliaia di insegnanti della municipalità di San Paolo sono in sciopero dall’8 marzo e manifestano in strada la propria rabbia e opposizione ai progetti del prefetto Doria (PSDB, candidato alle prossime elezioni presidenziali) che mirano a di distruggere l’educazione pubblica e i diritti previdenziali dei lavoratori della scuola, ricalcando la politica neoliberista e reazionaria del presidente Temer.
Nonostante la feroce repressione statale, la mobilitazione si fa …

Rilasciato Reza Shahabi!

17 marzo 2018 – 10:50 |

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato sulla liberazione di Reza Shahabi, sindacalista iraniano da quasi 8 anni imprigionato per la sua attività sindacale.
Il 15 gennaio scorso a Milano si era svolto un presidio per chiedere la sua liberazione e degli altri prigionieri politici oltre che in solidarietà con le lotte di tutti i lavoratori iraniani.
Celebriamo oggi il rilascio di Reza Shahabi e ci prepariamo per domani
Il Sindacato …

SCONFITTO SULLA RIFORMA DELLA PREVIDENZA, TEMER MANDA LE FORZE ARMATE NELLE FAVELAS DI RIO, MENTRE LA CLASSE LAVORATRICE OCCUPA ANCORA FABBRICHE, PIAZZE E STRADE

5 marzo 2018 – 12:59 |

Il 19 febbraio, giorno in cui Temer doveva far approvare la Riforma della Previdenza, è stato obbligato a fare il contrario: ritirare dall’ordine del giorno la votazione della Riforma e non riproporla fino alla fine dell’anno.
Il motivo ufficiale che maschera la débâcle del presidente sarebbe l’intervento federale dell’esercito in atto  a Rio de Janeiro, annunciato la settimana precedente dal governo. Secondo la Costituzione non si …

LAVORO ed EMARGINAZIONE NEL BRASILE DI OGGI

3 marzo 2018 – 08:08 |

Forza lavoro
Valor Econômico 29/9/17; Esquerda Diário 28,31/8; 15,18,25/9;2/10/17; CSPConlutas 18/8; 25/9;17/11/17
I brasiliani sono 260 milioni, 104 milioni sono impiegati e disoccupati, la seconda popolazione economicamente attiva nel mondo per dimensione. Secondo IBGE 90 milioni sono occupati, 14 milioni disoccupati. Ma queste cifre non tengono conto di chi non cerca più lavoro e considerano come occupato chi ha lavorato anche solo un’ora la settimana. Se …

Partiti e schieramenti borghesi al voto del 4 marzo

3 marzo 2018 – 07:27 |

La campagna elettorale ha visto la costituzione di tre poli ai quali viene accreditata la maggioranza dei voti: PD con il centro-sinistra, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia per il centro-destra,  e M5S, più un gran numero di formazioni minori. Questi tre poli, ognuno collegato con personaggi dell’industria, del commercio e della finanza, e sostenuto da settori dei media, si candidano a gestire il prossimo …

LA LOTTA PER LA TERRA IN BRASILE

1 marzo 2018 – 07:39 |

Ricerca di Jeferson Choma*
18/11/2016
[estratto dal sito Conlutas; n. e parentesi quadre d.t.]
Molti di coloro che parlavano di espropriazione dei latifondi e difendevano la necessità di una riforma agraria in Brasile oggi hanno abbandonato questo programma, benché il paese abbia mantenuto fino ad oggi – nonostante la propaganda sulla “modernizzazione agricola” – la stessa struttura fondiaria, responsabile della grande concentrazione di terre in mano a pochi …

FUGGIRE DAL VENEZUELA

28 febbraio 2018 – 10:30 |

Riportiamo il sunto di un art. del 26.02.2018 del sindacato brasiliano Conlutas

Una delle conseguenze della crisi venezuelana è l’emigrazione, la fuga dalla miseria e dalla disperazione di una parte della popolazione. L’esodo è iniziato nel 2014, con la crisi economica dovuta al crollo del prezzo del petrolio, ma negli ultimi anni si è approfondita.
Fino a poco tempo fa era indirizzata verso la Colombia, ma …

BRUTALE REPRESSIONE ALLA MARCIA OPERAIA IN VENEZUELA

23 febbraio 2018 – 17:05 |

A fronte della grave crisi venezuelana, lavoratori di più di 60 imprese del settore privato della zona industriale di Valência e di istituzioni pubbliche si sono uniti per realizzare una grande manifestazione. C’erano operai della Ford, Firestone, Pirelli, Barrio Adentro… per rivendicare un salario dignitoso e contro i licenziamenti.

La marcia è stata attaccata brutalmente da polizia e dalle forze di sicurezza dispiegate in quantità smisurata, …

Manifestiamo a Roma il 24

23 febbraio 2018 – 08:32 |

Nel totale silenzio dei media, tutti tesi ad amplificare ogni battuta della sceneggiata elettorale, sabato 24 febbraio il SI Cobas organizza una manifestazione a Roma “Contro sfruttamento, razzismo e repressione! Per un fronte di lotta anticapitalista!” motivando che “Le conquiste e i diritti si strappano con la lotta; in sua assenza il voto non può che portare illusioni e delusioni”.
Nella piattaforma di lotta, obiettivi economici …

Afrin sotto i cingoli turchi e il cinismo delle potenze

21 febbraio 2018 – 17:57 |

Da un mese è in corso l’offensiva turca sul cantone di Afrin, la ridotta curda che insieme agli altri due cantoni della Rojava (Kobane e Jasira) ha dato rifugio a tanti sfollati in fuga dalla morte, non importa se arabi, non importa di quale confessione.
Due isole non certo felici, non certo di un impossibile socialismo cantonale, ma due isole di convivenza tra etnie e religioni …

Pavia: la polizia carica e difende i neofascisti

9 febbraio 2018 – 10:41 |

AL NUOVO SQUADRISMO FASCISTA SI RISPONDE CON LA MOBILITAZIONE RIVOLUZIONARIA!
I crescenti episodi di squadrismo nazi-fascista (i fatti di Macerata, prima ancora le numerose aggressioni di compagni ed invasioni di sedi solidali, come a Como; ora i pestaggi di Pavia con la copertura puntuale degli organi di Stato…) dimostrano come la politica del “manganello” non sia il ricordo di un lontano passato, ma l’attualità di una classe …

Un “modello” da prendere con le molle…
(Note al libro di G. La Barbera: “Lotta Comunista. Il modello bolscevico 1965-1995”- Edizioni Lotta Comunista, 2017)

2 febbraio 2018 – 12:05 |

Con l’uscita di questo terzo volume (dopo “Lotta Comunista: Il gruppo originario.1943-1952”; “Lotta Comunista. Verso il partito-strategia.1953-1965”) Lotta Comunista cerca di canonizzare la storia del partito “a futura memoria”, creando ad uso interno il mito di un “modello bolscevico” ormai definitivamente insediato nella metropoli italiana.
Anche se nel finale, come lascito, fanno dire a Cervetto: “Vi auguro di sbagliare molto”, praticamente in tutta questa storia agiografica …