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Nuove scommesse italiane sulla Libia

4 dicembre 2018 – 12:45 |

Non c’è alcun dubbio sul permanere degli interessi italiani in Libia, interessi economici e geopolitici. E non c’è alcun dubbio che qualsiasi governo, di qualsiasi orientamento politico, ne debba tener conto.
Vale la pena di fare un aggiornamento dopo il summit di Palermo.
Nei primi mesi il governo pentastellato si è limitato a una monotematica comunicazione mediatica, forzando l’attenzione sul tema degli immigrati che dalla Libia “invadevano” …

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La marcia dei Gilets jaunes

28 novembre 2018 – 20:30 |

Sabato 17 novembre 280mila manifestanti, riuniti tramite i social network, hanno partecipato in tutta la Francia ad un nuovo movimento di protesta di massa, i Gilets Jaunes, continuata per i tre giorni successivi con 2000 punti di blocco, i più importanti quelli di una decina di depositi petroliferi, ma anche con “operazioni lumaca”, il rallentamento del traffico attuato con lunghe serie di mezzi pesanti e con centinaia di persone sdraiate sulla carreggiata.

Sabato 24 novembre il movimento ha ripetuto le manifestazioni, con 106mila partecipanti complessivi e 1600 azioni di protesta, 8000 coloro che a Parigi hanno marciato, come programmato, verso gli Champs Elisées, non verso Place de la Concorde come imposto dalla prefettura. Il timore che il movimento possa generalizzarsi e organizzarsi ha portato il governo a imporre una violenta repressione poliziesca per opera della Gendarmerie Nationale, in assetto anti-sommossa. Il capo della polizia di Parigi ha detto che sono state usate 5000 candelotti di gas lacrimogeni, più di uno al minuto, un quantitativo inedito; sono stati usati idranti, spray al peperoncino e bulldozer per sgomberare le barricate incendiate; 103 arrestati, compresi alcuni minori; 45 incriminati.

Il ministro degli Interni ha parlato di teppisti e casseur dell’estrema destra che hanno cavalcato la protesta e aizzato le violenze, ma la stessa polizia ha detto che gli arrestati erano per lo più dei giovani, senza precedenti penali, e molti provenienti da fuori Parigi.

Dalle inchieste risulta che i Gilets Jaunes hanno l’appoggio dell’80% dei francesi, mentre la protervia di Macron, che non si è neppure degnato di rispondere alle proteste, ha fatto scendere la sua popolarità al 26%.

Il movimento non appare strutturato, è composto da un assemblaggio spontaneo ed eterogeneo di scontenti per la maggior parte lavoratori dipendenti, con una quota di piccola borghesia, non abituati a mobilitarsi, per lo più non legati a partiti. Le loro proteste e rivendicazioni non sono state neppure prese in considerazione dai sindacati, tranne qualche apertura da parte di Solidaire e CGT. Il partito socialista li ha attaccati come anti-ecologisti e amici della lobby petrolifera.

Il movimento é attecchito soprattutto nelle regioni rurali e nelle periferie cittadine, dove può esserci un significativo voto per RN (Rassemblement National, ex Front National) – anche se spesso il primo partito in queste aree è in realtà l’astensione; molti partecipanti sono uniti dal rifiuto della politica, che ne ha a più riprese deluso le aspettative. Hanno cercato di cavalcare la protesta, che da soli non sarebbero riusciti ad attizzare, soprattutto i partiti della destra di Marine Le Pen, Nicolas Dupont-Aignan (di Debout la France) e dei  conservatori Repubblicani di Wauquiez.

Molto variegate le parole d’ordine dei Gilet Jaunes: riduzione delle tasse sui carburanti anziché i nuovi aumenti previsti per gennaio; contro la perdita del potere d’acquisto; ritorno all’ISF[1]; riduzione delle retribuzioni di ministri e deputati. È comparsa anche una rivendicazione politica radicale, la soppressione del senato e la creazione di una “assemblea cittadina”, che dovrebbe essere consultata sulle leggi in discussione.

Miccia e combustibile del movimento

Il fattore scatenante delle attuali proteste del movimento Gilets Jaunes è stato il forte rincaro nell’ultimo anno del prezzo del combustibile, +21% il diesel e +15% la benzina. Un aumento prodotto – oltre che dal rincaro del prezzo internazionale del petrolio – dalla carbon tax voluta dal governo Macron, a cui si aggiunge un incremento dell’IVA, che viene applicata sul prezzo complessivo del combustibile, carbon tax compresa.

Un aumento che fa percepire ai lavoratori nella concretezza il peggioramento della loro condizione, giorno per giorno, quando fanno il pieno alla pompa per recarsi al lavoro.

L’obiettivo del piano di Macron sui combustibili non è la soluzione della questione ambientale, ma il sostegno all’industria automobilistica francese nella sua competizione internazionale per l’auto elettrica e ibrida. Anche per contrastare la caduta del mercato auto in Europa, Macron cerca di imprimere un’accelerazione al rinnovo del parco vetture, 33milioni, che avevano nel 2017 un’età media di 9,1 anni, contro i 5,8 anni nel 1990. Lo fa aumentando il prezzo del combustibile in generale, allineando il prezzo del diesel a quello della benzina, erogando incentivi alla rottamazione per l’acquisto di un’auto elettrica nuova o d’occasione (1000€ oppure 2000€ per le famiglie sotto il minimo imponibile). Macron ha già raggiunto nel 2018 metà dell’obiettivo di 500mila incentivi alla rottamazione fissato per il quinquennio, fregandosene del malumore serpeggiante, e ora reprimendo fortemente le proteste.  Con la carbon tax l’erario dello stato francese intascherà 15miliardi di € l’anno.

Il conto dell’operazione di Macron è pagato dai lavoratori dipendenti, che usano l’auto per recarsi al lavoro e che non possono cambiarla, ma anche dal piccolo commerciante, l’agricoltore, il camionista per i quali l’autoveicolo è lo strumento di lavoro.

La miccia è il prezzo del gasolio, ma la sostanza infiammabile sottostante sono le condizioni di vita di una ampia quota di popolazione. Nel novembre di quest’anno l’INSEE (Istituto Nazionale di Statistica e di studi Economici) ha rilevato che è fortemente diminuita la fiducia delle famiglie francesi che il tenore di vita possa migliorare nei prossimi 12 anni, -42 punti rispetto alla media di lungo periodo, e -11 punti rispetto ad ottobre. È una percezione che deriva da dati oggettivi,  che confermano anche in Francia le forti ineguaglianze tra le classi sociali, tra la borghesia e i lavoratori dipendenti, ma anche all’interno della stessa borghesia. Una quota di piccola borghesia composta da artigiani, commercianti, etc… guadagna troppo per aver diritto ad un sussidio o per essere esentata da alcune imposte,  ma ha visto scendere il proprio tenore di vita, e vive in aree dove sono diminuiti i servizi pubblici, considerati la contropartita al pagamento delle imposteNel 2015 il reddito disponibile del 20% delle famiglie più ricche raggiungeva il 41,7% del totale, quasi sei volte più di quello del 20% delle famiglie più povere. La metà più povera delle famiglie francesi aveva un reddito equivalente a poco più di un quarto (26,4%) del totale.

Il 7,6% dei francesi dichiara di non poter permettersi l’acquisto di un secondo paio di scarpe; nel 2015 4,8 milioni hanno chiesto aiuti alimentari; quasi 4 milioni di persone vivono in alloggi inadeguati, degradati o troppo piccoli, o non hanno un loro domicilio personale. All’altro polo, l’1% dei francesi intasca il 7% del reddito totale e il 30% del reddito proveniente da patrimonio dichiarato. La padrona di Oréal, Liliane Bettencourt, possiede patrimoni di oltre 31,2 MD di €, pari a 1,77 milioni di anni di un salario minimo (smic).

Un primo effetto politico delle proteste è la spaccatura negli schieramenti politici al governo, rivelata dall’approvazione da parte del Senato di un emendamento, del 26 novembre, con il quale si chiede al governo di congelare gli aumenti del carburante, soprattutto diesel. È però molto poco probabile che l’Assemblea Nazionale lo approvi, dato che la sua maggioranza è costituita dal partito di Macron, LREM. L’iniziativa potrebbe rivelarsi solo un modo per buttare acqua sul fuoco del movimento dei Gilets Jaunes, che ha dimostrato la determinazione caratteristica dei movimenti sociali d’oltralpe.

I gilets jaunes, pur non avendo un carattere esclusivamente proletario, esprimono in gran parte l’esplosione di un malcontento che da tempo cova dentro strati di lavoratori salariati, che non ha trovato sbocchi nelle lotte contro la loi travail, e che non trova interpreti nei sindacati o in organizzazioni di classe capace di porre rivendicazioni unificanti per tutto il movimento operaio. In assenza di una tale organizzazione il rischio concreto è che anche in Francia, come già accade in Italia, negli Stati Uniti e altrove, questo malcontento sia utilizzato dai partiti populisti e sovranisti per dividere ulteriormente il fronte del movimento operaio.

[1] Imposta di Solidarietà sui Patrimoni è la vecchia imposta patrimoniale francese sostituita da Macron il 1° gennaio con la tassa sulle fortune immobiliari (IFI).

Infinita tristezza – Vita e morte di uno scalpellino anarchico

20 novembre 2018 – 21:50 |

Tra le tante figure di anonimi rivoluzionari della prima metà del Novecento, Carlo Restelli occupa un posto a parte.
Nato a Rockland (Stati Uniti) nel 1880, da una famiglia originaria di Besano (Valceresio), scalpellino, autodidatta, nei suoi trent’anni di militanza anarchica visse fasi fondamentali del movimento libertario italiano e dell’emigrazione, da Barre (Vermont) a Zurigo, da Clivio a Milano. Venne incarcerato più volte e, pur essendo …

Genova come Vajont – Fatale non è la Natura, ma il Capitale

10 ottobre 2018 – 19:46 |

Nel 55° anniversario della catastrofe del Vajont, mentre è ancora aperta la ferita del Ponte Morandi di Genova, ripubblichiamo un articolo pubblicato nel 50° del Vajont, che mette a nudo le responsabilità dei grandi gruppi capitalistici – le stesse che emergono dalle indagini su Genova
Vajont – Una frana che non s’è mai fermata
(da: PagineMarxiste n° 34, novembre 2013)
Mezzo secolo rappresenta uno spazio temporale troppo breve …

Passati i funerali, i morti del ponte Morandi sono il pretesto per uno scontro sulle future commesse

19 settembre 2018 – 11:40 |

Come è noto nel capitalismo le grandi disgrazie aumentano il Pil e i profitti.
Dopo le guerre, i terremoti, le catastrofi naturali c’è l’affarone della ricostruzione, la corsa alle commesse e ai finanziamenti di stato. I morti entrano nelle statistiche, i profitti nelle casse di chi ricostruisce.
Nella caterva di polemiche che ha trasformato il crollo del ponte di Genova in una passerella mediatica per politici nel …

Solidarietà internazionalista alla lotta dei compagni e dei lavoratori argentini!

18 settembre 2018 – 15:47 |

Pagine Marxiste esprime la sua solidarietà internazionalista al compagno Daniel Ruiz ed al compagno Sebastian Romeo, attivisti sindacali e militanti del PSTU argentino. Il primo è detenuto, l’altro è costretto alla latitanza.
Entrambi sono “colpevoli” di essere tra i promotori dell’opposizione operaia al proprio governo borghese. Opposizione tradotta in numerose mobilitazioni e manifestazioni di piazza.
La nostra solidarietà ed il nostro appoggio vanno anche a tutti i …

LA STRAGE DEL SISTEMA

16 agosto 2018 – 20:34 |

Non è affatto banale imputare alle contraddizioni insanabili del sistema la strage di automobilisti innocenti determinata dal crollo della Torre Ovest e di due campate del ponte di Genova, avvenuto alle 11.50 del 14 agosto 2018. E lo sgombero di centinaia di abitanti dei caseggiati nei pressi del ponte.
Responsabilità individuali e della società Atlantia (controllata dalla famiglia Benetton) certamente esistono e andranno accertate e sanzionate. …

NON CI UNIAMO AL CORDOGLIO SU SERGIO MARCHIONNE

26 luglio 2018 – 19:55 |

Da giorni, da quando è rimbalzata la notizia sulle condizioni “irreversibili” di salute di Sergio Marchionne, si è scatenata sui mezzi di informazione una buriana mediatica che è possibile osservare solo a fronte di eventi “epocali”.
Non che Sergio Marchionne fosse uno qualsiasi: essere AD di un gruppo internazionale come Fiat-Chrysler mette per forza di cose il personaggio al centro dei riflettori.
Ma, a parte il fatto …

Decreto dignità: un restyling del Jobs Act e un regalino ai professionisti

8 luglio 2018 – 12:40 |

Fra le ragioni che hanno spinto molti, che prima votavano “a sinistra”, a votare M5S era la promessa di un decreto che abolisse il Jobs Act.
Due erano i punti di sostanza: obbligare a motivare le cause del lavoro a termine per limitare il suo utilizzo ai picchi stagionali e alle sostituzioni, e obbligare al reintegro per licenziamenti senza giusta causa. Niente di tutto questo è …

È un governo trumpista, piccolo, ma pericoloso. Contro cui lottare, senza se e senza ma.

29 giugno 2018 – 19:21 |

Ha ragione Bannon, lo stratega dell’elezione di Trump alla Casa Bianca: la formazione del governo Lega-Cinquestelle non è solo un fatto italiano, è anche, e forse soprattutto, un evento della politica mondiale perché preannuncia un terremoto in Europa. L’euforia per quello che considera un suo successo personale, lo ha portato a dire: “Avete dato un colpo al cuore della bestia dell’Europa” (si riferisce alla Germania) …

I poveri e i governi dei ricchi

29 giugno 2018 – 17:45 |

I dati ISTAT mostrano che nel 2017 è aumentata sia la povertà assoluta sia quella relativa.
I poveri  (+ 317 mila) sono oltre 5 milioni, l’8,4% dei residenti.
Nel Nord sono il 7%,al Sud sono il 10,4%, nel Centro sono invece diminuite (al 6,4%).
Nel 2017 le famiglie in povertà assoluta (cioè quelli che non arrivano a un reddito sufficiente per acquistare ciò che è necessario per una …

Trump il Guastatore

11 maggio 2018 – 08:15 |

Trumps Zerstörungswerk, l’opera distruttiva di Trump, titola la blasonata testata tedesca Frankfurter Allgemeine. Il disfacimento dell’accordo di liberoscambio Transpacifico, l’infanticidio di quello Transatlantico e la ricontrattazione del NAFTA, le tariffe protezionistiche su acciaio e alluminio, la richiesta di riduzione dell’attivo commerciale Cina-USA per 200 miliardi di dollari (sic!), pena 60 miliardi di tariffe doganali, e ora il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano e l’annuncio del …

Macerie di classe

8 maggio 2018 – 09:30 |

La notte del primo maggio, giorno dei lavoratori, un palazzo di 26 piani in pieno centro a San Paolo prende fuoco e collassa su se stesso come un castello di carte.
Ufficialmente si parla di una vittima, Ricardo, 30 anni, rientrato nel palazzo in fiamme per salvare donne e bambini intrappolati. Ricardo viveva da solo nell’edificio Wilton Paes de Almeida, lavorava in centro a S. Paolo …

Uscito Pagine Marxiste aprile 2018

2 maggio 2018 – 11:35 |

Il voto e la lotta
La distribuzione sociale del voto
Potere al popolo: una soluzione inadeguata a un’esigenza reale
La bataille du Rail in Francia
Sollevamento anti-regime in Iran. Dopo le “primavere arabe” l’infuocato inverno iraniano vede protagonista il proletariato
Islam 5. L’Iran moderno e le radici sciite
A 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre. La lunga marcia del proletariato
L’OTTOBRE CHE CONTINUA. (Discutendo delle “provocazioni” del libro di Pierre Dardot e Christian Laval: …

BUON COMPLEANNO MARX!

2 maggio 2018 – 11:17 |

Duecento anni fa, il 5 maggio 1818, nasceva a Treviri Karl Marx. Ancora oggi milioni di persone in tutto il mondo leggono le opere di Marx, ancora oggi una quantità incalcolabile di libri si soffermano sullo studio di questo o quell’altro aspetto del pensiero di Marx e proprio recentemente è uscito anche in Italia un film sui suoi anni giovanili, “Il giovane Karl Marx”. Ancor …

Un nuovo tassello della mattanza imperialista in Siria

14 aprile 2018 – 19:18 |

Ci risiamo.
Nel 2003 Gran Bretagna Francia e Usa scatenarono la guerra in Irak sulla base di supposte “armi di distruzione di massa di Saddam Hussein”, oggi gli stessi servizi segreti e gli stessi paesi bombardano in Siria in nome di un “attacco chimico” di paternità per lo meno dubbia.
Mentre Russia, Iran e Turchia si stanno accordando sull’assetto-spartizione della Siria, mentre tutti, a partire da russi …

Milano, 26 marzo: ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.

25 marzo 2018 – 11:40 |

Lunedì 26 marzo a Milano, presidio davanti a Palazzo Marino
ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.
COMITATI IN LOTTA: UNITI SI VINCE

Ogni giorno, persone vengono minacciate di essere sgomberate, ricattate, per paura versano inutilmente dei soldi all’Aler, tramite dei bollettini postali.
Loro lo chiamano “Indennità di occupazione senza titolo” (€ 891.82 bimestrali), soldi che vengono RUBATI alle persone che sperano di essere regolarizzate. Quei soldi sono il pizzo per l’occupazione.
Pizzo pagato …

Gli ultimi anni di Victor Serge (1940-1947)

19 marzo 2018 – 07:38 |

25 marzo 1941
Dopo più di un quarto di secolo di militanza rivoluzionaria in Belgio, Francia, Catalogna, Russia, Germania, Austria, caratterizzata da carcere, esilio, deportazione, Victor Serge si imbarca sul Cargo Capitaine Paul-Lemerle per raggiungere il Messico, paese che gli ha concesso il visto d’ingresso, ed entra nell’ultima fase della sua travagliata esistenza.
In questa terra messicana, che osserverà affascinato studiandola a fondo, è l’ultimo sopravvissuto, con …

Brasile – LA ‘MODERNIZZAZIONE’ DEL MERCATO DEL LAVORO A SEGUITO DELLA RIFORMA: PIU’ DISOCCUPAZIONE, PIU’ LAVORO INFORMALE E SCHIAVISTICO, PIU’ SALARI DA FAME, MENO SALARIO MINIMO.

18 marzo 2018 – 21:11 |

Una delle menzogne che hanno accompagnato la propaganda a favore della Riforma del Lavoro e di quella Previdenziale è che avrebbero creato lavoro e l’economia si sarebbe da subito risollevata.
Una ricerca IBGE del mese scorso smonta del tutto questa argomentazione, rivelando che nel 2017 in Brasile si registra un aumento della disoccupazione e del lavoro informale. Il tasso di disoccupazione risulta essere del 12,7%, record …

SCIOPERO DEGLI INSEGNANTI DELLA RETE MUNICIPALE DI SAN PAOLO

18 marzo 2018 – 20:58 |

Migliaia di insegnanti della municipalità di San Paolo sono in sciopero dall’8 marzo e manifestano in strada la propria rabbia e opposizione ai progetti del prefetto Doria (PSDB, candidato alle prossime elezioni presidenziali) che mirano a di distruggere l’educazione pubblica e i diritti previdenziali dei lavoratori della scuola, ricalcando la politica neoliberista e reazionaria del presidente Temer.
Nonostante la feroce repressione statale, la mobilitazione si fa …

Rilasciato Reza Shahabi!

17 marzo 2018 – 10:50 |

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato sulla liberazione di Reza Shahabi, sindacalista iraniano da quasi 8 anni imprigionato per la sua attività sindacale.
Il 15 gennaio scorso a Milano si era svolto un presidio per chiedere la sua liberazione e degli altri prigionieri politici oltre che in solidarietà con le lotte di tutti i lavoratori iraniani.
Celebriamo oggi il rilascio di Reza Shahabi e ci prepariamo per domani
Il Sindacato …

SCONFITTO SULLA RIFORMA DELLA PREVIDENZA, TEMER MANDA LE FORZE ARMATE NELLE FAVELAS DI RIO, MENTRE LA CLASSE LAVORATRICE OCCUPA ANCORA FABBRICHE, PIAZZE E STRADE

5 marzo 2018 – 12:59 |

Il 19 febbraio, giorno in cui Temer doveva far approvare la Riforma della Previdenza, è stato obbligato a fare il contrario: ritirare dall’ordine del giorno la votazione della Riforma e non riproporla fino alla fine dell’anno.
Il motivo ufficiale che maschera la débâcle del presidente sarebbe l’intervento federale dell’esercito in atto  a Rio de Janeiro, annunciato la settimana precedente dal governo. Secondo la Costituzione non si …

LAVORO ed EMARGINAZIONE NEL BRASILE DI OGGI

3 marzo 2018 – 08:08 |

Forza lavoro
Valor Econômico 29/9/17; Esquerda Diário 28,31/8; 15,18,25/9;2/10/17; CSPConlutas 18/8; 25/9;17/11/17
I brasiliani sono 260 milioni, 104 milioni sono impiegati e disoccupati, la seconda popolazione economicamente attiva nel mondo per dimensione. Secondo IBGE 90 milioni sono occupati, 14 milioni disoccupati. Ma queste cifre non tengono conto di chi non cerca più lavoro e considerano come occupato chi ha lavorato anche solo un’ora la settimana. Se …

Partiti e schieramenti borghesi al voto del 4 marzo

3 marzo 2018 – 07:27 |

La campagna elettorale ha visto la costituzione di tre poli ai quali viene accreditata la maggioranza dei voti: PD con il centro-sinistra, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia per il centro-destra,  e M5S, più un gran numero di formazioni minori. Questi tre poli, ognuno collegato con personaggi dell’industria, del commercio e della finanza, e sostenuto da settori dei media, si candidano a gestire il prossimo …

LA LOTTA PER LA TERRA IN BRASILE

1 marzo 2018 – 07:39 |

Ricerca di Jeferson Choma*
18/11/2016
[estratto dal sito Conlutas; n. e parentesi quadre d.t.]
Molti di coloro che parlavano di espropriazione dei latifondi e difendevano la necessità di una riforma agraria in Brasile oggi hanno abbandonato questo programma, benché il paese abbia mantenuto fino ad oggi – nonostante la propaganda sulla “modernizzazione agricola” – la stessa struttura fondiaria, responsabile della grande concentrazione di terre in mano a pochi …

FUGGIRE DAL VENEZUELA

28 febbraio 2018 – 10:30 |

Riportiamo il sunto di un art. del 26.02.2018 del sindacato brasiliano Conlutas

Una delle conseguenze della crisi venezuelana è l’emigrazione, la fuga dalla miseria e dalla disperazione di una parte della popolazione. L’esodo è iniziato nel 2014, con la crisi economica dovuta al crollo del prezzo del petrolio, ma negli ultimi anni si è approfondita.
Fino a poco tempo fa era indirizzata verso la Colombia, ma …

BRUTALE REPRESSIONE ALLA MARCIA OPERAIA IN VENEZUELA

23 febbraio 2018 – 17:05 |

A fronte della grave crisi venezuelana, lavoratori di più di 60 imprese del settore privato della zona industriale di Valência e di istituzioni pubbliche si sono uniti per realizzare una grande manifestazione. C’erano operai della Ford, Firestone, Pirelli, Barrio Adentro… per rivendicare un salario dignitoso e contro i licenziamenti.

La marcia è stata attaccata brutalmente da polizia e dalle forze di sicurezza dispiegate in quantità smisurata, …