Editoriali »

A porti chiusi

12 giugno 2018 – 20:19 |

A corollario delle sue prese di posizione, il ministro dell’Interno italiano ha chiuso i porti italiani alla nave Acquarius, che aveva soccorso in mare 629 migranti, dando ordine di dirigersi verso un porto maltese. Un braccio di ferro fra paesi europei condotto a spese e sulla pelle dei migranti.
Perché la comunicazione mediatica, fra cui mettiamo anche i social, che trasforma il tutto in una partita …

Leggi l'articolo completo »
Comunicati
Internazionale
Comunismo
Documenti
Lotte

Comunicati, Internazionale, Repressione »

Sceneggiate e realtà dei primi giorni di Salvini al Viminale

12 giugno 2018 – 20:34 |

Il protagonismo muscolare di Salvini tiene campo dalla riunione dei ministri dell’Interno dei 28 a Lussemburgo (4 giugno) in cui è saltato Dublino IV (cfr. Nota 1).
Come per ogni atto o dichiarazione anche di questo governo occorre distinguere fra la propaganda e la sostanza.
Per Salvini l’Italia ha condotto le danze, gli altri paesi si sono accodati e l’Italia ha svoltato rispetto al passato.

In realtà, i paesi di Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) non hanno fatto che ribadire il loro no, cui si è aggiunto il prevedibile rifiuto di Spagna e Italia, delle tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia, Lituania) e dell’Austria. La novità se mai è il no della Germania.

Il No dell’Italia era previsto e prevedibile, anche Minniti e Gentiloni si erano dichiarati contrari, perché
Dublino IV è nettamente peggiorativa per gli impegni presi dall’establishment borghese italiano al fine di conservare un consenso di massa rispetto al piano d’emergenza adottato dalla Ue nel 2015 quando si decise la ricollocazione, entro due anni, negli altri paesi dell’Unione di 160mila siriani e altri rifugiati accolti da Italia e Grecia. Finora solo 34.690 persone sono state riallocate. La presidenza bulgara ha elaborato una mediazione, appunto Dublino IV, che stabiliva che il ricollocamento dei migranti non avvenisse automaticamente, ma solo superata la soglia del 160 per cento delle quote previste e solo su base volontaria. L’obbligatorietà sarebbe scattata solo dopo quota 180%. Inoltre i paesi che avessero rifiutato comunque la ricollocazione non avrebbero più pagato una penalità di 250 mila € a migrante, ma 30 mila. Infine Dublino IV stabiliva che quando un migrante entra in un certo paese, lo Stato in questione dovesse garantirne la presa a carica per 10 anni, anziché per due.

Il No a Dublino IV, con ha motivazioni molto diverse paese per paese, non evidenzia il sorgere di un blocco compatto, ma una pseudo alleanza temporanea e di convenienza.
Il gruppo di Visegrad, l’Austria e i paesi baltici vogliono che resti in vigore Dublino III, con la responsabilità dell’asilo affidata ai paesi di primo approdo, e si oppongono al ricollocamento dei richiedenti asilo. Quindi qualcosa che nell’immediato danneggia l’Italia.
Come è noto i paesi di Visegrad non sono interessati da alcuna ondata migratoria, anzi se mai esportano manodopera. Nel 2015 però quasi un milione di immigrati transitò nell’area balcanica, e tanto è bastato per generare nella popolazione la psicosi dell’invasione, interessatamente istigata e egregiamente sfruttata dai governi reazionari non solo per fini di pura propaganda: nell’Occidente europeo i migranti sono un fattore oggettivo di riduzione del costo del lavoro. E secondo alcuni economisti questo riduce il vantaggio dei paesi centro orientali in cui la più bassa retribuzione dei lavoratori funziona come un fattore di “social dumping” nei confronti dei paesi della vecchia Europa, dove i lavoratori sono meglio pagati.

Nonostante gli evidenti interessi divergenti, Fontana, a nome della Lega, parla di una telefonata cordiale fra Salvini e il primo ministro ungherese Viktor Orban e del fatto che “Abbiamo amici tra i ministri del governo austriaco” (l’Austria sarà presidente di turno Ue da luglio). Secondo alcuni si sta profilando una alleanza stabile in vista delle Europee 2019, un blocco sovranista Orban – Le Pen – Salvini – Kurz (Austria) per conquistare la maggioranza al Parlamento europeo. Blocco che tuttavia si troverebbe ben presto a dover fare i conti con i rispettivi contraddittori interessi nazionali.
Per ora a parte respingere gli immigrati, l’unico punto che lega Orban, Kurz e Salvini sembra essere il desiderio di ridurre le sanzioni alla Russia. Agli antipodi sono invece le posizioni sullo “sfondamento del deficit”: Orban, Slovenia e Austria sono allineati alla Germania sul tema dei “conti in ordine”. Del resto i tre paesi hanno una totale dipendenza economica da Berlino. E sono coalizzati per impedire che l’Italia ottenga fondi europei per l’accoglienza ai migranti.
Se poi ci si limita all’Austria non mancano motivi di frizione: non solo e non tanto la minaccia di chiudere il Brennero, quanto la recente proposta dell’Austria di offrire il proprio passaporto agli altoatesini germanici e ladini, trattando il Sud Tirolo come (ironia della storia) “terra irredenta” (dicembre 2017). E’ sovranismo anche questo.

Resta da capire il NO della Germania, forse ispirato dal desiderio di non lasciare a Orban la leadership di un’area europea vitale per i suoi interessi, oppure guidato dall’intento di una riforma di Dublino complessiva.

Per prepararsi alle elezioni europee Salvini ha di fronte a sé un intero anno. A breve invece c’è la riunione del Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno, a Bruxelles, per discutere della riforma dell’eurozona e di migrazioni, della situazione in Libia e dell’accordo sul nucleare.

Ma prima c’è la partita della spartizione delle deleghe con il M5Stelle. Dovendo subire il confronto con Minniti, Salvini ha chiesto la delega dei servizi segreti, il cui personale porterebbe un valore aggiunto nelle trattative con i governi e i piccoli o grandi boss del Maghreb e dell’Africa sub-sahariana. Contemporaneamente, l’appetito degli accoliti della Lega si allungano sulle Telecomunicazioni, settore altrettanto vitale per controbilanciare Berlusconi nell’ottica di acquisire la leadership del Centrodestra.

In tutto questo il destino dei mille e più profughi assiepati in due navi nel Mediterraneo, fatti rimbalzare fra Italia e Malta o ancora, in attesa di sapere se e dove potranno sbarcare, ricorda molto il destino di un’altra nave, la St. Louis, che nel 1939 partì da Amburgo (Germania nazista) con a bordo 930 ebrei che cercavano asilo politico. Gli fu rifiutato a Cuba e negli Usa, oltre che in Canada. Tornati in Europa ci vollero settimane perché le nazioni del “mondo libero” se li spartissero.


Ipse dixit
“Confermo che è strafinita la pacchia per chi ha mangiato per anni, alle spalle del prossimo, troppo abbondantemente: ci sono 170 mila presunti profughi che stanno in albergo a guardare la tv”.


Nota 1: Le fasi degli accordi di Dublino:

Il “Regolamento di Dublino” è stato firmato nella capitale irlandese, da cui prende il nome, il 15 giugno 1990, ed è entrato in vigore l’1 settembre 1997 per i primi dodici stati firmatari (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Regno Unito). Il regolamento di Dublino II fu adottato nel 2003 e individua lo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il primo ingresso nell’Unione europea come lo Stato competente a esaminare la domanda di asilo o a concedere il riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra (art. 51), prevede una banca dati a livello europeo delle impronte digitali per chi intende presentare richiesta di asilo e per chi entra irregolarmente nel territorio dell’Unione Europea.

Il regolamento di Dublino III è stato approvato nel giugno 2013, in sostituzione del regolamento di Dublino II, e si applica a tutti gli Stati membri ad eccezione della Danimarca. Si basa sullo stesso principio dei due precedenti regolamenti: il primo Stato membro in cui vengono memorizzate le impronte digitali o viene registrata una richiesta di asilo è responsabile della richiesta d’asilo di un rifugiato.

Se una persona che aveva presentato istanza di asilo in un paese dell’UE attraversa illegalmente le frontiere in un altro paese, deve essere restituita al primo stato.

Fin dall’inizio è stato dimostrato che il regolamento impedisce i diritti legali e il benessere personale dei richiedenti asilo, compreso il diritto a un equo esame della loro domanda d’asilo e, ove riconosciuto, a una protezione effettiva. Inoltre col crescere della pressione migratoria esso ha portato a una distribuzione ineguale delle richieste d’asilo tra gli Stati membri, a danno dei paesi posti sul Mediterraneo (Spagna, Italia, Grecia, Malta, Cipro).

Trump il Guastatore

11 maggio 2018 – 08:15 |

Trumps Zerstörungswerk, l’opera distruttiva di Trump, titola la blasonata testata tedesca Frankfurter Allgemeine. Il disfacimento dell’accordo di liberoscambio Transpacifico, l’infanticidio di quello Transatlantico e la ricontrattazione del NAFTA, le tariffe protezionistiche su acciaio e alluminio, la richiesta di riduzione dell’attivo commerciale Cina-USA per 200 miliardi di dollari (sic!), pena 60 miliardi di tariffe doganali, e ora il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano e l’annuncio del …

Macerie di classe

8 maggio 2018 – 09:30 |

La notte del primo maggio, giorno dei lavoratori, un palazzo di 26 piani in pieno centro a San Paolo prende fuoco e collassa su se stesso come un castello di carte.
Ufficialmente si parla di una vittima, Ricardo, 30 anni, rientrato nel palazzo in fiamme per salvare donne e bambini intrappolati. Ricardo viveva da solo nell’edificio Wilton Paes de Almeida, lavorava in centro a S. Paolo …

Uscito Pagine Marxiste aprile 2018

2 maggio 2018 – 11:35 |

Il voto e la lotta
La distribuzione sociale del voto
Potere al popolo: una soluzione inadeguata a un’esigenza reale
La bataille du Rail in Francia
Sollevamento anti-regime in Iran. Dopo le “primavere arabe” l’infuocato inverno iraniano vede protagonista il proletariato
Islam 5. L’Iran moderno e le radici sciite
A 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre. La lunga marcia del proletariato
L’OTTOBRE CHE CONTINUA. (Discutendo delle “provocazioni” del libro di Pierre Dardot e Christian Laval: …

BUON COMPLEANNO MARX!

2 maggio 2018 – 11:17 |

Duecento anni fa, il 5 maggio 1818, nasceva a Treviri Karl Marx. Ancora oggi milioni di persone in tutto il mondo leggono le opere di Marx, ancora oggi una quantità incalcolabile di libri si soffermano sullo studio di questo o quell’altro aspetto del pensiero di Marx e proprio recentemente è uscito anche in Italia un film sui suoi anni giovanili, “Il giovane Karl Marx”. Ancor …

Un nuovo tassello della mattanza imperialista in Siria

14 aprile 2018 – 19:18 |

Ci risiamo.
Nel 2003 Gran Bretagna Francia e Usa scatenarono la guerra in Irak sulla base di supposte “armi di distruzione di massa di Saddam Hussein”, oggi gli stessi servizi segreti e gli stessi paesi bombardano in Siria in nome di un “attacco chimico” di paternità per lo meno dubbia.
Mentre Russia, Iran e Turchia si stanno accordando sull’assetto-spartizione della Siria, mentre tutti, a partire da russi …

Milano, 26 marzo: ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.

25 marzo 2018 – 11:40 |

Lunedì 26 marzo a Milano, presidio davanti a Palazzo Marino
ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.
COMITATI IN LOTTA: UNITI SI VINCE

Ogni giorno, persone vengono minacciate di essere sgomberate, ricattate, per paura versano inutilmente dei soldi all’Aler, tramite dei bollettini postali.
Loro lo chiamano “Indennità di occupazione senza titolo” (€ 891.82 bimestrali), soldi che vengono RUBATI alle persone che sperano di essere regolarizzate. Quei soldi sono il pizzo per l’occupazione.
Pizzo pagato …

Gli ultimi anni di Victor Serge (1940-1947)

19 marzo 2018 – 07:38 |

25 marzo 1941
Dopo più di un quarto di secolo di militanza rivoluzionaria in Belgio, Francia, Catalogna, Russia, Germania, Austria, caratterizzata da carcere, esilio, deportazione, Victor Serge si imbarca sul Cargo Capitaine Paul-Lemerle per raggiungere il Messico, paese che gli ha concesso il visto d’ingresso, ed entra nell’ultima fase della sua travagliata esistenza.
In questa terra messicana, che osserverà affascinato studiandola a fondo, è l’ultimo sopravvissuto, con …

Brasile – LA ‘MODERNIZZAZIONE’ DEL MERCATO DEL LAVORO A SEGUITO DELLA RIFORMA: PIU’ DISOCCUPAZIONE, PIU’ LAVORO INFORMALE E SCHIAVISTICO, PIU’ SALARI DA FAME, MENO SALARIO MINIMO.

18 marzo 2018 – 21:11 |

Una delle menzogne che hanno accompagnato la propaganda a favore della Riforma del Lavoro e di quella Previdenziale è che avrebbero creato lavoro e l’economia si sarebbe da subito risollevata.
Una ricerca IBGE del mese scorso smonta del tutto questa argomentazione, rivelando che nel 2017 in Brasile si registra un aumento della disoccupazione e del lavoro informale. Il tasso di disoccupazione risulta essere del 12,7%, record …

SCIOPERO DEGLI INSEGNANTI DELLA RETE MUNICIPALE DI SAN PAOLO

18 marzo 2018 – 20:58 |

Migliaia di insegnanti della municipalità di San Paolo sono in sciopero dall’8 marzo e manifestano in strada la propria rabbia e opposizione ai progetti del prefetto Doria (PSDB, candidato alle prossime elezioni presidenziali) che mirano a di distruggere l’educazione pubblica e i diritti previdenziali dei lavoratori della scuola, ricalcando la politica neoliberista e reazionaria del presidente Temer.
Nonostante la feroce repressione statale, la mobilitazione si fa …

Rilasciato Reza Shahabi!

17 marzo 2018 – 10:50 |

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato sulla liberazione di Reza Shahabi, sindacalista iraniano da quasi 8 anni imprigionato per la sua attività sindacale.
Il 15 gennaio scorso a Milano si era svolto un presidio per chiedere la sua liberazione e degli altri prigionieri politici oltre che in solidarietà con le lotte di tutti i lavoratori iraniani.
Celebriamo oggi il rilascio di Reza Shahabi e ci prepariamo per domani
Il Sindacato …

SCONFITTO SULLA RIFORMA DELLA PREVIDENZA, TEMER MANDA LE FORZE ARMATE NELLE FAVELAS DI RIO, MENTRE LA CLASSE LAVORATRICE OCCUPA ANCORA FABBRICHE, PIAZZE E STRADE

5 marzo 2018 – 12:59 |

Il 19 febbraio, giorno in cui Temer doveva far approvare la Riforma della Previdenza, è stato obbligato a fare il contrario: ritirare dall’ordine del giorno la votazione della Riforma e non riproporla fino alla fine dell’anno.
Il motivo ufficiale che maschera la débâcle del presidente sarebbe l’intervento federale dell’esercito in atto  a Rio de Janeiro, annunciato la settimana precedente dal governo. Secondo la Costituzione non si …

LAVORO ed EMARGINAZIONE NEL BRASILE DI OGGI

3 marzo 2018 – 08:08 |

Forza lavoro
Valor Econômico 29/9/17; Esquerda Diário 28,31/8; 15,18,25/9;2/10/17; CSPConlutas 18/8; 25/9;17/11/17
I brasiliani sono 260 milioni, 104 milioni sono impiegati e disoccupati, la seconda popolazione economicamente attiva nel mondo per dimensione. Secondo IBGE 90 milioni sono occupati, 14 milioni disoccupati. Ma queste cifre non tengono conto di chi non cerca più lavoro e considerano come occupato chi ha lavorato anche solo un’ora la settimana. Se …

Partiti e schieramenti borghesi al voto del 4 marzo

3 marzo 2018 – 07:27 |

La campagna elettorale ha visto la costituzione di tre poli ai quali viene accreditata la maggioranza dei voti: PD con il centro-sinistra, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia per il centro-destra,  e M5S, più un gran numero di formazioni minori. Questi tre poli, ognuno collegato con personaggi dell’industria, del commercio e della finanza, e sostenuto da settori dei media, si candidano a gestire il prossimo …

LA LOTTA PER LA TERRA IN BRASILE

1 marzo 2018 – 07:39 |

Ricerca di Jeferson Choma*
18/11/2016
[estratto dal sito Conlutas; n. e parentesi quadre d.t.]
Molti di coloro che parlavano di espropriazione dei latifondi e difendevano la necessità di una riforma agraria in Brasile oggi hanno abbandonato questo programma, benché il paese abbia mantenuto fino ad oggi – nonostante la propaganda sulla “modernizzazione agricola” – la stessa struttura fondiaria, responsabile della grande concentrazione di terre in mano a pochi …

FUGGIRE DAL VENEZUELA

28 febbraio 2018 – 10:30 |

Riportiamo il sunto di un art. del 26.02.2018 del sindacato brasiliano Conlutas

Una delle conseguenze della crisi venezuelana è l’emigrazione, la fuga dalla miseria e dalla disperazione di una parte della popolazione. L’esodo è iniziato nel 2014, con la crisi economica dovuta al crollo del prezzo del petrolio, ma negli ultimi anni si è approfondita.
Fino a poco tempo fa era indirizzata verso la Colombia, ma …

BRUTALE REPRESSIONE ALLA MARCIA OPERAIA IN VENEZUELA

23 febbraio 2018 – 17:05 |

A fronte della grave crisi venezuelana, lavoratori di più di 60 imprese del settore privato della zona industriale di Valência e di istituzioni pubbliche si sono uniti per realizzare una grande manifestazione. C’erano operai della Ford, Firestone, Pirelli, Barrio Adentro… per rivendicare un salario dignitoso e contro i licenziamenti.

La marcia è stata attaccata brutalmente da polizia e dalle forze di sicurezza dispiegate in quantità smisurata, …

Manifestiamo a Roma il 24

23 febbraio 2018 – 08:32 |

Nel totale silenzio dei media, tutti tesi ad amplificare ogni battuta della sceneggiata elettorale, sabato 24 febbraio il SI Cobas organizza una manifestazione a Roma “Contro sfruttamento, razzismo e repressione! Per un fronte di lotta anticapitalista!” motivando che “Le conquiste e i diritti si strappano con la lotta; in sua assenza il voto non può che portare illusioni e delusioni”.
Nella piattaforma di lotta, obiettivi economici …

Afrin sotto i cingoli turchi e il cinismo delle potenze

21 febbraio 2018 – 17:57 |

Da un mese è in corso l’offensiva turca sul cantone di Afrin, la ridotta curda che insieme agli altri due cantoni della Rojava (Kobane e Jasira) ha dato rifugio a tanti sfollati in fuga dalla morte, non importa se arabi, non importa di quale confessione.
Due isole non certo felici, non certo di un impossibile socialismo cantonale, ma due isole di convivenza tra etnie e religioni …

Pavia: la polizia carica e difende i neofascisti

9 febbraio 2018 – 10:41 |

AL NUOVO SQUADRISMO FASCISTA SI RISPONDE CON LA MOBILITAZIONE RIVOLUZIONARIA!
I crescenti episodi di squadrismo nazi-fascista (i fatti di Macerata, prima ancora le numerose aggressioni di compagni ed invasioni di sedi solidali, come a Como; ora i pestaggi di Pavia con la copertura puntuale degli organi di Stato…) dimostrano come la politica del “manganello” non sia il ricordo di un lontano passato, ma l’attualità di una classe …

Un “modello” da prendere con le molle…
(Note al libro di G. La Barbera: “Lotta Comunista. Il modello bolscevico 1965-1995”- Edizioni Lotta Comunista, 2017)

2 febbraio 2018 – 12:05 |

Con l’uscita di questo terzo volume (dopo “Lotta Comunista: Il gruppo originario.1943-1952”; “Lotta Comunista. Verso il partito-strategia.1953-1965”) Lotta Comunista cerca di canonizzare la storia del partito “a futura memoria”, creando ad uso interno il mito di un “modello bolscevico” ormai definitivamente insediato nella metropoli italiana.
Anche se nel finale, come lascito, fanno dire a Cervetto: “Vi auguro di sbagliare molto”, praticamente in tutta questa storia agiografica …

MILANO: sabato ore 15 presidio a piazzale Lotto per liberazione prigionieri politici iraniani

31 gennaio 2018 – 11:42 |

Anche se nessuno ne parla più, le proteste in Iran stanno continuando in diverse città (venerdì scorso a Shush, ieri lunedì a Khoramabad, Arak, Isfahan, Shiraz, Gorgan.
Uno slogan indicativo di un movimento tutt’altro che sconfitto è quello che da “non abbiamo paura, siamo uniti!” è stato trasformato in: “abbiate paura, siamo uniti!”, nonostante la dura repressione (circa 4 mila arrestati, di cui almeno 10 già …

A PROPOSITO DEL DISASTRO DI PIOLTELLO

28 gennaio 2018 – 18:30 |

Il terribile disastro ferroviario di Pioltello (6,58 del 25 gennaio 2018, deragliamento del treno 10452 Cremona-Milano carico di pendolari, 3 morti e centinaia di feriti) è davvero emblematico rispetto alle contraddizioni di un sistema basato sul profitto.
Da subito la pista seguita per individuare le cause si è concentrata sull’infrastruttura piuttosto che sul materiale rotabile: è stata avanzata l’ipotesi della rottura della rotaia, poi verificata in …

Dopo Kobane, Afrin

26 gennaio 2018 – 23:52 |

Come da tempo aveva minacciato, Erdogan ha iniziato l’invasione di Afrin, una enclave curdo siriana, all’estremità nord del governatorato di Aleppo, sul confine turco-siriano. E’ una striscia di terra strategicamente decisiva per un eventuale territorio unificato e autonomo curdo in terra siriana, perché solo una striscia di terra la separano da Kobane e dalla Rojava, l’altro territorio curdo-siriano. Strategica anche perché un’altra striscia di terra, …

Al lavoro come in guerra: il nemico è in casa nostra

18 gennaio 2018 – 14:19 |

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio:
Ancora una volta, ieri a Milano, tre operai sono morti sul lavoro.
Secondo le prime ricostruzioni sembra che i primi due lavoratori – Arrigo Barbieri, 57 anni, responsabile di produzione e Marco Santamaria, 42 anni, elettricista – appena scesi nel locale sotterraneo, profondo due metri, che contiene il …

Dall’Iran alla Tunisia, dal Sudan al Venezuela, esplode la protesta contro il carovita e i governi reazionari

12 gennaio 2018 – 23:44 |

Le manifestazione, la rivolta, sono spontanee, protagonisti sono i giovani e giovanissimi.
Dell’Iran si è già scritto, poco filtra dalla pesante censura che il governo esercita con la complicità dei vari Google, Telegram ecc (a proposito di Internet “che rende liberi”), nell’intento di isolare la protesta e schiacciarla con gli arresti, la tortura, le esecuzioni sommarie, ma anche il silenzio e l’isolamento internazionale.
Tuttavia le feroci dichiarazioni …