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Era Trump

20 gennaio 2017 – 22:42 |

È iniziata l’era Trump. Meno tasse per padroni e parassiti, meno welfare e meno diritti sul lavoro per i proletari, protezionismo per riservare il mercato interno alle imprese americane, misure anti-immigrazione per sfruttare ancora più liberamente i 12 milioni di clandestini,  più armi per riaffermare la supremazia mondiale USA, alleanza con la Russia contro Cina e Germania, disgregando l’Unione Europea e mettendo in discussione la …

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Gentiloni e Minniti nelle sabbie mobili libiche, mentre preparano la stretta sugli immigrati

20 gennaio 2017 – 21:57 |

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L’Italia riapre l’ambasciata di Tripoli, vi insedia l’ambasciatore Giuseppe Perrone, riconferma l’appoggio al governo Sarraj, invia il Ministro degli interni Minniti a trattare una stretta sull’immigrazione dalle coste libiche che costituisce il 90% di quei 180 mila richiedenti asilo arrivati sui barconi nel corso del 2016. Il tutto a pochi giorni dall’insediamento di Trump e da un possibile nuovo corso della politica estera Usa, che ha nella Libia uno dei suoi nodi. Nel frattempo la repressione dei migranti comincia a casa nostra.

In Libia aumentano le tensioni fra le frazioni in lotta

Come ritorsione alle mosse italiane, in questi giorni a Tripoli l’ex premier Khalifa Ghwell ha occupato con le sue milizie (gli islamici di Salvezza nazionale, appoggiati dal Qatar, dagli Emirati e dalla Turchia), alcuni ministeri, una sorta di minigolpe poi rientrato per l’intervento di una unità dell’esercito fedele a Sarraj (Ghwell aveva tentato una manovra simile il 15 ottobre, ritenendo ormai privo di valore l’accordo firmato con Sarraj in Marocco nel dicembre 2015).

La riapertura dell’ambasciata ha suscitato le ire anche del governo di Tobruk, guidato da Abdullah al-Thani, che ha accusato l’Italia di “rioccupare” il paese e ha denunciato come “ palese aggressione” la presenza di navi militari italiane in acque libiche  (alludendo alla San Giorgio inviata nel quadro dell’operazione Sophia di EunavforMed).

L’uomo forte di Tobruk, il generale Khalifa Haftar negli stessi giorni è stato ospite della portaerei russa Admiral Kuznetsov, presente in acque libiche nel suo viaggio di rientro in Russia dalla Siria.  In gioco c’è la concessione di una base militare a Mosca sulle coste della Cirenaica (fonte della “soffiata” è il quotidiano qatariota al Quds al Arabi). Di recente Haftar ha fatto bombardare la base aerea di al- Jufra, controllata dalle milizie di Misurata, che a loro volta, conquistata Sirte, stanno minacciando l’area petrolifera tra bin Jawad e el-Brega che Haftar ha conquistato in settembre.

Gli interventi italiani

Scopo dichiarato della missione Minniti è ridurre il flusso di migranti. Scopo non dichiarato quello di consolidare il governo Serraj, cliente del governo italiano, che pur essendo l’unico riconosciuto dall’Onu, non è né forte né autorevole. Debole e dipendente dalle truppe di Misurata per la propria difesa militare, non controlla nemmeno Tripoli dove milizie rivali si disputano il controllo di quartieri e edifici strategici. Francesi, inglesi e russi, insieme agli egiziani, appoggiano il governo rivale di Tobruz. Al di là della retorica europeista e della “comunità internazionale”, in Libia si continua a combattere e morire per chi – tra ENI, Total, Gazprom, ecc. – controllerà le risorse energetiche del sottosuolo.

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L’obiettivo di fermare il flusso dei migranti, a parte la dubbia capacità di controllo da parte del governo Serraj, significherebbe di fatto bloccare i migranti che desiderano raggiungere l’Europa in campi di concentramento libici, dove già sotto Gheddafi essi subivano ogni genere di maltrattamenti e soprusi, per poi respingerli nei paesi dai quali sono fuggiti. Una bella missione di civiltà!

L’Italia ha schierato a Misurata una missione militare sanitaria (Operazione Ippocrate) con un ospedale da campo che ha già effettuato oltre 3mila prestazioni sanitarie per lo più a favore di miliziani rimasti feriti nella battaglia di Sirte. Il 27 dicembre, in visita a Misurata, il generale Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha dichiarato che “le nostre Forze armate continueranno ad assicurare la missione fino a quando sarà ritenuto necessario dalle autorità libiche”.

Anche di questo Haftar si è aspramente lamentato, sostenendo che se l’Italia li snobba, è sempre possibile “la cooperazione con la Gran Bretagna, la Francia o la Germania”, tutte piuttosto interessate ai pozzi e ai terminal petroliferi che Haftar attualmente controlla in Cirenaica (Zueitina, Brega, Ras Lanuf e Al-Sidra).

Se le ostilità fra Misurata e Tobruk esplodessero l’Italia si troverebbe in mezzo senza possibilità di tirarsene fuori.

Riflessi in Libia del nuovo asse Russia-Egitto-Turchia in attesa di Trump

Il governo di Tobruk acquista negli ultimi mesi autorevolezza nella misura in cui dietro di lui si schiera la Russia di Putin in coppia con l’Egitto di al Sisi, e un po’ più defilate Francia e Gran Bretagna. Sembrano passati decenni dai tempi in cui l’Eni cercava la partnership della Gazprom per lo sfruttamento in Libia del giacimento Elephant e l’Italia si proponeva come apripista per la presenza russa nel Mediterraneo. Oggi la Russia nel Mediterraneo un posto se l’è ricavato autonomamente grazie all’intervento in Siria. Tanto da poter contare, oltre che sulla base militare di Latakia anche su una base a Cipro, una base in Egitto e adesso punta a una o due basi in Libia da cui i suoi uomini d’affari erano stati cacciati nel 2011 dalla spedizione franco-britannica-americana. Si parla di Sidi Barrani e addirittura di Bengasi.

Nel frattempo l’Italia di Renzi è diventata l’esecutore più fedele dei piani Usa in Irak e Afghanistan proprio per ottenere una sorta di investitura statunitense alla leadership in Libia.

La presidenza Trump potrebbe scombinare le carte da questo punto di vista e quindi il rinnovo del sostegno a Sarraj da parte di Minniti appare ad alto rischio per l’imperialismo italiano.

Trump potrebbe tranquillamente accordarsi con Putin sul destino della Libia, saltando a piè pari l’intermediazione diplomatica italiana. E potrebbe anche togliere a Sarraj una investitura che è opera del duo Obama-Kerry.

Nel 2015 durante l’Expo, Putin era intervenuto personalmente per convincere Renzi a ridurre le sanzioni, che stavano infliggendo notevoli danni alla Russia, ma anche alla piccola e media industria italiana e a regioni come il Veneto e l’Emilia Romagna. Renzi scelse di schierarsi nettamente con Obama, di fatto allentando il tradizionale canale diplomatico con la Russia, coltivato invece con particolare attenzione da Berlusconi, puntando sugli Usa come garante del ruolo privilegiato italiano in Libia.

In questo quadro Minniti come Ministro degli Interni  nel governo Gentiloni ricopre un ruolo che sembra andare oltre le sue competenze. Definirlo renziano ha poco senso dal momento che l’uomo ha servito in tutti i governi ulivisti del PDS e del PD con vari incarichi per la difesa o per gli interni, come esperto di servizi segreti, e dell’area Nord-Africa /Medio Oriente, ben introdotto nel complesso militar industriale. Proveniente da una famiglia di militari, formatosi con Massimo d’Alema ma molto vicino anche a Cossiga,[i] rappresenta molto bene dentro il PD la corrente trasversale di legge e ordine, e in politica estera la linea di alleanza stretta con gli Usa e in subordine di sostegno alla Nato. Non è una linea ideologica quanto corrispondente a precisi interessi. Minniti come d’Alema (allora premier) e come Mattarella (allora Ministro della Difesa) ha appoggiato senza se e senza ma l’intervento militare in Kosovo. E in tempi recenti è stato coerente sostenitore dell’intervento armato in Libia nel 2011 e poi di tutte le missioni militari all’estero.

Va quindi lui a trattare con il governo di Tripoli al posto del ministro degli Esteri degli Esteri Alfano, certo anche perché ha centrato il suo ministero sulla garanzia di ridurre gli arrivi dei migranti ed aumentare le espulsioni, ma anche come mossa preventiva in vista dei potenziali stravolgimenti dello status quo da parte di Trump.

Lager in Libia e Cie in Italia

A pagarne per ora il prezzo sembrano essere destinati gli immigrati, i profughi, i richiedenti asilo.

Per i quali si preparano nuovi lager in Libia e nuovi Cie in patria, riproposti per ottenere consensi in funzione preelettorale.

L’accordo col governo libico sulla falsariga di quello a suo tempo firmato da Berlusconi con Gheddafi, certamente è stato corredato da promesse economiche, essendo la versione nordafricana  dell’accordo sponsorizzato dalla Merkel con la Turchia.

Se i campi profughi in Turchia sono luoghi di violenza e sfruttamento, i luoghi di detenzioni destinati ai migranti in Libia sono e saranno anche peggiori. Firmare questo accordo forse pagherà in termini elettorali, soddisferà forse le pulsioni populiste di cui si nutrono Lega e Movimento 5 Stelle, e sicuramente renderà l’imperialismo italiano complice dei peggiori soprusi.

A breve termine peraltro il governo Sarraj non può garantire il controllo dei flussi migratori dal momento che il traffico dei migranti costituisce un terzo del Pil della Tripolitania e avviene in gran parte a Sabrata, gestito dalle milizie, dalle bande criminali ma anche con l’assenso degli stessi militari che “proteggono” Sarraj.

Nel frattempo l’anno nuovo si è aperto, anche sul fronte interno, con una nuova stretta contro gli immigrati. Non più merce di scambio con l’Europa per ottenere sconti sul controllo del bilancio, gli immigrati sono il bersaglio più facile su cui scaricare il malcontento per una situazione sociale difficile, complice anche l’ultimo attentato di Berlino.

Con una circolare congiunta del 30 dicembre, parto di Minniti e del suo fedele Gabrielli, si propone:

  • il raddoppio delle espulsioni  (da 5 a 10 mila l’anno),
  • l’apertura di un Cie in ogni regione,
  • la stipula di nuovi accordi bilaterali di riammissione,
  • la riforma in senso restrittivo delle norme sul diritto di asilo.

Sul fronte espulsioni va detto che l’Italia non ha aspettato Minniti. Nel 2014 ne sono stati espulsi 25 mila e 34 mila nel 2015 (dati Ministero dell’Interno). Oggi si stima che gli immigrati irregolari siano 435 mila circa (fonte ISMU), lo 0,4% della popolazione, una buona metà badanti che lavorano in nero, gli altri sono perlopiù lavoratori dipendenti che hanno perso il posto o persone a cui è scaduto il permesso umanitario.  Quindi quella di Minniti è una mossa politica al solo scopo di ottenere consensi in Forza Italia e nella destra a fini elettorali, ma efficace per aumentare il ricatto contro gli immigrati che lavorano non per loro scelta in nero.

Tutti sanno che la difficoltà per l’esecutivo è rendere effettive le espulsioni se non c’è un accordo o col paese d’origine o col paese di transito, nella fattispecie la Libia.  Accordi che non ci sono,[ii] che costano (Berlusconi pare avesse promesso alcuni miliardi di euro a Gheddafi) e che soprattutto sono accordi di repressione quando non eliminazione fisica dei migranti, che avviene semplicemente lontano dagli occhi dei media. Non a caso questi accordi regolarmente sono accuratamente tenuti segreti. Minniti ne ha in programma uno con la Tunisia e uno con la Libia.

La cosa più vergognosa è che un possibile codicillo a questi accordi è il respingimento tout court dei richiedenti asilo, dopo una frettolosa disamina delle loro richieste, una proposta che hanno già fatto i grillini, vere mosche cocchiere della xenofobia.

E arriviamo ai CIE, i Centri di identificazione ed espulsione, successori dei CPT istituiti nel 1998 dalla Turco Napolitano come luoghi di reclusione per i cittadini stranieri sprovvisti di regolare titolo di soggiorno. Con la Bossi Fini nel 2002 e il Pacchetto Sicurezza di Maroni nel 2009 il possibile tempo di detenzione viene allungato fino a 18 mesi. Nei CIE gli stranieri colpiti da un decreto amministrativo (l’espulsione) – spesso deciso da un giudice di pace, quindi al di fuori della magistratura ordinaria, sulla base di un “reato”, (l’irregolarità) prodotto artificialmente dalla stessa legislazione italiana – sono privati  della libertà personale e sono sottoposti ad un regime di coercizione che, tra le altre cose, impedisce loro di ricevere visite e di far valere il fondamentale diritto alla difesa legale: peggio del carcere per la sola colpa di trovarsi sul suolo italiano. E quel che è più grave il Prefetto ne affida i servizi di gestione a soggetti privati, responsabili del rapporto con i detenuti e del funzionamento materiale del centro, da loro gestito non in quanto operatori sociali o tutori dell’ordine, ma a mero scopo di lucro. E’ una formula che in paesi come gli Usa è ormai estesa alle carceri normali con gli effetti che tutti sappiamo.

Certo alcuni CIE sono stati chiusi, ma ne funzionano ancora 5. Le proteste di qualche anno fa hanno indotto alla chiusura dei centri più malfamati; il parlamento ha deliberato incaricando il governo di predisporne l’abolizione, collocandoli in una sorta di limbo legislativo, da cui vengono prontamente riesumati in un momento in cui l’attentato di Berlino consente all’esecutivo di agitare lo spauracchio del terrorismo.[iii] L’unico miglioramento recente è che lo straniero destinato all’espulsione può essere trattenuto solo per 30 giorni (o solo eccezionalmente per 90) e non più per 18 mesi. Nel frattempo, denunciano i volontari della Casa delle Culture di Trieste dal 1998 ad oggi sono morte almeno 25 persone nei CIE italiani: morte per le botte, per il mancato soccorso, per la disperazione.

I CIE sono stati ridotti drasticamente perché tutte le commissioni d’inchiesta hanno stabilito che costavano moltissimo, nonostante le condizioni di degrado in cui erano tenuti i migranti, non erano di fatto funzionali ai rimpatri, erano inutili oltre che disumani. E soprattutto sono uno dei terreni di cultura più favorevoli al  reclutamento mafioso e terrorista, assieme alle carceri e a quei centri di “accoglienza” fatiscenti che sono pessimamente gestiti da cooperative amiche degli amici nell’indifferenza dei prefetti .

Al contrario di quanto sostengono leghisti e 5Stelle, la regolarizzazione degli immigrati toglierebbe terreno sotto i piedi alle mafie e anche ai reclutatori di terroristi. Estendere i CIE è l’ultimo dei provvedimenti utili alla “sicurezza”.

Senza contare che togliere diritti agli immigrati è spesso una sperimentazione di mezzi che poi andranno a ridurre gli spazi di libertà di tutti i lavoratori italiani.

Organizziamo l’opposizione agli interventi militari italiani
e alle misure contro gli immigrati!

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Cfr.: L’ospedale “corazzato” per la guerra di Libia

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[i] Minniti nel 1009 ha creato con Cossiga la Fondazione ICSA (Intelligence Culture and Strategic Analysis), un centro di analisi ed elaborazione culturale che intende trattare in modo innovativo i temi della sicurezza, della difesa e dell’intelligence. L’ICSA fornisce consulenze e rapporti agli 007 come ai generali ed è un elemento di forte compenetrazione fra PD e apparato d’ordine: Minniti ne è stato presidente fino al 2013, poi sostituito dal generale Tricarico.

[ii] La maggior parte degli immigrati degli ultimi due anni provengono da Nigeria, Eritrea, Guinea, Costa d’Avorio, Gambia. L’Italia ha accordi di espulsione solo con Algeria e Marocco, quelli con Egitto e Tunisia sono inoperanti per le recenti vicende politiche

[iii] Lo stesso è avvenuto per il reato di clandestinità. Il reato, infatti, non è abolito, ma è di fatto “spostato” a dopo l’aver ricevuto un decreto di espulsione. La nuova legge prevede l’arresto per chi rientra in Italia dopo aver ricevuto un “provvedimento di espulsione”.

 

MEDIO ORIENTE – REPRESSIONE ANTIOPERAIA IN IRAN L’ALTRA GUERRA

5 gennaio 2017 – 16:50 |

Siamo quotidianamente bombardati dalle notizie sulla guerra condotta per un diverso assetto delle sfere di influenza, la conquista di territori, etc. in Medio Oriente dalle potenze globali e locali, guerra in cui il feroce e sanguinario sedicente califfato ISIS è solo una delle fazioni borghesi in lotta, che però ha avuto la particolare funzione di catalizzare e giustificare il conflitto in atto agli occhi dell’opinione …

Uscito Pagine Marxiste: dicembre 2016

30 dicembre 2016 – 21:56 |
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E’ uscito il nuovo numero di Pagine Marxiste:

Per riceverlo o abbonarti, scrivi a abbonamenti@paginemarxiste.it, oppure compila la form del sito.

ALEPPO, PATRIMONIO DELL’UMANITÀ

19 dicembre 2016 – 14:49 |

Ad Aleppo, una delle più antiche città del mondo abitata ininterrottamente dall’antichità da una variegata popolazione composta da arabi, armeni, curdi, circassi e turchi, dichiarata dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, dal 2006 “Capitale culturale del mondo islamico”, è in atto una “totale catastrofe umanitaria”, come denuncia un portavoce dell’Osservatorio per diritti umani dell’Onu.
Secondo l’Onu vi sarebbero 100.000 persone senza cibo e medicinali bloccate in un’area sempre più …

Da Cologno Monzese ad Eseka, nel nome del capitalismo più bieco

15 dicembre 2016 – 16:40 |
eseka-mediaset-vivendi

Mercoledì 14 dicembre 2016 il nome di Vincent Bolloré, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Vivendi, ha fatto irruzione su tutti i siti dei principali quotidiani e dei TG italiani. Notizia di apertura e grande spazio mediatico all’avanzata della società francese Vivendi nel capitale di Mediaset, che ha raggiunto il 20% nel possesso della quota azionari. Il titolo vola in borsa e si scatena lo …

STATI UNITI – UN’ECONOMIA IN RIPRESA, CHE RISCHIA DI RALLENTARE SENZA LA FORZA LAVORO IMMIGRATA

7 dicembre 2016 – 17:09 |

La questione dell’immigrazione dal Messico è stata un punto caldo della campagna presidenziale americana: il neo-presidente eletto Donald Trump ha promesso di deportare “almeno 11 milioni” di immigrati illegali, che competono direttamente nel mercato del lavoro con i lavoratori americani più vulnerabili, sottraendo al sistema più di quanto rendono. Questa la tesi di Trump.
(In seguito Trump ha ammorbidito la sua posizione limitandosi a parlare di …

25 novembre: giornata di lotta e protesta in Brasile

1 dicembre 2016 – 20:32 |
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Il 25 novembre è stata la giornata culmine di una serie di lotte organizzate nel mese di novembre contro la PEC 55, le Riforme del Lavoro e Previdenziale, in difesa dell’impiego e del salario. Le Centrali Sindacali erano al completo: oltre a CSP-Conlutas, CUT, ForÇa Sindical, CTB, Nova Central, UGT, Intersindical, CGTB.

In tutto il paese hanno partecipato alle mobilitazioni il settore educativo, con insegnanti, studenti, …

LA MORTE DI FIDEL CASTRO: NE’ LUTTO, NE’ FESTA

26 novembre 2016 – 17:13 |
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Scompare a 90 anni di età Fidel Castro, protagonista con Che Guevara della rivoluzione cubana del febbraio 1959, rivoluzione che “sganciò” l’isola caraibica dalla totale sudditanza verso l’imperialismo statunitense, attuò la nazionalizzazione della produzione e la collettivizzazione delle campagne, espropriando le multinazionali USA del petrolio.
Venne così dato inizio ad un programma di eliminazione dell’analfabetismo e di sanità pubblica che contribuì fortemente ad innalzare il tenore …

Elezioni USA: presidenziali shock

9 novembre 2016 – 14:53 |
trump

La vittoria di Trump è un’occasione per riflettere sulle prospettive di una politica rivoluzionaria in una metropoli capitalistica oggi.
Unanime è l’interpretazione che si è trattato di un VOTO ANTI-ESTABLISHMENT degli strati profondi del proletariato, in primis bianco, che negli ultimi anni ha visto peggiorare le proprie condizioni e si sente sempre più minacciato dalla globalizzazione, man mano che il lavoro USA perde la briciole (e …

Ultimo saluto al compagno Fulvio Dal Bo

2 novembre 2016 – 20:10 |
Fulvio

Dopo lunga infermità è scomparso ieri a Torino il compagno Fulvio Dal Bo. Comunista internazionalista, aveva militato con ruoli dirigenti in Lotta Comunista a Torino, e ne era uscito negli anni ‘80 per continuare a militare da comunista nel movimento operaio, costituendo Inchiesta Operaia. Nel 2004 aderiva al Partito Comunista Operaio d’Iran e promuoveva la traduzione e pubblicazione di suoi testi in italiano.
Compagno di grande …

SCIOPERO GENERALE NAZIONALE 21 OTTOBRE 2016

22 ottobre 2016 – 08:10 |

Da Torino riceviamo e pubblichiamo
A mezzanotte è partito lo sciopero a Torino, un grande presidio di oltre 100 lavoratori bloccano i cancelli del Caat, in poco tempo anche centinaia di camion si bloccano con una chilometrica coda sino alla tangenziale, sotto gli occhi di un forte schieramento di polizia e carabinieri. Subito momenti di tensione, con immediata minaccia di carica e sgombero.
I lavoratori del Caat …

Sciopero alla DHL di Settala

21 ottobre 2016 – 14:13 |

 
21 ottobre 2016
Stamattina dalle sei blocco ai cancelli della DHL di Settala.
Nessuno è entrato.
Buona la partecipazione: dalle logistiche del milanese e pavese, Giambellino e Ass. Casa Pavia, tra quelli riconosciuti.
I lavoratori con in mano le buste paga irregolari, soprattutto riguardo gli straordinari, innumerevoli e mai pagati.

Le tentazioni atlantiche del governo Renzi

21 ottobre 2016 – 09:33 |

La notizia dell’invio nel 2017 di 140 militari italiani in Lettonia, nell’ambito della spedizione Nato decisa in luglio nel vertice di Varsavia, ha suscitato una polemica abbastanza vivace fra il governo e chi ritiene questo atto una aperta provocazione nei confronti della Russia, foriera di ulteriori danni economici per l’Italia.
A Varsavia si era deciso anche il prolungamento della spedizione in Afghanistan, con una nutrita presenza …

DALL’ASSEMBLEA PER IL DIRITTO ALLA CASA DI PAVIA È NATO IL COMITATO DISOCCUPATI E PRECARI

21 ottobre 2016 – 08:54 |
DALL’ASSEMBLEA PER IL DIRITTO ALLA CASA DI PAVIA È NATO IL COMITATO DISOCCUPATI E PRECARI

Pubblichiamo questa lettera da Pavia, dove si è costituito il Comitato Disoccupati e Precari, un’iniziativa che affronta un problema sempre più diffuso. Ci auguriamo non resti una iniziativa isolata, e si arrivi a una rete nazionale di comitati di questo tipo. Occorre inoltre che disoccupati e precari abbiano l’appoggio attivo di lavoratori organizzati in sindacati, perché la condizione di disoccupato e precario fa parte della …

“FERTILITY DAY” DI UNA SOCIETÀ MORTIFERA

29 settembre 2016 – 16:24 |

Abbiamo di recente assistito in Italia alla farsa del “Fertility Day” inscenata dal ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, per affrontare il problema della denatalità degli italiani, una crisi demografica che mette a rischio la riproduzione della forza lavoro e la sua riserva che i capitalisti vogliono sfruttare possibilmente al prezzo più basso. Se gli immigrati non provvedono …
La risposta delle giovani coppie italiane alla provocazione …

Ayotzinapa 43, la menzogna storica due anni dopo

27 settembre 2016 – 17:27 |
desaparecidos

La notte del 26 settembre di due anni fa, ad Iguala (Guerrero-Messico), un centinaio di studenti della Escuela Normal Rural Raúl Isidro Burgos di Ayotzinapa, in gran parte figli di contadini di una zona rurale tra le più povere del Messico, vennero bloccati dalla polizia locale: due vennero uccisi, altri fuggirono sulle montagne, 43 di loro vennero consegnati al gruppo criminale dei Guerreros Unidos. Da …

I MOLTEPLICI AFFARI SULLA PELLE DEGLI IMMIGRATI E LA LOTTA DI CLASSE

20 settembre 2016 – 12:53 |

Immigrati “irregolari”, o profughi richiedenti asilo, vengono utilizzati come fonte di lauti guadagni da consorzi rossi e bianchi, tra loro alleati, nella gestione dei “Centri di accoglienza”, oppure come mano d’opera a basso costo, supersfruttata e ricattabile da parte di caporali e grandi proprietari terrieri. La loro questione torna alla ribalta della cronaca quando il livello dello scandalo è tale che non è possibile passarla …

I DIRITTI DELL’UOMO NELLA DEMOCRAZIA BORGHESE

20 settembre 2016 – 12:14 |
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Laurent Theron,  un lavoratore della sanità del sindacato di base francese Sud, ha perso un occhio a causa della violenta repressione poliziesca in occasione dell’ultimo sciopero generale del 15 settembre contro la famigerata Loi travail. E’ il secondo lavoratore che perde un occhio a causa della brutalità poliziesca dall’inizio delle proteste contro il progetto governativo di riforma del codice del lavoro (senza dimenticare i tantissimi …

Piacenza – Ucciso operaio in lotta – Per una mobilitazione ampia e unitaria per il diritto di sciopero

16 settembre 2016 – 09:39 |
La foto fornita dall'ufficio stampa dell'Usb mostra il corpo dell'operaio egiziano di 53 anni travolto da un camion mentre stava picchettando all'esterno di un'azienda di logistica a Piacenza, 15 settembre 2016.
ANSA/ USB - ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING

Ieri notte, ai cancelli del magazzino GLS di Piacenza, nel corso di un picchetto in uno sciopero organizzato dalla USB per rivendicare la stabilizzazione di 13 lavoratori, uno dei lavoratori è stato travolto e ucciso da un camion.
Il lavoratore, egiziano, in GLS dal 2003, che oggi avrebbe compiuto 53 anni, lascia la moglie e 5 figli. Il sentimento di cordoglio e di solidarietà con la …

L’ospedale “corazzato” per la guerra di Libia

15 settembre 2016 – 09:11 |
libia-giacimenti

200 parà per guardare le spalle a 100 medici e infermieri (tutti militari). Dove? A Misurata, in Libia. Quando? Il governo italiano vara la spedizione il giorno dopo che le truppe del generale Haftar hanno preso (una volta tanto non col ferro e col fuoco, ma con le bustarelle) quattro porti petroliferi…
Che si tratti di una missione umanitaria nessuno la beve. L’Italia entra in guerra. …

IN LOTTA 180 MILIONI DI PROLETARI INDIANI

3 settembre 2016 – 19:34 |
Mumbai

India, 2 settembre 2016, i sindacati calcolano che 180 milioni di lavoratori indiani abbiano protestato contro la politica “anti-operaia, anti-popolare” del governo di centro destra NDA (Alleanza Nazionale Democratica) capeggiato dal partito BJP del primo ministro di Narendra Modi “che sta portando la vita di tutti i lavoratori e l’economia nazionale verso il disastro”.

È il 4° sciopero generale dal 2009, il maggiore sciopero mai …

LACRIME DI COCCODRILLO – TERREMOTO IN ITALIA CENTRALE: UNA NUOVA STRAGE IMPUTABILE AL CAPITALE E NON ALLA “NATURA” !

31 agosto 2016 – 21:16 |
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Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato del Fronte di Lotta NO AUSTERITY:

Eccoci di fronte ad un nuovo massacro di popolazione inerme, soprattutto povera gente che stava trascorrendo, in alcune delle tante località di montagna, tra parenti ed amici, gli ultimi scampoli estivi.
Se proprio dobbiamo imputare qualche responsabilità al “caso”, potremmo individuarla nel fatto che il terremoto, che sta devastando in questi giorni intere zone del Lazio e delle …

Un’estate di sangue e di sbarchi

31 agosto 2016 – 15:37 |
Guerra in Siria

Nella ripresa sonnacchiosa del dopo vacanze, gli italiani hanno prestato un orecchio distratto agli entusiasmi post olimpici, all’emergenza immigrati, diventata normalità, e al pericolo terrorismo. Poi la doccia fredda del terremoto. Come al solito molti morti, non solo per “fatalità” ma anche per le “solite” speculazioni edilizie, una delle tante che hanno lasciato una scia di sangue per tutto il dopoguerra.
Morti per “cause capitalistiche” qui; …

CON QUALI SCARPE MARCIA L’IMPERIALISMO

6 agosto 2016 – 14:36 |

Le calzature non sono mai state tanto a buon prezzo come lo sono ora, se un tempo per comperare un paio di scarpe bisognava lavorare almeno due giorni, oggi basta il salario di 2 ore.
Come mai?
Per avere un pellame al prezzo più basso gruppi calzaturieri, grandi o piccoli che siano, non si preoccupano delle condizioni di lavoro, lavoro minorile compreso, e neppure della tutela dell’ambiente. …

L’asse Italia-Usa, da Mosul a Sirte

5 agosto 2016 – 08:35 |
Soldato Ita

Fonti americane attribuiscono il recente bombardamento Usa su Sirte in Libia contro l’ISIS a esigenze elettorali: accreditare la “fermezza” dei democratici in Libia come in Iraq e in Afghanistan in funzione anti-Trump.
In tutti questi scenari l’Italia funge da junior partner. E se la scelta del periodo può anche essere funzionale alla campagna elettorale della Clinton, non c’è dubbio che la collaborazione Italia-Usa è stata decisa …

BORGHESEXIT: PER GLI STATI UNITI SOCIALISTI D’EUROPA DA REYKJAVIK AD ANKARA!

1 agosto 2016 – 23:29 |
UE socialista

Pubblichiamo la traduzione di un articolo pubblicato da Initiative Communiste Ouvrière, a firma  di Camille Boudjak
La vittoria della “Brexit” in Gran Bretagna ha fatto scorrere molto inchiostro. Gli ambienti nazionalisti di sinistra, ci vedono, tra l’altro, una “vittoria contro l’austerità”, se non addirittura una “vittoria sulla borghesia”.
Da più anni ormai, molti di essi denunciano regolarmente l’Unione Europea, l’euro, i criteri di Maastricht, et. come fonte …