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CON QUALI SCARPE MARCIA L’IMPERIALISMO

6 agosto 2016 – 14:36 |

Le calzature non sono mai state tanto a buon prezzo come lo sono ora, se un tempo per comperare un paio di scarpe bisognava lavorare almeno due giorni, oggi basta il salario di 2 ore.
Come mai?
Per avere un pellame al prezzo più basso gruppi calzaturieri, grandi o piccoli che siano, non si preoccupano delle condizioni di lavoro, lavoro minorile compreso, e neppure della tutela dell’ambiente. …

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L’asse Italia-Usa, da Mosul a Sirte

5 agosto 2016 – 08:35 |

Fonti americane attribuiscono il recente bombardamento Usa su Sirte in Libia contro l’ISIS a esigenze elettorali: accreditare la “fermezza” dei democratici in Libia come in Iraq e in Afghanistan in funzione anti-Trump.

In tutti questi scenari l’Italia funge da junior partner. E se la scelta del periodo può anche essere funzionale alla campagna elettorale della Clinton, non c’è dubbio che la collaborazione Italia-Usa è stata decisa da tempo.

(cfr. Le guerre della “pacifica” Italia N°39 Pagine Marxiste – Gennaio 2016 http://www.paginemarxiste.it/modules.php?name=Archivio&pa=showpage&pid=389)

Il governo Renzi ha contrattato, tramite i ministri Gentiloni e Pinotti, la propria presenza in Iraq e Afghanistan in cambio di un intervento Usa in Libia, che non danneggi, come invece è avvenuto nel 2011, gli interessi italiani.

Per bombardare Sirte, gli Usa hanno utilizzato la base di Sigonella e hanno goduto della “copertura” legale del premier Fayez Serraj, che non è ansioso di sacrificare altri uomini per conquistare la città (che l’ISIS ha circondato di mine).

La battaglia di Mosul

I profughi

Ma il fronte più caldo in queste ore, anche se lontano dai riflettori, è a Mosul, l’antica Ninive, in Iraq.

Se ne ha indirettamente sentore per il fatto che la Croce Rossa ha lanciato l’allarme per un milione di civili che si apprestano a lasciare la città, la metà dei 2 milioni di abitanti, quelli rimasti dopo l’esodo di 500 mila fuggiti nel 2014 quando l’ISIS conquistò quella che era la seconda città dell’Iraq.  Del resto il “fuoco amico” americano ha già ucciso 28 bambini di un centro gestito da Save the Children,  e raso al suolo l’Università. Le organizzazioni umanitarie hanno chiesto l’allestimento di campi con tende, servizi igienici, acqua, medicinali e cibo per accogliere i profughi. Almeno per 3-12 mesi, il tempo previsto per la conquista della città. Un grosso interrogativo è dove potrebbero rifugiarsi questi profughi. Non a Baghdad, che da mesi non fa entrare sunniti nella sua provincia col pretesto che stravolgerebbero la “bilancia settaria” che in qualche modo si è stabilita. Anche il Kurdistan iracheno, a est, ha già fatto sapere che ha raggiunto la saturazione con 2 milioni di profughi iracheni e siriani già ospitati. Solo curdi e cristiani ottengono ancora qualche lasciapassare. A ovest ovviamente non possono andare perché c’è l’ISIS e il conflitto siriano. Se si rifugiassero nella zona di Anbar rafforzerebbero la regionalizzazione settaria dell’Iraq.

Le forze militari in campo

A Mosul si muovono vari contingenti militari ognuno portatore di istanze spesso in contraddizione fra loro e non sempre fra loro coordinati (scrive il Brooking Institute. “il nemico è lo stesso, ma le motivazioni e gli obiettivi sono molto diversi”).

Quel che si teme è che lo Stato Islamico combatta fino all’ultimo uomo, ma i precedenti di Ramadi e Sinjar fanno sperare che alla fine non tutti sceglieranno il martirio.

Gli Usa hanno inviato di recente 560 nuovi soldati, che fanno arrivare il totale a 4.647, secondo il comando militare.

Da nord, est e ovest reparti curdi stanno via via tagliando le vie di comunicazione, hanno ripreso il controllo della città cristiana di Teleskof e presidiano, grazie anche alla copertura aerea dei caccia americani, i villaggi di Zahra Khatoon, Mufti e Wadi Jaham. Gli Usa hanno stanziato 415 milioni di dollari per questa partecipazione militare del KRG, il governo regionale curdo dell’Iraq, e in generale il KRG sta ricevendo equipaggiamento militare di ogni tipo da Usa, Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna e Ungheria, dalle munizioni ai missili anticarro, dagli elicotteri ai cannocchiali. Anche contingenti organizzati del PUK e del PKK hanno promesso di dare manforte, come pure l’YPG di Kobane. I curdi hanno fatto capire che non arretreranno dalle aree della provincia di Ninive che hanno liberato e che distano 10 miglia da Mosul. Gli Usa considerano i curdi gli unici combattenti affidabili (e lo dimostrano le loro perdite), ma hanno tuttavia garantito al governo di Baghdad che non prenderanno possesso di quartieri della città, che è prevalentemente sunnita, anche se non mancano piccoli nuclei di sciiti, curdi e turcomanni (i cristiani se ne sono invece andati nella quasi totalità).

E’ una “clausola di salvaguardia” imposta dal governo di Baghdad.

E che è stata sollevata anche nei confronti delle milizia sciite formate da iraniani, le uniche ben addestrate e combattive ma che, secondo gli Usa, non dovrebbero avere un ruolo nel dopoguerra perché potrebbero compiere vendette sui civili sunniti, mentre Baghdad è possibilista sul fatto di poterle inquadrare nell’esercito regolare sia pure (come è tradizione in Iraq) in reparti settariamente omogenei. Va da sé che queste milizie sciite (dette Asa’ib Ahl al-Haq) deplorano la presenza dei curdi nella battaglia di liberazione di Mosul.

Da sud avanza l’esercito iracheno sulla cui affidabilità e capacità restano ragionevoli dubbi, fatta eccezione per alcuni reparti scelti addestrati dagli Usa e dall’Italia. I governativi hanno preso il villaggio di Kharaib Jabr e la base aerea di Qayara, a 37 miglia a sud di Mosul.

Non manca anche un contingente di forze speciali turche (150 uomini e 20 carri armati), intervenute a nome dei turcomanni che pure abitavano Mosul e che stanno addestrando gruppi armati, di lingua turca e di origine siriana e irachena presso Bashiqa, una città 32 km a nord di Mosul. Il governo di Baghdad li ha diffidati, ma senza grande successo, ovviamente.

Un prevedibile complicato dopoguerra

Ma i problemi veri, secondo tutti i commentatori, cominceranno dopo la conquista della città e dipenderanno da chi occuperà materialmente gli spazi lasciati liberi dall’ISIS. Il rischio di un nuovo scoppio di guerra settaria non è immaginario, ma reale. Sulla capacità degli Usa di gestire questa fase delicata vengono da più parti sollevati dubbi e anche sulla loro capacità di impedire vendette nei confronti dei sunniti di Mosul che non hanno mai nascosto la loro diffidenza e ostilità verso il governo di Baghdad considerato un “fantoccio” dell’Iran e invece per un certo periodo hanno simpatizzato per l’Isis. L’alternativa di un dopoguerra “presidiato” dall’esercito Usa è stato per ora vigorosamente escluso da Obama. Gestire una pacifica convivenza nella città non sarà una passeggiata, ma neppure in generale gestire la città, un tempo centro industriale e di interscambio e oggi per buona parte in macerie e con scarse o nulle attività produttive e commerciali.

E gli italiani?

Quello italiano è il secondo contingente militare in Iraq dopo quello Usa: 1200 uomini di cui 700 circa dislocati a Erbil ad addestrare i peshmerga curdi di Barzani (circa 8000 i militari addestrati, il 36% del totale), 50 a Baghdad con lo stesso compito (e 450 a difesa della diga di Mosul, pericolante, la cui sistemazione è stata affidata, come è noto alla italiana Trevi, una holding nel cui CdA siede Marta Dessù, viceministro degli Esteri nei governi guidati da Mario Monti ed Enrico Letta e membro della Trilaterale. E non a caso quello per l’Iraq è il secondo stanziamento per entità fra i finanziamenti di missioni militari all’estero, circa 254,8 milioni di € (cfr  http://www.combat-coc.org/afghanistan-la-guerra-infinita-litalia-aumenta-il-suo-contingente/).

Analisi di Difesa descrive entusiasta il ruolo militare italiani, sottolineando che a Erbil opera un assetto di “Personnel recovery” per tutta la coalizione e che solo gli Usa ne gestiscono uno simile, confermando che le “missioni di pace” non sono altro che delle prove generali di futuri conflitti in cui testare la preparazione degli uomini e l’adeguatezza dei mezzi di distruzione.

I ministri Gentiloni e Pinotti hanno partecipato il 21 luglio al summit congiunto dei ministri degli Esteri e della Difesa dei 40 paesi che a vario titolo sono presenti in Iraq. Ufficialmente gli italiani non combatteranno a Mosul, resteranno a presidio della diga, ma l’allarme lanciato dalla rivista Stratfor, che dice in sostanza che gli italiani, volenti o nolenti, saranno coinvolti in questa battaglia, chiarisce una cosa ovvia. L’ISIS in ritirata non può non considerare la diga un obiettivo allettante, visto la minaccia oggettiva che rappresenta.

Quindi dopo essere “morti per Nassirya” (e relativo petrolio) i soldati italiani rischiano di morire per Mosul, cioè per le commesse della Trevi e per i futuri affari che Eni e Finmeccanica sperano di concludere col governo di Erbil e con quello di Baghdad.

BORGHESEXIT: PER GLI STATI UNITI SOCIALISTI D’EUROPA DA REYKJAVIK AD ANKARA!

1 agosto 2016 – 23:29 |
UE socialista

Pubblichiamo la traduzione di un articolo pubblicato da Initiative Communiste Ouvrière, a firma  di Camille Boudjak
La vittoria della “Brexit” in Gran Bretagna ha fatto scorrere molto inchiostro. Gli ambienti nazionalisti di sinistra, ci vedono, tra l’altro, una “vittoria contro l’austerità”, se non addirittura una “vittoria sulla borghesia”.
Da più anni ormai, molti di essi denunciano regolarmente l’Unione Europea, l’euro, i criteri di Maastricht, et. come fonte …

Afghanistan: la guerra infinita L’Italia aumenta il suo contingente

31 luglio 2016 – 09:40 |
Afghanistn - Attivita di pattuglia

Quello in Afghanistan si avvia a diventare il più lungo conflitto moderno e non c’è motivo di pensare a una fine a breve termine (nel vertice Nato tenutosi a Varsavia il 7 luglio 2016 è stato deciso il prolungamento della missione almeno fino al 2020, con un contributo annuo all’esercito di Kabul di 4 milioni di $).
Il 1° gennaio 2015 la missione ISAF è stata …

Turchia: quale repressione dopo il golpe

28 luglio 2016 – 14:51 |
Turchia-DEmocrazia

Epurazioni di stato, arresti, violenze, persecuzioni contro i curdi: questo il primo bilancio del dopo golpe
La stretta autoritaria in Turchia è cominciata da tempo. Fino al 2009 arresti e repressione hanno riguardato principalmente i vertici dell’esercito, generali, capi di stato maggiore, con cui Erdogan ha pareggiato i conti (nel 98-99, quando era sindaco di Istanbul fu arrestato e imprigionato, in conseguenza del colpo di stato …

Né divise né Corano, indipendenza del proletariato!

16 luglio 2016 – 20:19 |
Turchia - tank

Un nuovo pronunciamento militare ha cercato inutilmente di rovesciare il governo di Recep Tayyp Erdogan. Nel giro di poche ore, i reparti golpisti che avevano occupato diversi punti chiave a Istanbul, Ankara e Smirne si sono poi ritirati, pressati dall’azione delle forze di polizia, dei militari leali al governo, della gente scesa nelle strade per contrastare il colpo di stato; verso le 2 del mattino …

Nizza e Baghdad

15 luglio 2016 – 17:26 |
Authorities investigate a truck after it plowed through Bastille Day revelers in the French resort city of Nice, France, Thursday, July 14, 2016. France was ravaged by its third attack in two years when a large white truck mowed through revelers gathered for Bastille Day fireworks in Nice, killing at dozens of people as it bore down on the crowd for more than a mile along the Riviera city's famed seaside promenade. (Sasha Goldsmith via AP)

Ancora decine di morti per terrorismo in terra di Francia, falciati tra la folla da un terrorismo che fa leva sull’odio razziale e nazionale e il fanatismo religioso, usati per deviare un malessere sociale in funzione degli interessi di una frazione revanchista della borghesia sunnita…
Gli ottantaquattro e più morti di Nizza sono i nostri morti, in gran parte proletari e figli di proletari, come i …

Il sangue e la riforma educativa messicana

15 luglio 2016 – 12:16 |
Vulcanizadora

La strage di Nochixtlán del 19 giugno ha portato alla ribalta internazionale lo scontro in atto tra la Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educación (CNTE) e il Governo centrale messicano, il cui ramo dell’Istruzione (Secretaría de Educación Pública, SEP, presieduta da Aurelio Nuño), sta tentando d’introdurre la riforma educativa. Nove i civili, tra aderenti e sostenitori della CNTE, sono rimasti uccisi nell’attacco di un …

Rapporto Chilcot: atto d’accusa contro gli imperialismi. E in Iraq il massacro continua.

8 luglio 2016 – 20:31 |
iraq-900x450

Non avevamo bisogno di leggere il Rapporto Chilcot per sapere che Blair e i suoi consiglieri si inventarono le “armi di distruzione di massa” per scatenare la guerra all’Iraq del 2003, e non ne aveva avuto bisogno il milione e più di persone che il 25 febbraio 2003 manifestarono per le strade di Londra contro la guerra, inascoltate dal governo inglese. La verità storica emerge …

Dalla Puglia alla Calabria: la nostra lotta non si ferma!

3 luglio 2016 – 20:46 |
No tendopoli

I lavoratori immigrati possono essere una risorsa per il movimento operaio, la loro lotta e il loro coraggio un esempio anche per i lavoratori italiani. Lo dimostrano le lotte in corso nelle campagne del Sud Italia. Pubblichiamo la lettera di denuncia delle condizioni di vita e di lavoro contro le quali stanno combattendo.

Ieri 30 giugno le strade di Bari e di San Ferdinando si sono …

Il governo italiano fra astensione e nazionalismo a 5 stelle

25 giugno 2016 – 10:26 |
Urna 2

Nei ballottaggi delle ultime elezioni comunali, il PD – e in particolare il suo segretario – escono pesantemente sconfitti. Risalta la vittoria del Movimento 5 Stelle che conquista Torino e stravince a Roma, ma a questo si aggiungono le sconfitte dei candidati PD nei ballottaggi di altre città, come Carbonia (presa dai 5 Stelle), Savona, Brindisi, Benevento, Grosseto e Novara (dove ha vinto la destra).
Questi …

Giovane bracciante immigrato ucciso da un carabiniere nella terra dove comanda la mafia

11 giugno 2016 – 18:03 |
I lavoratori stagionali però non avevano alcuna intenzione di lasciare il paese per un semplicissimo motivo:la stagione volgeva ormai al termine e in molti, rimasti ormai senza soldi, attendevano il saldo del compenso per il lavoro svolto.

9 gennaio 2011

www.andreascarfo.com

Ora che è arrivato il morto i pennivendoli di regime si ricordano di Rosarno a 6 anni dalla rivolta che ha mostrato a tutto il mondo le condizioni di indicibile sofferenza e degrado in cui si trovavano i braccianti immigrati utilizzati nelle campagne della piana di Gioia Tauro.
Questa triste vicenda dimostra tante cose: prima di tutto che tutte promesse solenni del governo e delle istituzioni …

Appello per una giornata di mobilitazione a fianco dei lavoratori francesi

27 maggio 2016 – 18:35 |
manifestazione-francia

Pubblichiamo di seguito l’appello del sindacato Si.Cobas ad una mobilitazione in appoggio alle lotte che i nostri compagni di classe stanno da tre mesi conducendo in Francia contro il Jobs Act alla francese, e in generale contro gli attacchi padronali e del governo del “socialista” Hollande.
Auspichiamo che anche in Italia i lavoratori, prendendo esempio da queste coraggiose battaglie, decidano di intraprendere un cammino analogo, con …

SUL SUCCESSO DELLO SCIOPERO FERROVIARIO DEL 24-25 MAGGIO 2016

27 maggio 2016 – 18:22 |
24_25_maggio_sciopero-Ferrovie

Se volessimo adottare un linguaggio al limite del surreale per commentare lo sciopero nazionale dei ferrovieri del 24-25 maggio indetto dai sindacati di base (CUB, CAT, SGB, USB), potremmo dire che ad innescarlo sono state le … sigle confederali e concertative.
I loro comunicati, emessi dopo una serie di riunioni con l’azienda FS sul tema del rinnovo contrattuale, si limitavano a riportare senza indicazione alcuna le …

NON CEDIAMO SU NIENTE! È IL MOMENTO DI SCENDERE TUTTE E TUTTI IN LOTTA!

26 maggio 2016 – 08:54 |

Licenziamenti, disoccupazione, salari congelati, miseria, arbitrio padronale … Non ne possiamo pù! E padroni e governo vogliono peggiorare ancora  questa situazione?? Non lasciamoli fare! Ritiro della Legge “lavoro”

Riportiamo la traduzione dell’appello di Initiative Communiste Ouvrière del 25 maggio
La lotta contro la Legge sul lavoro, questa legge che mira a distruggere le garanzie collettive del mondo del lavoro, si è rinvigorita la scorsa settimana e in …

CONTRO IL JOBS ACT FRANCESE – CHI RINUNCIA A COMBATTERE HA GIÀ PERSO!

25 maggio 2016 – 20:30 |

Ormai da tre mesi protestano in tutta la Francia studenti, lavoratori salariati, disoccupati e pensionati contro il Jobs Act alla francese, il progetto di legge El Khomri.
Un crescendo di iniziative che hanno man mano allargato il fronte di lotta, nello sforzo di far convergere lotte sindacali di settore con le proteste contro la politica anti-operaia del governo. Il calendario delle lotte rimane molto nutrito e …

IL MIGRATION COMPACT FRA INCENSO E IPOCRISIA

11 maggio 2016 – 20:46 |

Al termine dell’incontro a Roma fra Renzi e Merkel sull’immigrazione, la Merkel si è recata in Vaticano per consegnare a papa Bergoglio il premio Carlo Magno. Una scelta curiosa, in vista del tema in campo, dal momento che come tutti sanno Carlo Magno cristianizzò a forza i Sassoni massacrandone i due terzi.
Merkel e Renzi nell’incontro di Roma si sono presentati come gli Europei buoni, contrari …

FRANCIA – CONTINUA LA LOTTA CONTRO LA LEGGE EL KOHMRI, IL JOBS ACT FRANCESE

5 maggio 2016 – 17:20 |

Contro la riforma del diritto del lavoro voluta dal governo “socialista” di Hollande, il progetto di legge Khomri, protestano da due mesi in tutta la Francia studenti, lavoratori salariati, disoccupati e pensionati, in un susseguirsi di manifestazioni le principali delle quali sono state il 9, 17, 31 marzo, il 5, il 9, il 14 e il 28 aprile.  E infine anche i cortei del 1° …

Contro le aggressioni e le intimidazioni a compagni e militanti SI Cobas

30 aprile 2016 – 07:32 |

Nel giro di qualche giorno sono stati aggrediti in Lombardia quattro esponenti del SI Cobas.
Il 22 aprile alla Bartolini di Landriano (PV), nel corso di una assemblea sindacale dove un energumeno delegato della CGIL, noto tirapiedi dell’azienda, ha aggredito e poi percosso un militante ed un delegato interno del SI Cobas, procurando a quest’ultimo un trauma cranico.
Nella notte tra il 24 ed il 25 aprile …

PER UN PRIMO MAGGIO PROLETARIO E INTERNAZIONALISTA

29 aprile 2016 – 16:28 |
MAY-First

Riceviamo e pubblichiamo questo appello del SI Cobas per una giornata di lotta il Primo Maggio a Milano.
Domenica Primo Maggio manifestazione SI Cobas da Piazzale Loreto, viale Padova, poi percorso verso piazza Duca d’Aosta,
Il Primo Maggio da più di un secolo è la giornata di lotta dei lavoratori di tutto il mondo per la riduzione dell’orario di lavoro, la difesa del salario e delle condizioni …

Solidarietà con la classe lavoratrice francese!

27 aprile 2016 – 19:55 |
ManifestanteFrancia

Pubblichiamo questo appello di Solidaires a promuovere, in occasione del prossimo sciopero generale in Francia (28 aprile) contro la nuova Legge del Lavoro, iniziative in solidarietà con gli scioperanti davanti alle ambasciate francesi in altri Paesi.
Cari compagni,
come saprete è in corso in Francia un ampio movimento sociale contro il progetto di Legge sul Lavoro, proposto dal ministro Myriam El Khomri, che rappresenta un attacco senza precedenti …

Per un 25 aprile di lotta di classe

25 aprile 2016 – 11:07 |
Profughi-Bormioli 2

Le celebrazioni ufficiali per il venticinque aprile di quest’anno suonano particolarmente ipocrite.
Mentre decantano la superiorità della democrazia, della libertà di parola, dello stato di diritto, le autorità dello stato italiano hanno appena siglato insieme agli altri governi europei un accordo col regime liberticida della Turchia per affidargli la repressione dei migranti. Festeggiano la fine dell’occupazione militare nazifascista, ma hanno appena deciso l’invio di nuove truppe …

Terrorismo borghese contro i proletari

22 marzo 2016 – 21:16 |
AttentatoBruxelles 2

Dopo Parigi, Bruxelles. Gli attentati dell’ISIS in Europa con le loro decine di morti sono la pallida eco dei massacri perpetrati in Medio Oriente e soprattutto in Siria dalle bande dei tagliagole sciiti, sunniti delle varie appartenenze, dagli eserciti turco, siriano, dagli aerei americani, francesi, inglesi, qatarini, arabi, russi: centinaia di migliaia di morti, e milioni di sfollati in Siria. E le decine di migliaia …

Il 18 marzo sciopero generale: contro il governo, contro la guerra

16 marzo 2016 – 12:43 |
Francia - manifestazione

Lo “sciopero generale” proclamato da CUB, SI Cobas e USI AIT per venerdì 18 marzo pone obiettivi in gran parte condivisibili (l’opposizione alla guerra, al jobs act, la difesa della libertà di sciopero e di organizzazione sindacale contro gli accordi sulle rappresentanze, il rilancio della contrattazione nazionale contro l’aziendalizzazione e individualizzazione dei rapporti di lavoro, l’aumento dei salari e la riduzione dell’orario, la libera circolazione …

FRANCIA – MASSICCIA RISPOSTA SOCIALE CONTRO LA LEGGE EL KOHMRI, IL JOBS ACT FRANCESE

11 marzo 2016 – 19:43 |
Francia - manifesto

NON È CHE UN INIZIO, CONTINUIAMO LA LOTTA

Mercoledì 9 marzo oltre 200mila studenti,[1] lavoratori salariati e disoccupati, pensionati hanno protestato in tutta la Francia con circa 230 cortei contro la riforma del diritto del lavoro, il progetto di legge Khomri, dal nome della ministro del lavoro.
Centomila i manifestanti nella sola Parigi, secondo il sindacato CGT, dove sono stati bloccati oltre 90 licei. Nelle altre città, …

Il Comunismo Operaio in Iran e Medio Oriente

26 febbraio 2016 – 11:01 |
Iran - Sciopero minatori

Sabato 5 marzo 2016, ore 17
Presso la sede del SI Cobas, via Marco Aurelio 31, Milano
Incontro su:
Il Comunismo Operaio in Iran e Medio Oriente

Iran, gennaio 2016 – Sciopero dei minatori di Bafqh

Baghdad: manifestazione contro il governo
Il movimento operaio contro l’oppressione e la guerra.
Una prospettiva rivoluzionaria e internazionalista.
Interverranno:
Azar Majedi, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Operaio d’Iran (Hekmatista), redattrice della rivista in lingua inglese del partito, “Communist”; …

Opporsi alla terza guerra di Libia!

26 febbraio 2016 – 10:51 |
Aerei ITA

L’Italia entra in guerra. Mentre gli imperialismi francese e britannico già hanno messo gli scarponi sul territorio libico, l’Italia ha concesso la base di Sigonella ai droni americani per intervenire in Libia e si prepara a partecipare a un intervento diretto con forze speciali.
Dopo mesi di false trattative di pace per la formazione di un governo unitario, dalle cancellerie europee esce la proposta di dividere …