Editoriali »

La nostra solidarietà ai compagni anarchici di Torino

13 Febbraio 2019 – 13:33 |

Lo sgombero del centro sociale Asilo di Torino, i successivi fermi di polizia e la violenta campagna istituzionale e di stampa contro i militanti anarchici condotta in combutta da Cinquestelle, Lega e Pd, sono una prova in più che è in atto un salto di qualità della repressione giudiziaria e poliziesca – che non ha nulla da invidiare alla brutale caccia ai gilet jaunes scatenata …

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Venezuela: contro Maduro e contro Guaidò, opposizione proletaria

7 Febbraio 2019 – 08:02 |

I lavoratori e i proletari venezuelani, che con il Caracazo del 1989 avevano protestato nelle strade contro la propria miseria e la ricchezza dei borghesi, repressi a migliaia nel sangue, riposero speranze nel giovane militare Hugo Chavez, che prometteva una società più giusta. Chavez tuttavia, quali che fossero i suoi propositi, non volendo mobilitare le masse contro la borghesia e contro gli stessi alti gradi militari, difensori dell’ordine borghese, non poté spingersi oltre quanto era da questi concesso, e dovette dar loro sempre più potere economico e politico, per mantenersi al potere.

Terminati gli anni delle vacche grasse degli alti prezzi petroliferi, terminò così anche il welfare bolivariano che su di essi poggiava, e si scatenava la rapina sui salari e l’apparato produttivo da parte dei profittatori e speculatori di regime, e la repressione contro i lavoratori che difendevano con la lotta le condizioni della propria classe.

La delusione e rabbia dei proletari nei confronti del regime non deve diventare appoggio ai partiti del vecchio regime e a Guaidò, ma deve andare a costruire un fronte di opposizione di classe ad entrambi, per porre termine alla miseria e per il potere ai lavoratori, contro i borghesi tutti, cercando l’appoggio degli stessi proletari in divisa.

Ferve in Italia il dibattito se riconoscere Maduro o Guaidò (che più che auto-dichiarato è stato investito dal Trump), con Mattarella che lancia il suo monito contro il governo giallo-verde, che con il suo veto ha bloccato il riconoscimento di Guaidò da parte dell’Unione Europea (voluto da Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna).
Affari loro. Il loro pensiero, gira e rigira, è come mettere le mani sulle più grandi riserve di petrolio del mondo.
A noi invece preme definire una posizione come comunisti per orientare i lavoratori in casa nostra, e collegarci con i lavoratori e proletari del Venezuela, che stanno soffrendo per una crisi terribile che li ha portati alla fame.

La nostra posizione non è “né con Maduro né con Guaidò”, ma contro Maduro e contro Guaidò:
opposizione alla ingerenza-aggressione USA e alla destra con Guaidò; nessuna difesa del governo Maduro, ma organizzare un movimento proletario di opposizione che si ponga il problema della presa del potere da parte dei lavoratori, espropriando la borghesia “nazionale”, quella in borghese e quella in divisa.
Schierarci contro l’interventismo di Trump e i suoi fiancheggiatori europei, insieme al Brasile e altri Stati dell’America Latina (ma non il Messico di Obrador) non può significare stare con i regimi non meno oppressori di Putin, Xi Jinping, Erdogan e Khamenei. Per noi si tratta di schierarci a fianco dei proletari venezuelani, su una linea che possa difendere i loro interessi di classe, e unire internazionalmente i lavoratori.

Sarebbe invece un grosso errore schierarsi a difesa del governo Maduro perché attaccato dagli USA, perché ciò alienerebbe quella sezione del proletariato che è già scesa in piazza contro il governo, e disarmerebbe anche quei lavoratori che, dopo aver seguito il chavismo, ne sono stati delusi e cercano una alternativa di classe; e in generale perché i comunisti devono approfittare delle contraddizioni interborghesi, e interimperialiste, oltre che far leva sul forte e diffuso malcontento popolare, per sostenere e porsi alla testa di processi rivoluzionari che rovescino i governi borghesi e pongano la questione del potere. Se il movimento non è di ampiezza sufficiente a porre la questione del potere, almeno si rafforzerà un movimento proletario indipendente, spezzando l’utilizzo del movimento operaio da parte della frazione borghese al potere, come avvenuto finora da parte del chavismo o bolivarismo.

Questa posizione si basa sul fatto che quello di Maduro è un governo borghese e nient’affatto “progressista” – anzi, oltremodo reazionario. Il suo carattere borghese (come già per i governi di Chavez) è innanzitutto nel fatto che, con tutta la mobilitazione delle masse proletarie e popolari, non ha mai diretto questa mobilitazione contro gli interessi fondamentali della borghesia. Ciò che il potere chavista ha elargito nei primi anni alle masse proletarie e piccolo-borghesi non è ricchezza tolta alla grande borghesia, ma una parte della rendita petrolifera, ossia plusvalore prodotto dai proletari dei paesi importatori di petrolio. Nello stesso tempo Chavez e poi Maduro hanno favorito la crescita, all’ombra dei mille rivoli della rendita petrolifera, di una nuova costellazione borghese, la “boliburguesia”, più abbarbicata della precedente al controllo della macchina statale, più speculatrice, più corrotta, più parassitaria, con una forte componente degli alti gradi militari (che non disdegnano neanche il traffico di droga). È su questi nuovi borghesi, non sul proletariato in armi, che si è appoggiato il potere “bolivariano” (Pagine Marxiste di dicembre 2017: Fallimento del “socialismo” rentier).

Quando il prezzo del petrolio è crollato, la boliburguesia si è accaparrata tutta la rendita petrolifera residua e si è messa a depredare i già miseri salari con l’iperinflaizone provocata dal saccheggio delle finanze pubbliche e dalle speculazioni sui cambi, dal trafugamento all’estero di oltre 400 miliardi di dollari da parte della cricca al potere; come se ciò non bastasse, per mancanza di manutenzione e di investimenti hanno anche dilapidato il capitale costante delle imprese statali, dalla PDVSA alla metallurgia (dove ai posti di comando sono saliti i generali), la cui capacità produttiva è crollata (per il petrolio da 3,4 a 1,1-1,2 milioni di barili al giorno). Chavez aveva promesso la diversificazione industriale e il superamento della monocultura petrolifera, e con la manna petrolifera del 2000-2013 ne avrebbe avuto le risorse senza dover ricorrere a un forte indebitamento, ma queste risorse sono state intercettate e dirottate su conti privati all’estero da parte del suo entourage. Il Venezuela è ancora più dipendente dal petrolio e dalle materie prime (ora anche il coltan) di quanto fosse prima di Chavez. Anche l’agricoltura è in sfacelo, con un forte deficit alimentare.

Il proletariato venezuelano è supersfruttato e oppresso dalla borghesia venezuelana, sia quella tradizionale che la “boliburguesia” e dal governo che organizza e copre la rapina sui salari detta iperinflazione. Buona parte della rapina è effettuata proprio grazie al sistema del doppio cambio che dovrebbe permettere al Venezuela di sottrarsi alle regole del mercato mondiale (se ho un “amico” nell’ufficio che decide l’accesso al cambio ufficiale favorevole, e lo pago milioni di dollari, posso ottenere decine di milioni di dollari a un prezzo 5-6 volte inferiore a quello di mercato, e quindi accumulare enormi profitti speculativi e metterli al sicuro all’estero, dilapidando le riserve di dollari, e costringendo la Banca Centrale a stampare senza sosta moneta che si svaluta in continuazione di dieci, cento, mille, diecimila volte, portando il salario – che viene rivalutato sempre in ritardo – molto sotto il minimo vitale).
Il controllo dei militari sulle grandi imprese statali è anche stato funzionale alla sistematica repressione di ogni opposizione e organizzazione operaia autonoma dal partito del potere, PSUV.

Ora si può anche ritenere che Chavez non fosse (né Maduro sia), il capobanda dei rapinatori, ma che ne sia divenuto “prigioniero”, che la nomina di militari e altri lestofanti ai posti di comando dell’economia sia stato il prezzo che hanno dovuto pagare per restare al potere, non volendo sollevare le masse contro di loro; ma ciò non cambia il giudizio sul governo.
Neanche la tradizionale borghesia “liberale”, che pure aveva fatto crollare i salari a un terzo in vent’anni, era arrivata a tanto negli anni delle vacche magre, a schiacciare i salari molto al di sotto del minimo vitale, tanto da far fuggire per fame più di tre milioni di persone in un paio d’anni, e a demolire allo stesso tempo l’apparato produttivo. Per questo non si può definire progressisti i governi chavisti, ma reazionari, per quanto abbiano sbraitato contro gli USA mentre ci facevano i loro migliori affari tramite la controllata di PDVSA, CITGO, che controlla raffinerie e reti di distributori di carburante negli USA.

La causa della crisi venezuelana è tutta in questa vorace dilapidazione dell’apparato produttivo, nella sottrazione ad esso di 400 miliardi di dollari; non è nelle sanzioni USA, che fino ad agosto 2017, quando la crisi ha toccato il fondo, hanno riguardato solo qualche decina di uomini di punta e profittatori del regime, e solo in seguito hanno bloccato il rifinanziamento del debito, e ora la stessa liquidità realizzata da CITGO. In pratica, viene ora bloccato il mercato americano, principale fonte di valuta.
Ma dato il crollo di produzione e prezzi, oggi l’80% dell’esportazione di petrolio va a ripagare i debiti contratti con Cina e Russia, senza che questi crediti si siano tradotti in investimenti produttivi.

La spoliazione operata dalla boliburguesia supera quella normalmente praticata dalle multinazionali, tanto da far divenire reazionaria la stessa nazionalizzazione delle risorse petrolifere, che sono state date in gestione al generale già comandante della Guardia Nacional, Manuel Quevedo, che per aver mantenuto Maduro al potere con la violenta repressione delle manifestazioni di piazza nel 2017 ha ottenuto il compenso delle cariche sia di Ministro dell’Energia che Presidente della PDVSA: cioè re del petrolio. Più che sostenere Maduro, i militari sostengono quindi se stessi, e per questo l’amnistia offerta loro da Guaidò gli garantisce che quanto hanno accumulato non gli sarà tolto…

Quanto al “golpismo” di cui i contendenti si accusano a vicenda, non è un discorso che ci appassiona, ma non è difficile dire che entrambi sono golpisti dal punto di vista della legalità borghese: Guaidò che si fa proclamare Presidente da un’Assemblea Nazionale esautorata, ma in realtà da Trump che gli promette appoggio incondizionato (e promette missili su chi lo tocca); e Maduro, che quando nelle elezioni del dicembre 2015 la coalizione di destra Mesa de la Unidad Democrática (MUD) ottenne la maggioranza dei voti per la prima volta dopo 17 anni, con il 56% e 109 seggi contro il 41% e 55 seggi del “Polo Patriotico” pro-governo, inventò una “Assemblea Costituente”, da eleggere per via indiretta, da parte di corpi intermedi scelti dal governo tra quelli sotto il suo controllo (una specie di Camera delle Corporazioni), la quale si arrogò il potere non solo di modificare la Costituzione, ma anche di legiferare, esautorando di fatto l’Assemblea Nazionale eletta a “suffragio universale”. Maduro vinse poi le presidenziali, anticipate dal dicembre al maggio 2018, dopo aver messo al bando i principali partiti di opposizione e al fresco numerosi oppositori.

Contro le due coalizioni borghesi che si affrontano facendo a pezzi la democrazia,
per un fronte proletario anticapitalista.

Pagine Marxiste


Riportiamo qui sotto, condividendolo, un comunicato di Conlutas, il sindacato di lotta brasiliano membro fondatore della Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta.

Venezuela: Né Maduro né Guaidó!
31 gennaio 2019

Né per la classe operaia del Venezuela né per il popolo venezuelano, Maduro o Guaidó rappresentano “la via della democrazia e del progresso sociale”, al contrario di ciò che affermano i loro sostenitori, compresi i governi cui ci opponiamo.

– L’intervento imperialista degli Stati Uniti (sostenuto dal Gruppo di Lima e dall’Unione Europea), che è dietro l’auto-proclamazione di Guaidó, è inaccettabile in Venezuela come qualsiasi altro intervento imperialista in qualsiasi regione del mondo.

– Il regime di Maduro nega le libertà più elementari; reprime e assassina coloro che resistono e, più in generale, la popolazione più povera. Il clan dominante ha dirottato la ricchezza del paese a proprio vantaggio.

Per la Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta, il compito dei sindacalisti internazionalisti non è quello di scegliere tra due oppressioni, né legittimare o giustificare una di esse. Sosteniamo coloro che stanno tentando di costruire un’alternativa in questo contesto drammatico, quelli che stanno lottando per rispondere all’emergenza sociale di fronte al popolo venezuelano (cibo, alloggio, salari, legislazione sul lavoro, servizi pubblici, diritti democratici, ecc.).

La gente non vuole più Maduro e nessuno ha scelto Guaidó!

Il movimento sindacale indipendente deve riaffermare le posizioni di classe:
Né il capitalismo né la burocrazia!
Né oppressione né imperialismo!

Dopo la “perfida Albione” adesso avremo la “perfida Marianna”

24 Gennaio 2019 – 17:35 |

L’inasprimento della polemica italo-francese in corso da tempo, stavolta cavalcata da Di Maio, utilizzata da Salvini in precedenza, caricata da Conte di una polemica contro l’asse franco-tedesco,  ha alla sua base una storica rivalità tra l’imperialismo italiano e quello francese, i contrasti di interessi tra gruppi capitalistici dei due paesi nel petrolio, nella cantieristica e in altri settori, e anche il riavvicinamento del governo gialloverde …

BRASILE, 1 GENNAIO 2019

22 Gennaio 2019 – 10:21 |

Jair Bolsonaro (Nickname: Messiah) prende ufficialmente il potere in Brasile il 1 gennaio 2019, giorno in cui “il popolo ha iniziato a liberarsi dal socialismo, dai valori invertiti, dal gigantismo statale e dal politicamente corretto” (1). Il suo discorso al paese contiene tutti gli argomenti che lo caratterizzano anche a livello internazionale: populismo, razzismo, omofobia, ordine e sicurezza, valori cristiani e moralità, il rifiuto delle …

Tramonta il sole sulla Rojava

7 Gennaio 2019 – 13:04 |

Con l’annunciato ritiro delle truppe americane dalla Siria giunge a un epilogo la breve storia dell’indipendenza dei curdi di Siria.
I curdi di Siria, già considerati dei paria in gran parte privi di cittadinanza sotto Assad, avevano acquisito una relativa autonomia quando, all’inizio della guerra civile siriana, il regime aveva ritirato le truppe per schierarle contro le varie armate “ribelli”. Assad contava sul fatto che altri …

Le prime crepe nel sovranismo europeo
Attenti Salvini e Di Maio!

18 Dicembre 2018 – 22:30 |

Qualche settimana fa Salvini esaltava come suo modello il premier ungherese Orbán, un sovranista duro e puro, che, a sentire il sovranista nostrano “aveva il consenso del suo paese” grazie alle sue bordate contro gli  immigrati e la sua linea dura contro la UE.
Oggi il governo giallo verde si è ridotto a censurare stampa e TG sotto il proprio controllo perché non si parli delle manifestazioni …

Nuove scommesse italiane sulla Libia

4 Dicembre 2018 – 12:45 |

Non c’è alcun dubbio sul permanere degli interessi italiani in Libia, interessi economici e geopolitici. E non c’è alcun dubbio che qualsiasi governo, di qualsiasi orientamento politico, ne debba tener conto.
Vale la pena di fare un aggiornamento dopo il summit di Palermo.
Nei primi mesi il governo pentastellato si è limitato a una monotematica comunicazione mediatica, forzando l’attenzione sul tema degli immigrati che dalla Libia “invadevano” …

La marcia dei Gilets jaunes

28 Novembre 2018 – 20:30 |

Sabato 17 novembre 280mila manifestanti, riuniti tramite i social network, hanno partecipato in tutta la Francia ad un nuovo movimento di protesta di massa, i Gilets Jaunes, continuata per i tre giorni successivi con 2000 punti di blocco, i più importanti quelli di una decina di depositi petroliferi, ma anche con “operazioni lumaca”, il rallentamento del traffico attuato con lunghe serie di mezzi pesanti e con …

Infinita tristezza – Vita e morte di uno scalpellino anarchico

20 Novembre 2018 – 21:50 |

Tra le tante figure di anonimi rivoluzionari della prima metà del Novecento, Carlo Restelli occupa un posto a parte.
Nato a Rockland (Stati Uniti) nel 1880, da una famiglia originaria di Besano (Valceresio), scalpellino, autodidatta, nei suoi trent’anni di militanza anarchica visse fasi fondamentali del movimento libertario italiano e dell’emigrazione, da Barre (Vermont) a Zurigo, da Clivio a Milano. Venne incarcerato più volte e, pur essendo …

Genova come Vajont – Fatale non è la Natura, ma il Capitale

10 Ottobre 2018 – 19:46 |

Nel 55° anniversario della catastrofe del Vajont, mentre è ancora aperta la ferita del Ponte Morandi di Genova, ripubblichiamo un articolo pubblicato nel 50° del Vajont, che mette a nudo le responsabilità dei grandi gruppi capitalistici – le stesse che emergono dalle indagini su Genova
Vajont – Una frana che non s’è mai fermata
(da: PagineMarxiste n° 34, novembre 2013)
Mezzo secolo rappresenta uno spazio temporale troppo breve …

Il decreto-Salvini: un regalo ai padroni, un doppio regalo alla criminalità organizzata, una coltellata alle lotte di oggi e di domani. Merita una risposta di massa: il 27 ottobre a Roma!

6 Ottobre 2018 – 16:52 |

Dal Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Marghera, riceviamo e volentieri pubblichiamo
Cosa preveda il decreto-Salvini è già noto, forse, a chi leggerà queste righe. Ma lo richiamiamo in breve per mostrare a quali interessi di regime serve questo che è il primo provvedimento di peso del governo in carica, che si è presentato come un governo “anti-sistema”.
Il decreto prevede:

l’abolizione del permesso per …

GLI INTERNAZIONALISTI E LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA

3 Ottobre 2018 – 09:14 |
GLI INTERNAZIONALISTI E LA GUERRA  CIVILE SPAGNOLA

L’Associazione Eguaglianza e Solidarietà
Organizza
GLI INTERNAZIONALISTI E LA GUERRA
CIVILE SPAGNOLA
 

Giovedì 11 ottobre 2018,
nella sede di via Cadibona, 9 Milano
L’attualità degli insegnamenti della guerra civile spagnola
L’afflusso di migliaia di volontari stranieri combattenti
contro la reazione per costruire un mondo nuovo.
I crimini dello stalinismo
 
PROGRAMMA
 
Ore 19.30: cucina benefit, cena solidale
Ore 20.30: intervento su I COMUNISTI ITALIANI E LA GUERRA CIVILE
SPAGNOLA, libro edito da Pagine Marxiste.
Ore 20.50: proiezione FILM

Passati i funerali, i morti del ponte Morandi sono il pretesto per uno scontro sulle future commesse

19 Settembre 2018 – 11:40 |

Come è noto nel capitalismo le grandi disgrazie aumentano il Pil e i profitti.
Dopo le guerre, i terremoti, le catastrofi naturali c’è l’affarone della ricostruzione, la corsa alle commesse e ai finanziamenti di stato. I morti entrano nelle statistiche, i profitti nelle casse di chi ricostruisce.
Nella caterva di polemiche che ha trasformato il crollo del ponte di Genova in una passerella mediatica per politici nel …

Solidarietà internazionalista alla lotta dei compagni e dei lavoratori argentini!

18 Settembre 2018 – 15:47 |

Pagine Marxiste esprime la sua solidarietà internazionalista al compagno Daniel Ruiz ed al compagno Sebastian Romeo, attivisti sindacali e militanti del PSTU argentino. Il primo è detenuto, l’altro è costretto alla latitanza.
Entrambi sono “colpevoli” di essere tra i promotori dell’opposizione operaia al proprio governo borghese. Opposizione tradotta in numerose mobilitazioni e manifestazioni di piazza.
La nostra solidarietà ed il nostro appoggio vanno anche a tutti i …

Appello di Ellwangen: riportare subito Alassa Mfouapon in Germania!

21 Agosto 2018 – 20:45 |

Pubblichiamo la traduzione dell’appello per il ritorno in Germania di Alassa Mfouapon, profugo camerunense ingiustamente espulso dalla Germania.
Chi vuole firmare l’appello può farlo all’indirizzo https://chn.ge/2Pm2HuM.
APPELLO DI ELLWANGEN
Dopo il respingimento brutale, politicamente motivato:
Alassa Mfouapon deve essere immediatamente riammesso e ottenere asilo politico in Germania!
Alassa Mfouapon è stato perseguitato per motivi religiosi in Camerun, paese devastato dalla guerra civile, è fuggito nel 2014 con la moglie e il figlio. …

LA STRAGE DEL SISTEMA

16 Agosto 2018 – 20:34 |

Non è affatto banale imputare alle contraddizioni insanabili del sistema la strage di automobilisti innocenti determinata dal crollo della Torre Ovest e di due campate del ponte di Genova, avvenuto alle 11.50 del 14 agosto 2018. E lo sgombero di centinaia di abitanti dei caseggiati nei pressi del ponte.
Responsabilità individuali e della società Atlantia (controllata dalla famiglia Benetton) certamente esistono e andranno accertate e sanzionate. …

NON CI UNIAMO AL CORDOGLIO SU SERGIO MARCHIONNE

26 Luglio 2018 – 19:55 |

Da giorni, da quando è rimbalzata la notizia sulle condizioni “irreversibili” di salute di Sergio Marchionne, si è scatenata sui mezzi di informazione una buriana mediatica che è possibile osservare solo a fronte di eventi “epocali”.
Non che Sergio Marchionne fosse uno qualsiasi: essere AD di un gruppo internazionale come Fiat-Chrysler mette per forza di cose il personaggio al centro dei riflettori.
Ma, a parte il fatto …

Decreto dignità: un restyling del Jobs Act e un regalino ai professionisti

8 Luglio 2018 – 12:40 |

Fra le ragioni che hanno spinto molti, che prima votavano “a sinistra”, a votare M5S era la promessa di un decreto che abolisse il Jobs Act.
Due erano i punti di sostanza: obbligare a motivare le cause del lavoro a termine per limitare il suo utilizzo ai picchi stagionali e alle sostituzioni, e obbligare al reintegro per licenziamenti senza giusta causa. Niente di tutto questo è …

È un governo trumpista, piccolo, ma pericoloso. Contro cui lottare, senza se e senza ma.

29 Giugno 2018 – 19:21 |

Ha ragione Bannon, lo stratega dell’elezione di Trump alla Casa Bianca: la formazione del governo Lega-Cinquestelle non è solo un fatto italiano, è anche, e forse soprattutto, un evento della politica mondiale perché preannuncia un terremoto in Europa. L’euforia per quello che considera un suo successo personale, lo ha portato a dire: “Avete dato un colpo al cuore della bestia dell’Europa” (si riferisce alla Germania) …

I poveri e i governi dei ricchi

29 Giugno 2018 – 17:45 |

I dati ISTAT mostrano che nel 2017 è aumentata sia la povertà assoluta sia quella relativa.
I poveri  (+ 317 mila) sono oltre 5 milioni, l’8,4% dei residenti.
Nel Nord sono il 7%,al Sud sono il 10,4%, nel Centro sono invece diminuite (al 6,4%).
Nel 2017 le famiglie in povertà assoluta (cioè quelli che non arrivano a un reddito sufficiente per acquistare ciò che è necessario per una …

Trump il Guastatore

11 Maggio 2018 – 08:15 |

Trumps Zerstörungswerk, l’opera distruttiva di Trump, titola la blasonata testata tedesca Frankfurter Allgemeine. Il disfacimento dell’accordo di liberoscambio Transpacifico, l’infanticidio di quello Transatlantico e la ricontrattazione del NAFTA, le tariffe protezionistiche su acciaio e alluminio, la richiesta di riduzione dell’attivo commerciale Cina-USA per 200 miliardi di dollari (sic!), pena 60 miliardi di tariffe doganali, e ora il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano e l’annuncio del …

Macerie di classe

8 Maggio 2018 – 09:30 |

La notte del primo maggio, giorno dei lavoratori, un palazzo di 26 piani in pieno centro a San Paolo prende fuoco e collassa su se stesso come un castello di carte.
Ufficialmente si parla di una vittima, Ricardo, 30 anni, rientrato nel palazzo in fiamme per salvare donne e bambini intrappolati. Ricardo viveva da solo nell’edificio Wilton Paes de Almeida, lavorava in centro a S. Paolo …

Uscito Pagine Marxiste aprile 2018

2 Maggio 2018 – 11:35 |

Il voto e la lotta
La distribuzione sociale del voto
Potere al popolo: una soluzione inadeguata a un’esigenza reale
La bataille du Rail in Francia
Sollevamento anti-regime in Iran. Dopo le “primavere arabe” l’infuocato inverno iraniano vede protagonista il proletariato
Islam 5. L’Iran moderno e le radici sciite
A 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre. La lunga marcia del proletariato
L’OTTOBRE CHE CONTINUA. (Discutendo delle “provocazioni” del libro di Pierre Dardot e Christian Laval: …

BUON COMPLEANNO MARX!

2 Maggio 2018 – 11:17 |

Duecento anni fa, il 5 maggio 1818, nasceva a Treviri Karl Marx. Ancora oggi milioni di persone in tutto il mondo leggono le opere di Marx, ancora oggi una quantità incalcolabile di libri si soffermano sullo studio di questo o quell’altro aspetto del pensiero di Marx e proprio recentemente è uscito anche in Italia un film sui suoi anni giovanili, “Il giovane Karl Marx”. Ancor …

Un nuovo tassello della mattanza imperialista in Siria

14 Aprile 2018 – 19:18 |

Ci risiamo.
Nel 2003 Gran Bretagna Francia e Usa scatenarono la guerra in Irak sulla base di supposte “armi di distruzione di massa di Saddam Hussein”, oggi gli stessi servizi segreti e gli stessi paesi bombardano in Siria in nome di un “attacco chimico” di paternità per lo meno dubbia.
Mentre Russia, Iran e Turchia si stanno accordando sull’assetto-spartizione della Siria, mentre tutti, a partire da russi …

Milano, 26 marzo: ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.

25 Marzo 2018 – 11:40 |

Lunedì 26 marzo a Milano, presidio davanti a Palazzo Marino
ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.
COMITATI IN LOTTA: UNITI SI VINCE

Ogni giorno, persone vengono minacciate di essere sgomberate, ricattate, per paura versano inutilmente dei soldi all’Aler, tramite dei bollettini postali.
Loro lo chiamano “Indennità di occupazione senza titolo” (€ 891.82 bimestrali), soldi che vengono RUBATI alle persone che sperano di essere regolarizzate. Quei soldi sono il pizzo per l’occupazione.
Pizzo pagato …

Gli ultimi anni di Victor Serge (1940-1947)

19 Marzo 2018 – 07:38 |

25 marzo 1941
Dopo più di un quarto di secolo di militanza rivoluzionaria in Belgio, Francia, Catalogna, Russia, Germania, Austria, caratterizzata da carcere, esilio, deportazione, Victor Serge si imbarca sul Cargo Capitaine Paul-Lemerle per raggiungere il Messico, paese che gli ha concesso il visto d’ingresso, ed entra nell’ultima fase della sua travagliata esistenza.
In questa terra messicana, che osserverà affascinato studiandola a fondo, è l’ultimo sopravvissuto, con …