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Con la sollevazione cilena, contro il capitalismo

2 Novembre 2019 – 14:47 |

In Cile continuano le manifestazioni per un radicale cambiamento del sistema, politico, economico e sociale. Il “miracolo economico” liberista, imposto dalla dittatura di Pinochet con una feroce repressione sostenuta dagli USA, è stato un miracolo per i capitalisti (tra cui l’attuale presidente Sebastián Piñera, che ha accumulato 2,8 miliardi di dollari, pari al salario annuo di quasi 600 mila operai), ottenuto a scapito della massa …

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Solidarietà con le proteste popolari in Iraq: dichiarazione dell’Alleanza dei socialisti del Medio Oriente e Nordafrica

24 Ottobre 2019 – 07:44 |

Pubblichiamo la traduzione in italiano, a nostra cura, condividendolo, del comunicato dell’Alleanza dei Socialisti del Medio Oriente e Nord Africa sulle recenti manifestazioni di protesta in Iraq, represse nel sangue con circa 150 morti, delle quali poco o nulla è comparso sui media italiani.

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Le richieste di giustizia sociale e ridistribuzione economica contro le politiche distruttive neoliberiste non possono essere dissociate dall’opposizione al sistema politico a base confessionale. La stragrande maggioranza dei manifestanti continua a denunciare l’islamizzazione e la settarizzazione della vita sociale e politica.

17 ottobre 2019

Dal 4 ottobre sono esplose nuove, enormi nuove mobilitazioni popolari che hanno scosso l’Iraq. Le proteste denunciano difficoltà economiche e sociali e stanno dirigendo la loro rabbia contro le ruberie, la corruzione e la repressione da parte dei partiti borghesi a base confessionale e delle milizie criminali.

L’Alleanza dei socialisti del Medio Oriente e Nordafrica esprime il proprio sostegno alle mobilitazioni popolari in Iraq per la democrazia e la giustizia sociale e contro i detentori del potere a base confessionale e borghesi.

Queste proteste hanno concentrato in particolare la loro rabbia contro la corruzione, la disoccupazione e il decadimento dei servizi pubblici in un paese ricco di risorse che soffre di carenza cronica di elettricità e acqua. I manifestanti hanno saccheggiato e incendiato le sedi di diverse partiti politici a base confessionale.

Secondo le statistiche del governo iracheno, il tasso di povertà estrema è stimato intorno al 22,5 per cento, dato ampiamente ritenuto una sottovalutazione. Altre stime indicano che circa 13 milioni o il 30% di una popolazione irachena totale di 38 milioni di abitanti vive in povertà assoluta. Il paese ha uno dei tassi di partecipazione alle forze lavoro più bassi al mondo e nella regione. Tale tasso rappresenta il 48,7% della popolazione, il 12% delle donne e il 26% dei giovani. L’Iraq è un’economia rentier, che continua a fare molto affidamento sulle esportazioni di petrolio che forniscono circa il 90% delle sue entrate pubbliche e il 58% del PIL del paese. Altri settori produttivi come l’industria manifatturiera non petrolchimica e l’agricoltura sono stati in gran parte trascurati.

L’attuale movimento di protesta si trova principalmente nella capitale Baghdad e nella regione meridionale del paese, che è principalmente sciita. Il Kurdistan iracheno e le aree a maggioranza sunnita del Paese – che hanno subito una vasta distruzione a causa dei molteplici conflitti militari dal 2003 e della guerra contro l’ISIS a Mosul – non hanno ancora aderito a questa ondata di proteste. Tuttavia, negli ultimi anni, in diverse occasioni si sono verificate proteste in Kurdistan con richieste simili contro il governo regionale del Kurdistan (KRG) nel nord dell’Iraq.

Grandi settori del movimento di protesta hanno anche denunciato il ruolo dell’Iran in Iraq cantando “Iran, Iran, Out, Out” e bruciando bandiere iraniane. Dall’invasione e l’occupazione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti nel 2003, l’influenza politica ed economica di Teheran è cresciuta con la collaborazione dei suoi alleati iracheni al potere. Temendo queste proteste, Teheran ha dispiegato sistemi di sorveglianza lungo i suoi confini e rafforzato i suoi apparati di sicurezza.

Allo stesso tempo, gli attori dell’influenza filo-iraniana in Iraq hanno dipinto il movimento di protesta come una “cospirazione”, dando la colpa della violenza a presunti “infiltrati” sostenuti da “nemici stranieri” senza nome. Le milizie statali pro-iraniane delle “Unità popolari di mobilitazione”, note come Hashd al-Sha’bi e il suo ramo politico, Fateh Alliance, si sono opposte con forza all’attuale movimento di protesta e hanno chiesto mezzi repressivi e sanguinosi per mettervi fine.

Il governo iracheno ha reagito in modo violentemente repressivo contro i manifestanti uccidendo più di 150 persone e ferendone almeno 6.000 dall’inizio delle proteste il 4 ottobre. Centinaia di persone sono state arrestate, un numero sconosciuto di loro torturati. I manifestanti sono stati uccisi e feriti dai cecchini tra le forze di sicurezza, che sparano indiscriminatamente sulla folla dai tetti mentre il ministero degli interni nega che le forze governative abbiano sparato direttamente ai manifestanti. Il governo ha anche quasi immediatamente represso la copertura mediatica dall’inizio delle proteste. Gli uffici dei media locali e internazionali sono stati attaccati la scorsa settimana e i giornalisti hanno affermato di essere stati ammoniti dalle autorità di non coprire le proteste. Con Internet disattivato, c’era poca copertura delle proteste in televisione e le persone hanno fatto affidamento su altri mezzi per ottenere filmati e informazioni.

Allo stesso tempo, il governo iracheno ha anche inizialmente annunciato una serie di misure sociali in risposta alle richieste dei manifestanti. Tra queste l’assistenza abitativa e la promessa di costruire 100.000 alloggi, benefici per pensionati e giovani disoccupati. La promessa di nuove costruzioni residenziali è arrivata dopo le decisioni del governo a settembre di distruggere edifici e abitazioni in insediamenti informali in diverse parti del paese in cui tre milioni di iracheni hanno costruito strutture non autorizzate su terreni dello Stato.

Il 9 ottobre il primo ministro iracheno Adel Abdul Mahdi è andato oltre, annunciando un rimpasto di governo, ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale e ha dichiarato che coloro che hanno sparato ai manifestanti sarebbero stati puniti. è tuttavia improbabile che tali misure e proposte di riforma, alcune delle quali sono state riciclate da un pacchetto di riforme proposte dopo le proteste del 2015, passano sedare la rabbia popolare e le lamentele del movimento di protesta.

Nel 2011 e ancora di più dal 2015, l’Iraq ha visto ricorrenti proteste da parte delle classi popolari. Questa nuova ondata di proteste popolari in Iraq dimostra la determinazione di ampi settori della società irachena, in particolare i giovani, tra cui molte donne, a provocare cambiamenti radicali.

Le richieste di giustizia sociale e ridistribuzione economica contro le politiche distruttive neoliberiste non possono essere dissociate dall’opposizione al sistema politico a base confessionale. La stragrande maggioranza dei manifestanti continua a denunciare l’islamizzazione e la settarizzazione della vita sociale e politica. Chiedono uno stato “civile” basato su una cittadinanza inclusiva che riconosca la diversità etnica e religiosa della popolazione irachena.

Il sistema politico settario (a base confessionale), promosso sotto il governo dispotico di Saddam Hussein, è stato ristrutturato e rafforzato a seguito della devastante invasione dell’Iraq del 2003. Questo sistema settario ristrutturato è stato ulteriormente consolidato dalle classi dominanti settarie e borghesi irachene sostenute dall’Iran.

È impossibile immaginare soluzioni ai problemi della democrazia e dell’ingiustizia socioeconomica per la classe operaia irachena all’interno del sistema politico a base confessionale che mantiene e protegge il dominio e i privilegi della classe dominante. Le varie fazioni della borghesia irachena hanno sfruttato la rendita petrolifera per costruire e rafforzare una rete monolitica di clientelismo, nepotismo e corruzione, mentre la maggior parte della popolazione irachena ha continuato a soffrire di povertà e privazioni.

La classe operaia irachena è stata anche ostacolata dalle leggi sul lavoro di Saddam Hussein, che furono tra le leggi del regime di Saddam che rimasero durante l’occupazione americana. Inoltre, le modifiche al diritto societario hanno rimosso il ruolo sindacale nel processo decisionale aziendale. Nel 1987, il regime iracheno aveva riclassificato la maggior parte dei lavoratori iracheni, compresi quelli delle grandi imprese statali, come pubblico impiego, vietando così loro di formare sindacati e contrattare. Nonostante alcune modifiche a gran parte della struttura legislativa irachena, questo decreto rimane in vigore e si sono verificati solo miglioramenti secondari. I dipendenti pubblici non hanno ancora il diritto di scioperare.

Inoltre, le donne irachene si sono opposte alla violenza inflitta loro dalle credenze dominanti tradizionali e misogine, dal governo, dalle milizie settarie fondamentaliste religiose, dagli Stati Uniti e da altre forze di invasione. Dall’invasione del 2003, gli Stati Uniti, che hanno installato il regime settario che governa il Paese, hanno lavorato per minare la Legge progressista sullo stato personale [diritto di famiglia] introdotta da esponenti di spicco femministe e comuniste nel 1959, una legge che sopravvisse persino al brutale regime di Saddam Hussein.

Donne come Tara Fares, Rasha al-Hassan, Hamoudi Al Mutairi sono state alcune delle ultime ad essere uccise in un’ondata di attacchi misogini e omofobi volti a mettere a tacere voci diverse volte a liberare il loro futuro dalla dicotomia degli estremismi. Tra queste voci di resistenza c’è l’artista Marina Jaber, la cui campagna “Io sono la società” rivendicava il ruolo delle donne nello spazio pubblico. Un’altra è l’Organizzazione per la libertà delle donne in Iraq, che dopo essersi opposta all’invasione degli Stati Uniti ha continuato a mobilitarsi in seguito, organizzando proteste contro la violenza domestica a Baghdad, chiedendo alla Corte penale internazionale di perseguire lo Stato islamico per i suoi crimini contro le donne e individui LGBTIQ e costituendo rifugi per donne che fuggono dalla violenza domestica.

Riflettendo queste dinamiche e altro, il celebre slogan dei processi rivoluzionari del M.O. e Nord Africa “Il popolo vuole la caduta del regime” è riemerso in molte manifestazioni, espresso da molte voci.

L’Alleanza dei socialisti mediorientali e nordafricani esprime la sua solidarietà ai manifestanti in Iraq. Denunciamo la repressione violenta da parte delle forze di sicurezza e delle milizie irachene. Sosteniamo l’opposizione a tutte le forme di settarismo religioso, razzismo e sessismo.

Solidarietà con gli oppressi!

Alleanza dei socialisti mediorientali e nordafricani

17 ottobre 2019

La Turchia mette un piede fuori dalla NATO?

18 Luglio 2019 – 19:26 |

E’ alla fine iniziata la consegna alla Turchia dei missili russi S-400, come previsto dall’accordo siglato fra Russia e Turchia a dicembre 2017 (costo 2,5 miliardi di dollari); questo accordo da mesi tiene impegnate triangolarmente le cancellerie di Usa, Turchia, Russia.
In ballo c’è qualcosa di molto più ampio di una controversia su forniture militari.
La strategia di Trump in Medio Oriente fin dall’inizio ha previsto come …

Nessuna soluzione dai governi borghesi per i lavoratori dell’ex-Ilva e i cittadini di Taranto

15 Luglio 2019 – 11:52 |

Il 9 luglio è finito con un nulla di fatto l’incontro al Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) fra Di Maio e i sindacati per scongiurare la Cassa integrazione per 1400 operai dell’ex Ilva di Taranto. Nel frattempo la procura di Taranto chiede di spegnere l’altoforno 2.
Sui lavoratori incombe la minaccia della chiusura dello stabilimento il 6 settembre prossimo; non è una certezza. Mentre è certezza …

ILVA una storia di duro lavoro, sfruttamento, sprechi e collusioni governative

15 Luglio 2019 – 11:50 |

La storia dell’Ilva, in quanto importante capitolo della storia della siderurgia, è specchio di quella dell’industria italiana.
Nasce ufficialmente nel 1905, dalla fusione delle attività siderurgiche del gruppo Elba (Portoferraio), di parti della Terni, della Ligure Metallurgica e della famiglia romana Bondi (Piombino), allo scopo di sfruttare le agevolazioni di una legge per il “risorgimento economico di Napoli”. Nasce all’ombra del protezionismo e grazie a sgravi …

After May – Il punto sulla Brexit

2 Luglio 2019 – 07:17 |

Solo il 23 luglio sapremo chi sarà primo ministro del Regno Unito al posto di Teresa May.
A quella data sarà reso noto il referendum postale fra i 160 mila iscritti del Partito conservatore, in cui dovranno scegliere fra i due “finalisti”: Boris Johnson e Jeremy Hunt.
Coetanei (55 anni il primo e 53 il secondo), Hunt è diventato Ministro degli Esteri del Regno Unito in seguito …

Uscito Pagine Marxiste giugno 2019

24 Giugno 2019 – 11:59 |

(Editoriale) Giochi torbidi
Governo verde-giallo: populismo per i ricchi
Un reddito di… sudditanza
La “Sicurezza” dello sfruttamento razzista
Il diritto penale contro le lotte sociali
Un raggio di lotta su Prato
Milano. La guerra ai poveri di Aler
Elezioni Europee: aumenta la cacofonia
Austria. FPÖ: da nazi a “populisti”
Populismi in Est Europa: il caso Ungheria
Donne e famiglia nella partita sovranista
Algeria in movimento
Sudan in fiamme
Novità editoriale. Fascismo e populismo (di Arthur Rosenberg)

 

La magistratura specchio della società italiana

21 Giugno 2019 – 08:42 |

La magistratura come strumento politico
La magistratura italiana è sempre stata parte dello scontro politico, basta citare Mani Pulite o tutte le vicende dei governi Berlusconi. Dietro l’ipocrita facciata di una magistratura super partes che garantisce l’applicazione di una astratta giustizia legata a superiori principi, c’è la realtà di una giustizia “di classe”, per cui se rubi un melone e hai l’avvocato d’ufficio può capitarti di …

AGADEZ, DA ‘PORTA DEL DESERTO’ A TRAPPOLA PER I MIGRANTI

20 Giugno 2019 – 20:37 |

Riprendiamo un articolo di Le Monde Diplomatique (giugno 2019) che denuncia come l’intervento della UE in Africa “contro il traffico di esseri umani” sia in realtà un intervento contro la possibilità per questi esseri umani di fuggire da situazioni insostenibili in cerca di un futuro migliore: li criminalizza e li mette in mano, più ancora di prima, a organizzazioni criminali, lasciandoli in balìa di sfruttamento …

Patio trasero

14 Giugno 2019 – 12:01 |

La manchette on line della rivista messicana «Proceso» spiega meglio di un trattato la situazione e l’aria che tira in Messico dopo l’umiliante accordo imposto da Trump al proprio patio trasero, che si potrebbe tradurre in “cortile” o “giardino dietro casa”: “Ora sì, come molti temevano e alcuni presagivano, il Messico diventa il cortile degli Stati Uniti. Il luogo in cui lavare gli abiti sporchi, …

La Bestia e le Aranceles

7 Giugno 2019 – 11:13 |

La frontiera tra USA e Messico è sempre più terreno di scontro tra i due paesi. I numeri altissimi e inediti di migranti che cercano di passare il confine, hanno portato nel 2018 alla formazione di numerose carovane composte da centroamericani (in particolare dal cosiddetto Triángulo Norte Honduras – Guatemala – El Salvador), cubani e africani che attraversano il Messico per raggiungere il Nord America.
Al …

Novità editoriale: Arthur Rosenberg, Il fascismo come movimento di massa

19 Maggio 2019 – 11:56 |

Cari compagni, siamo lieti di comunicarvi l’uscita del libro di Arthur Rosenberg IL FASCISMO COME MOVIMENTO DI MASSA. La sua ascesa e la sua decomposizione (1934), inedito in italiano, pubblicato grazie alla traduzione dal tedesco dei compagni del Circolo Internazionalista Francesco Misiano (editori del testo con PM), condotta sull’edizione originale, firmata Historicus per i tipi della Verlagsanst. Graphia, Karlsbad, 1934, nella collana Probleme des Sozialismus. …

Piccoli fascisti crescono

12 Maggio 2019 – 10:23 |

Succede che a Roma, esattamente nel quartiere di Casal Bruciato, una numerosa famiglia rom (padre, madre e 12 figli, di cui 10 minori) si veda assegnare dal Comune un alloggio popolare dopo regolare domanda. Del resto, che volete , la logica delle “ruspe” fatta propria dal vicepremier, ministro dell’Interno e segretario della Lega Matteo Salvini, avrà pur degli “inconvenienti” no? O questi “zingari” li vogliamo …

Resistenza di classe, anticapitalista e internazionalista

25 Aprile 2019 – 07:59 |

 
Oggi scendere in piazza nell’anniversario della lotta contro il fascismo ha un senso solo se si coglie la sua anima anticapitalista, fatta propria da quei proletari che si sacrificarono per abolire le disuguaglianze e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
La nostra “Resistenza” oggi: è quella contro questo governo gialloverde, che ha varato il “Decreto Sicurezza” che sulla falsariga del “democratico” Minniti abolisce la protezione umanitaria per i …

Tripoli bel suol d’orrore

11 Aprile 2019 – 20:14 |

L’offensiva militare avviata dal “generale Haftar” mette allo scoperto un illuminante spaccato delle relazioni internazionali (e interimperialistiche) che smentisce i luoghi comuni e gli schemi preconfezionati, evidenziando l’assenza di un fronte proletario internazionalista.
Doveva esserci una “conferenza di pace” a Ghadames sotto l’egida ONU per arrivare a un governo di unità nazionale. Ma la parola l’hanno presa, in anticipo di una settimana, le armi con l’armata …

Il governo, la maternità e il taglio del bonus Baby sitter

11 Aprile 2019 – 19:41 |

Il governo Salvini di Maio che ha presentato il ddl Pillon “in nome dei bambini”, Salvini che ha sfoggiato assieme ai suoi tirapiedi Fontana Pillon e Bussetti l’adesione al fascisteggiante Congresso Mondiale delle Famiglie (a cui aveva dato il suo sostegno anche Conte prima che qualcuno dei M5Stelle gli tirasse le orecchie), questi sostenitori interessati delle famiglie tradizionali ecc. ecc. ecc. del tutto in sordina, …

Milano 2 aprile: presidio di solidarietà col Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio

29 Marzo 2019 – 12:36 |

Riceviamo e sottoscriviamo l’appello per un presidio di solidarietà il 2 aprile prossimo davanti al tribunale di Milano
Che il 13 dicembre all’alba quasi 200 carabinieri, corredati di elicottero, hanno militarizzato un quartiere popolare per arrestare dei componenti del Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio è ormai storia nota.
Come nota è stata la serrata sequenza repressiva che ha colpito nord e sud Italia in poco più di un …

O TUTTI DENTRO, O TUTTI FUORI!

4 Marzo 2019 – 13:48 |

Balvano 1944, la strage degli affamati
In occasione del 75° della strage di Balvano, riproponiamo il testo pubblicato sul numero 35 di Pagine Marxiste (marzo 2014):

Nella notte tra il 2 ed il 3 marzo di settantacinque anni fa, nelle gole selvagge del fiume Platano in Basilicata, si verificò la più grave sciagura ferroviaria di sempre. Il treno merci 8017, partito da Napoli e diretto a Potenza, …

Bangladesh Gamberetti e jeans, grandi profitti per imprese nazionali e estere Diritti negati e salari da fame per minoranze e lavoratori

18 Febbraio 2019 – 13:30 |

La testimonianza diretta portata in occasione della iniziativa dell’associazione Eguaglianza e Solidarietà “Ribellarsi è giusto” di Luigi Paggi, ha illustrato le condizioni in cui vive una piccola minoranza di “senza casta” del Bangladesh, nell’area costiera del Sunderland, Sudovest del paese, distretto di Khulna, oltre il milione di abitanti. Si tratta dei Munda, considerati e trattati dalla popolazione hindu, ma anche musulmana e cattolica, come gruppo …

La nostra solidarietà ai compagni anarchici di Torino

13 Febbraio 2019 – 13:33 |

Lo sgombero del centro sociale Asilo di Torino, i successivi fermi di polizia e la violenta campagna istituzionale e di stampa contro i militanti anarchici condotta in combutta da Cinquestelle, Lega e Pd, sono una prova in più che è in atto un salto di qualità della repressione giudiziaria e poliziesca – che non ha nulla da invidiare alla brutale caccia ai gilet jaunes scatenata …

Venezuela: contro Maduro e contro Guaidò, opposizione proletaria

7 Febbraio 2019 – 08:02 |

I lavoratori e i proletari venezuelani, che con il Caracazo del 1989 avevano protestato nelle strade contro la propria miseria e la ricchezza dei borghesi, repressi a migliaia nel sangue, riposero speranze nel giovane militare Hugo Chavez, che prometteva una società più giusta. Chavez tuttavia, quali che fossero i suoi propositi, non volendo mobilitare le masse contro la borghesia e contro gli stessi alti gradi …

Dopo la “perfida Albione” adesso avremo la “perfida Marianna”

24 Gennaio 2019 – 17:35 |

L’inasprimento della polemica italo-francese in corso da tempo, stavolta cavalcata da Di Maio, utilizzata da Salvini in precedenza, caricata da Conte di una polemica contro l’asse franco-tedesco,  ha alla sua base una storica rivalità tra l’imperialismo italiano e quello francese, i contrasti di interessi tra gruppi capitalistici dei due paesi nel petrolio, nella cantieristica e in altri settori, e anche il riavvicinamento del governo gialloverde …

BRASILE, 1 GENNAIO 2019

22 Gennaio 2019 – 10:21 |

Jair Bolsonaro (Nickname: Messiah) prende ufficialmente il potere in Brasile il 1 gennaio 2019, giorno in cui “il popolo ha iniziato a liberarsi dal socialismo, dai valori invertiti, dal gigantismo statale e dal politicamente corretto” (1). Il suo discorso al paese contiene tutti gli argomenti che lo caratterizzano anche a livello internazionale: populismo, razzismo, omofobia, ordine e sicurezza, valori cristiani e moralità, il rifiuto delle …

Tramonta il sole sulla Rojava

7 Gennaio 2019 – 13:04 |

Con l’annunciato ritiro delle truppe americane dalla Siria giunge a un epilogo la breve storia dell’indipendenza dei curdi di Siria.
I curdi di Siria, già considerati dei paria in gran parte privi di cittadinanza sotto Assad, avevano acquisito una relativa autonomia quando, all’inizio della guerra civile siriana, il regime aveva ritirato le truppe per schierarle contro le varie armate “ribelli”. Assad contava sul fatto che altri …

Le prime crepe nel sovranismo europeo
Attenti Salvini e Di Maio!

18 Dicembre 2018 – 22:30 |

Qualche settimana fa Salvini esaltava come suo modello il premier ungherese Orbán, un sovranista duro e puro, che, a sentire il sovranista nostrano “aveva il consenso del suo paese” grazie alle sue bordate contro gli  immigrati e la sua linea dura contro la UE.
Oggi il governo giallo verde si è ridotto a censurare stampa e TG sotto il proprio controllo perché non si parli delle manifestazioni …

Nuove scommesse italiane sulla Libia

4 Dicembre 2018 – 12:45 |

Non c’è alcun dubbio sul permanere degli interessi italiani in Libia, interessi economici e geopolitici. E non c’è alcun dubbio che qualsiasi governo, di qualsiasi orientamento politico, ne debba tener conto.
Vale la pena di fare un aggiornamento dopo il summit di Palermo.
Nei primi mesi il governo pentastellato si è limitato a una monotematica comunicazione mediatica, forzando l’attenzione sul tema degli immigrati che dalla Libia “invadevano” …

La marcia dei Gilets jaunes

28 Novembre 2018 – 20:30 |

Sabato 17 novembre 280mila manifestanti, riuniti tramite i social network, hanno partecipato in tutta la Francia ad un nuovo movimento di protesta di massa, i Gilets Jaunes, continuata per i tre giorni successivi con 2000 punti di blocco, i più importanti quelli di una decina di depositi petroliferi, ma anche con “operazioni lumaca”, il rallentamento del traffico attuato con lunghe serie di mezzi pesanti e con …