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Trump il Guastatore

11 maggio 2018 – 08:15 |

Trumps Zerstörungswerk, l’opera distruttiva di Trump, titola la blasonata testata tedesca Frankfurter Allgemeine. Il disfacimento dell’accordo di liberoscambio Transpacifico, l’infanticidio di quello Transatlantico e la ricontrattazione del NAFTA, le tariffe protezionistiche su acciaio e alluminio, la richiesta di riduzione dell’attivo commerciale Cina-USA per 200 miliardi di dollari (sic!), pena 60 miliardi di tariffe doganali, e ora il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano e l’annuncio del …

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Macerie di classe

8 maggio 2018 – 09:30 |

Macerie1La notte del primo maggio, giorno dei lavoratori, un palazzo di 26 piani in pieno centro a San Paolo prende fuoco e collassa su se stesso come un castello di carte.

Ufficialmente si parla di una vittima, Ricardo, 30 anni, rientrato nel palazzo in fiamme per salvare donne e bambini intrappolati. Ricardo viveva da solo nell’edificio Wilton Paes de Almeida, lavorava in centro a S. Paolo come facchino, scaricando i camion di merce cinese a 50 R$ al giorno.

Ma le autorità tacciono sui 44 dispersi tra le macerie.

Nel palazzo vivevano 150 famiglie, 372 persone per lo più immigrati, disoccupati, precari, ambulanti, raccoglitori di roba vecchia e immondizia nelle discariche…occupavano abitazioni in condizioni disagevoli e precarie, adattandole con strutture di legno, nella totale incuria e indifferenza dei servizi sociali e delle istituzioni. Persone che provenivano spesso da altre occupazioni, da altri incendi, da sgomberi e violenze delle forze dell’ordine. Molti venuti a S. Paolo solo per trovare un lavoro e quello che hanno trovato era quasi schiavitù.

In pochi minuti dopo il crollo si attiva una forte rete di solidarietà, coordinata dal MLSM (Movimento de Luta Social por Moradia), che organizzava l’occupazione. Solidarietà che si scontra subito con i canali di raccolta imposti dalla prefettura, che sequestra il materiale, cibo, indumenti , portandoli negli alberghi o nei locali dove si ha intenzione di disperdere le famiglie, ma dove pochissimi accettano di andare, preferendo rimanere uniti nella vicina piazza antistante la chiesa Madonna del Rosario degli Uomini Neri. “Rimanere e resistere”, per non essere cancellati e dimenticati, e dimenticato anche il problema. Rimarranno all’addiaccio, ma ben visibili.

Il presidente Temer si è presentato nel luogo del disastro ma è stato cacciato a forza dalla popolazione presente.

L’ex prefetto e candidato a presidente João Doria (PSDB) si pronuncia  in una sequenza di affermazioni pubbliche volte a stigmatizzare e criminalizzare il movimento degli occupanti, afferma che “l’edificio fu invaso ed una parte di questa invasione è finanziata ed occupata da criminali”. Con lui altre figure istituzionali, i media e la destra, non risparmiano menzogne e accuse a chi occupa per necessità, promettendo pulizia e ordine.

Il palazzo, costruito nel 1961 con destinazione commerciale e abbandonato da sei anni, era di proprietà statale, temporaneamente assegnato alla prefettura. A controlli precedenti si era rilevato fosse in pessime condizioni, ma non è mai seguito un intervento di manutenzione con messa in sicurezza della struttura. Un’inchiesta sulla tenuta ‘strutturale’ dell’edificio, avanzata in seguito ad un sopralluogo dei pompieri nel 2015, era appena stata archiviata a marzo.macerie2

Sono questi accusatori i diretti responsabili del disastro, costoro che premiano la speculazione immobiliare tenendo le case vuote.

Che le cause dell’incendio siano “naturali” per una tale situazione o che siano state provocate, cosa da non escludere vista la zona ad alto interesse speculativo, rimane il fatto che il diritto alla casa è negato in Brasile a più di 6 milioni di famiglie e che molte di questi vengono espulse verso le periferie, segnando un destino sicuro di emarginazione.

A San Paolo il prefetto Doria ha lanciato il programma “Cidade Linda”[città bella]: un piano di gentrificazione con espropriazione ed espulsione degli abitanti nelle zone a maggior interesse speculativo.

La città con il m2 più caro del paese, maggiore di 8000 R$, ha una popolazione di 15.900 senzatetto (dato del 2016), numero in aumento a seguito dell’approfondirsi della crisi, della disoccupazione e degli affitti sempre più alti. Conta 2 milioni di m2 non utilizzati, il 63% di edifici vuoti, il 26% di terreni e l’11% di costruzioni non concluse.

Secondo un rilevamento della stessa prefettura San Paolo ha un deficit abitativo di quasi 1,2 milioni di abitazioni, considerando sia le persone che non hanno una casa sia che abitino in situazioni precarie. Con i fondi impiegati attualmente nelle politiche per la casa ci vorrebbero 120 anni per risolvere il problema. Sono più gli immobili vuoti (7,9 milioni) che le famiglie senza un tetto.

La maggior città del paese presenta dunque tutte le contraddizioni e l’irrazionalità dello sviluppo capitalistico: dalla speculazione dell’1% di proprietari che possiede immobili per il 45% del valore del mercato immobiliare, a centinaia di migliaia

La dimensione del problema

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di famiglie che vivono sul filo del rasoio dell’affitto da pagare, della disoccupazione e della povertà che spingono ad organizzarsi per avere un tetto sotto cui dormire, occupando edifici e terreni. Nel centro di S. Paolo attualmente ci sono circa 70 edifici occupati da circa 4000 famiglie.

Il programma dei governi PT ‘Minha Casa, Minha Vida’ non ha dato alcuna soluzione al problema, che ha continuato ad aggravarsi.

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Povertà assoluta: distribuzione regionale

Popolazione che vive sotto la linea della povertà assoluta (US$ 1,90)

(scala in milioni di persone)

E’ intervenuto principalmente al di fuori delle grandi metropoli, ma è qui il cuore del problema dei senzatetto, e ha costruito ghetti in periferia, in condizioni precarie, al servizio dei grandi costruttori come Odebrecht e Camargo Correia.

Dati del 2015 dalla Fondazione Getulio Vargas su uno studio PNAD (Pesquisa Nacional por Amostra de Domicílios) indicano per il Brasile un deficit abitativo di 7,7 milioni, che si compone in: 3,27milioni per famiglie che non riescono a pagare l’affitto (dal 2009 l’affitto è aumentato del 68% ed è la maggior causa del problema abitativo); 3,22 milioni per famiglie in abitazione promiscua; 942.000 abitazioni precarie; 318.000 in sovraffollamento.

Negli ultimi due anni i tagli ai finanziamenti sull’edilizia popolare hanno aggravato la situazione.  Nel 2017 il governo Temer ha destinato solo il 9% del valore previsto per le politiche abitative.

Lo stato di S. Paolo (dati tra il 2009 e il 2015) conta in assoluto il maggior deficit (1,61 milioni di abitazioni), mentre il Maranhão è in testa per quello relativo, mancano cioè case per il 23,1% delle famiglie. Riguardo alla suddivisione regionale, il Sud è il caso più grave, con -18%, seguito dal Sud-Est (-12%).

Il dramma dei senza tetto è espressione sia della crisi che della guerra sociale contro il proletariato più povero ed emarginato. Vivere in strada o in una casa indegna e con il timore di essere buttato fuori  perché l’affitto è troppo elevato o perché si occupa per necessità, determina  un quadro sociale esplosivo se sommato alle problematiche sociali vissute nello stesso tempo.

La sinistra rivoluzionaria brasiliana sta intervenendo direttamente in molte situazioni di crisi, attraverso movimenti sociali di occupanti o sfollati, denuncia, organizza la resistenza e la difesa delle occupazioni,  lottando per la necessaria espropriazione senza indennizzo degli edifici vuoti, per un piano di opere pubbliche che crei lavoro e un programma di edilizia popolare finanziato con il denaro sottratto al pagamento del debito.

Fonti:  Esquerda Diário 02,03/05/18

            CSP-Conlutas 03/05/18

           Valôr Económico 03/05/18

            El País 03/05/18

Uscito Pagine Marxiste aprile 2018

2 maggio 2018 – 11:35 |
PM45tn

Il voto e la lotta
La distribuzione sociale del voto
Potere al popolo: una soluzione inadeguata a un’esigenza reale
La bataille du Rail in Francia
Sollevamento anti-regime in Iran. Dopo le “primavere arabe” l’infuocato inverno iraniano vede protagonista il proletariato
Islam 5. L’Iran moderno e le radici sciite
A 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre. La lunga marcia del proletariato
L’OTTOBRE CHE CONTINUA. (Discutendo delle “provocazioni” del libro di Pierre Dardot e Christian Laval: …

BUON COMPLEANNO MARX!

2 maggio 2018 – 11:17 |
KM-viso

Duecento anni fa, il 5 maggio 1818, nasceva a Treviri Karl Marx. Ancora oggi milioni di persone in tutto il mondo leggono le opere di Marx, ancora oggi una quantità incalcolabile di libri si soffermano sullo studio di questo o quell’altro aspetto del pensiero di Marx e proprio recentemente è uscito anche in Italia un film sui suoi anni giovanili, “Il giovane Karl Marx”. Ancor …

Un nuovo tassello della mattanza imperialista in Siria

14 aprile 2018 – 19:18 |

Ci risiamo.
Nel 2003 Gran Bretagna Francia e Usa scatenarono la guerra in Irak sulla base di supposte “armi di distruzione di massa di Saddam Hussein”, oggi gli stessi servizi segreti e gli stessi paesi bombardano in Siria in nome di un “attacco chimico” di paternità per lo meno dubbia.
Mentre Russia, Iran e Turchia si stanno accordando sull’assetto-spartizione della Siria, mentre tutti, a partire da russi …

Milano, 26 marzo: ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.

25 marzo 2018 – 11:40 |
Milano mar 2018 5

Lunedì 26 marzo a Milano, presidio davanti a Palazzo Marino
ESISTO/RESISTO quindi RISIEDO.
COMITATI IN LOTTA: UNITI SI VINCE

Ogni giorno, persone vengono minacciate di essere sgomberate, ricattate, per paura versano inutilmente dei soldi all’Aler, tramite dei bollettini postali.
Loro lo chiamano “Indennità di occupazione senza titolo” (€ 891.82 bimestrali), soldi che vengono RUBATI alle persone che sperano di essere regolarizzate. Quei soldi sono il pizzo per l’occupazione.
Pizzo pagato …

Gli ultimi anni di Victor Serge (1940-1947)

19 marzo 2018 – 07:38 |

25 marzo 1941
Dopo più di un quarto di secolo di militanza rivoluzionaria in Belgio, Francia, Catalogna, Russia, Germania, Austria, caratterizzata da carcere, esilio, deportazione, Victor Serge si imbarca sul Cargo Capitaine Paul-Lemerle per raggiungere il Messico, paese che gli ha concesso il visto d’ingresso, ed entra nell’ultima fase della sua travagliata esistenza.
In questa terra messicana, che osserverà affascinato studiandola a fondo, è l’ultimo sopravvissuto, con …

Brasile – LA ‘MODERNIZZAZIONE’ DEL MERCATO DEL LAVORO A SEGUITO DELLA RIFORMA: PIU’ DISOCCUPAZIONE, PIU’ LAVORO INFORMALE E SCHIAVISTICO, PIU’ SALARI DA FAME, MENO SALARIO MINIMO.

18 marzo 2018 – 21:11 |
Riforma del Lavoro e libera negoziazione. “Quale preferisce?”

Una delle menzogne che hanno accompagnato la propaganda a favore della Riforma del Lavoro e di quella Previdenziale è che avrebbero creato lavoro e l’economia si sarebbe da subito risollevata.
Una ricerca IBGE del mese scorso smonta del tutto questa argomentazione, rivelando che nel 2017 in Brasile si registra un aumento della disoccupazione e del lavoro informale. Il tasso di disoccupazione risulta essere del 12,7%, record …

SCIOPERO DEGLI INSEGNANTI DELLA RETE MUNICIPALE DI SAN PAOLO

18 marzo 2018 – 20:58 |

Migliaia di insegnanti della municipalità di San Paolo sono in sciopero dall’8 marzo e manifestano in strada la propria rabbia e opposizione ai progetti del prefetto Doria (PSDB, candidato alle prossime elezioni presidenziali) che mirano a di distruggere l’educazione pubblica e i diritti previdenziali dei lavoratori della scuola, ricalcando la politica neoliberista e reazionaria del presidente Temer.
Nonostante la feroce repressione statale, la mobilitazione si fa …

Rilasciato Reza Shahabi!

17 marzo 2018 – 10:50 |
RezaShahabi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato sulla liberazione di Reza Shahabi, sindacalista iraniano da quasi 8 anni imprigionato per la sua attività sindacale.
Il 15 gennaio scorso a Milano si era svolto un presidio per chiedere la sua liberazione e degli altri prigionieri politici oltre che in solidarietà con le lotte di tutti i lavoratori iraniani.
Celebriamo oggi il rilascio di Reza Shahabi e ci prepariamo per domani
Il Sindacato …

SCONFITTO SULLA RIFORMA DELLA PREVIDENZA, TEMER MANDA LE FORZE ARMATE NELLE FAVELAS DI RIO, MENTRE LA CLASSE LAVORATRICE OCCUPA ANCORA FABBRICHE, PIAZZE E STRADE

5 marzo 2018 – 12:59 |
“giù le mani dalla mia pensione”

Il 19 febbraio, giorno in cui Temer doveva far approvare la Riforma della Previdenza, è stato obbligato a fare il contrario: ritirare dall’ordine del giorno la votazione della Riforma e non riproporla fino alla fine dell’anno.
Il motivo ufficiale che maschera la débâcle del presidente sarebbe l’intervento federale dell’esercito in atto  a Rio de Janeiro, annunciato la settimana precedente dal governo. Secondo la Costituzione non si …

LAVORO ed EMARGINAZIONE NEL BRASILE DI OGGI

3 marzo 2018 – 08:08 |

Forza lavoro
Valor Econômico 29/9/17; Esquerda Diário 28,31/8; 15,18,25/9;2/10/17; CSPConlutas 18/8; 25/9;17/11/17
I brasiliani sono 260 milioni, 104 milioni sono impiegati e disoccupati, la seconda popolazione economicamente attiva nel mondo per dimensione. Secondo IBGE 90 milioni sono occupati, 14 milioni disoccupati. Ma queste cifre non tengono conto di chi non cerca più lavoro e considerano come occupato chi ha lavorato anche solo un’ora la settimana. Se …

Partiti e schieramenti borghesi al voto del 4 marzo

3 marzo 2018 – 07:27 |

La campagna elettorale ha visto la costituzione di tre poli ai quali viene accreditata la maggioranza dei voti: PD con il centro-sinistra, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia per il centro-destra,  e M5S, più un gran numero di formazioni minori. Questi tre poli, ognuno collegato con personaggi dell’industria, del commercio e della finanza, e sostenuto da settori dei media, si candidano a gestire il prossimo …

LA LOTTA PER LA TERRA IN BRASILE

1 marzo 2018 – 07:39 |

Ricerca di Jeferson Choma*
18/11/2016
[estratto dal sito Conlutas; n. e parentesi quadre d.t.]
Molti di coloro che parlavano di espropriazione dei latifondi e difendevano la necessità di una riforma agraria in Brasile oggi hanno abbandonato questo programma, benché il paese abbia mantenuto fino ad oggi – nonostante la propaganda sulla “modernizzazione agricola” – la stessa struttura fondiaria, responsabile della grande concentrazione di terre in mano a pochi …

FUGGIRE DAL VENEZUELA

28 febbraio 2018 – 10:30 |

Riportiamo il sunto di un art. del 26.02.2018 del sindacato brasiliano Conlutas

Una delle conseguenze della crisi venezuelana è l’emigrazione, la fuga dalla miseria e dalla disperazione di una parte della popolazione. L’esodo è iniziato nel 2014, con la crisi economica dovuta al crollo del prezzo del petrolio, ma negli ultimi anni si è approfondita.
Fino a poco tempo fa era indirizzata verso la Colombia, ma …

BRUTALE REPRESSIONE ALLA MARCIA OPERAIA IN VENEZUELA

23 febbraio 2018 – 17:05 |

A fronte della grave crisi venezuelana, lavoratori di più di 60 imprese del settore privato della zona industriale di Valência e di istituzioni pubbliche si sono uniti per realizzare una grande manifestazione. C’erano operai della Ford, Firestone, Pirelli, Barrio Adentro… per rivendicare un salario dignitoso e contro i licenziamenti.

La marcia è stata attaccata brutalmente da polizia e dalle forze di sicurezza dispiegate in quantità smisurata, …

Manifestiamo a Roma il 24

23 febbraio 2018 – 08:32 |
Roma SiCobas

Nel totale silenzio dei media, tutti tesi ad amplificare ogni battuta della sceneggiata elettorale, sabato 24 febbraio il SI Cobas organizza una manifestazione a Roma “Contro sfruttamento, razzismo e repressione! Per un fronte di lotta anticapitalista!” motivando che “Le conquiste e i diritti si strappano con la lotta; in sua assenza il voto non può che portare illusioni e delusioni”.
Nella piattaforma di lotta, obiettivi economici …

Afrin sotto i cingoli turchi e il cinismo delle potenze

21 febbraio 2018 – 17:57 |
Tank turco

Da un mese è in corso l’offensiva turca sul cantone di Afrin, la ridotta curda che insieme agli altri due cantoni della Rojava (Kobane e Jasira) ha dato rifugio a tanti sfollati in fuga dalla morte, non importa se arabi, non importa di quale confessione.
Due isole non certo felici, non certo di un impossibile socialismo cantonale, ma due isole di convivenza tra etnie e religioni …

Pavia: la polizia carica e difende i neofascisti

9 febbraio 2018 – 10:41 |
Pavia antifascismo

AL NUOVO SQUADRISMO FASCISTA SI RISPONDE CON LA MOBILITAZIONE RIVOLUZIONARIA!
I crescenti episodi di squadrismo nazi-fascista (i fatti di Macerata, prima ancora le numerose aggressioni di compagni ed invasioni di sedi solidali, come a Como; ora i pestaggi di Pavia con la copertura puntuale degli organi di Stato…) dimostrano come la politica del “manganello” non sia il ricordo di un lontano passato, ma l’attualità di una classe …

Dopo Macerata, Pavia – Squadracce di Forza Nuova e CasaPound

6 febbraio 2018 – 21:48 |
Svastica scappa

MANIFESTAZIONE CONTRO IL RAZZISMO, L’INTOLLERANZA, LA REPRESSIONE E LA VIOLENZA ISTITUZIONALE
A Macerata un nazifascista avvolto dalla bandiera italiana spara su un gruppo di immigrati per ammazzarli.
A Pavia le squadracce di Forza Nuova e CasaPound aggrediscono con insulti razzisti, minacce di morte e calci e pugni un gruppo di cinque nordafricani sabato sera in pieno centro della città.
Sono sempre più frequenti a Pavia e in tutta Italia queste aggressioni, in …

Un “modello” da prendere con le molle…
(Note al libro di G. La Barbera: “Lotta Comunista. Il modello bolscevico 1965-1995”- Edizioni Lotta Comunista, 2017)

2 febbraio 2018 – 12:05 |
lotta-comunista

Con l’uscita di questo terzo volume (dopo “Lotta Comunista: Il gruppo originario.1943-1952”; “Lotta Comunista. Verso il partito-strategia.1953-1965”) Lotta Comunista cerca di canonizzare la storia del partito “a futura memoria”, creando ad uso interno il mito di un “modello bolscevico” ormai definitivamente insediato nella metropoli italiana.
Anche se nel finale, come lascito, fanno dire a Cervetto: “Vi auguro di sbagliare molto”, praticamente in tutta questa storia agiografica …

MILANO: sabato ore 15 presidio a piazzale Lotto per liberazione prigionieri politici iraniani

31 gennaio 2018 – 11:42 |
Iran-proteste

Anche se nessuno ne parla più, le proteste in Iran stanno continuando in diverse città (venerdì scorso a Shush, ieri lunedì a Khoramabad, Arak, Isfahan, Shiraz, Gorgan.
Uno slogan indicativo di un movimento tutt’altro che sconfitto è quello che da “non abbiamo paura, siamo uniti!” è stato trasformato in: “abbiate paura, siamo uniti!”, nonostante la dura repressione (circa 4 mila arrestati, di cui almeno 10 già …

A PROPOSITO DEL DISASTRO DI PIOLTELLO

28 gennaio 2018 – 18:30 |

Il terribile disastro ferroviario di Pioltello (6,58 del 25 gennaio 2018, deragliamento del treno 10452 Cremona-Milano carico di pendolari, 3 morti e centinaia di feriti) è davvero emblematico rispetto alle contraddizioni di un sistema basato sul profitto.
Da subito la pista seguita per individuare le cause si è concentrata sull’infrastruttura piuttosto che sul materiale rotabile: è stata avanzata l’ipotesi della rottura della rotaia, poi verificata in …

Al lavoro come in guerra: il nemico è in casa nostra

18 gennaio 2018 – 14:19 |
Lamina

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio:
Ancora una volta, ieri a Milano, tre operai sono morti sul lavoro.
Secondo le prime ricostruzioni sembra che i primi due lavoratori – Arrigo Barbieri, 57 anni, responsabile di produzione e Marco Santamaria, 42 anni, elettricista – appena scesi nel locale sotterraneo, profondo due metri, che contiene il …

II. Mecca e Medina dagli Ottomani ai Saud

22 dicembre 2017 – 20:42 |
Muslim pilgrims circle the Kaaba, the cubic building at the Grand Mosque in the Muslim holy city of Mecca, Saudi Arabia, Tuesday, Sept. 22, 2015. In Mecca, the holy site all the world’s Muslims pray toward, the annual hajj pilgrimage began Tuesday with over 2 million faithful gathering to call out in Arabic: "Here I am, God, answering your call. Here I am." (AP Photo/Mosa'ab Elshamy)

Quando si parla di Islam, spesso lo associamo alle immagini di masse sterminate accalcate alla Mecca per i rituali, che durano 6 giorni, cui ogni buon musulmano osservante deve sottostare almeno una volta nella vita. Gli avvenimenti del dicembre 2017 relativi al destino politico di Gerusalemme ci ricordano che anche Gerusalemme, sia pure in subordine a La Mecca e Medina, è un luogo santo dell’Islam.

Il …

I. L’Islam religione degli imperi medievali

17 dicembre 2017 – 20:59 |
PietraNera

Marxismo e Islam: spunti per un dibattito
In un paese che sta diventando multietnico e in cui gli immigrati sono un reparto del proletariato, un marxista si confronta costantemente con le ideologie che mirano a dividere il fronte dei lavoratori. Una di queste in questo momento è il razzismo nella variante dell’islamofobia: ogni islamico è un potenziale terrorista o nella migliore delle ipotesi qualcuno che mette …

Gerusalemme: il dramma palestinese e il cinismo dei governi

13 dicembre 2017 – 08:38 |
TOPSHOT - Palestinian Muslim worshippers shout slogans during Friday prayer in front of the Dome of the Rock mosque at the al-Aqsa mosque compound in the Jerusalem's Old City on December 8, 2017.
Israel deployed hundreds of additional police officers following Palestinian calls for protests after the main weekly Muslim prayers against US President Donald Trump's recognition of Jerusalem as Israel's capital. / AFP PHOTO / Ahmad GHARABLI        (Photo credit should read AHMAD GHARABLI/AFP/Getty Images)

Tempi duri per i palestinesi, a Gerusalemme Est come a Gaza o in Cisgiordania.
A Gerusalemme Est 420 mila palestinesi “residenti permanenti” vivono dal 1967 in una sorta di limbo legale, non sono né cittadini israeliani né cittadini giordani, non godono dei servizi, scolastici o sanitari, devono chiedere il permesso di lavoro come un immigrato anche se sono nati lì da famiglie che risiedono lì da …