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18 Novembre 2019 – 12:19 |

C’è parecchia indifferenza nella sinistra europea e italiana in particolare per le lotte in corso in Medio Oriente, Questo è particolarmente vero per il Libano (le uniche manifestazioni di solidarietà sono venute da libanesi negli Usa). Una indifferenza doppiamente colpevole perché in parte “copre” le responsabilità dell’imperialismo europeo e italiano in particolare, ma anche perché impedisce di capire una battaglia che è componente imprescindibile della …

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Appello: Contro la barbarie capitalistica… uniti si vince!

Inserito da on 22 Luglio 2013 – 07:57

LaLottaPaga UnitiSiVince

Prima assemblea nazionale per unire le lotte operaie e avviare forme concrete di collegamento con quelle di disoccupati e precari.

Lo scorso primo maggio centinaia di operai, precari, e studenti napoletani hanno portato la loro rabbia e il loro malcontento fin sotto il palco di Città della Scienza a Bagnoli, per dire basta alle oramai intollerabili passerelle di quei sindacati (Cgil-Cisl-Uil) corresponsabili al pari di padroni e governo delle politiche di massacro sociale che, con la scusa della crisi, hanno portato alla fame milioni di proletari.

Non si trattato di un episodio isolato, né tanto meno di una semplice “azione dimostrativa”…

In questi due mesi una nuova soggettività di classe ha iniziato a muovere i suoi passi sul terreno della lotta, partendo dalla chiara e totale autonomia dai partiti istituzionali, dai governi nazionali e locali e dal sindacalismo corrotto e sul libro paga dei padroni; una soggettività nata e cresciuta attorno all’esperienza del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat e terziarizzate e che col passare delle settimane ha coinvolto decine di lavoratori, studenti e attivisti nella battaglia contro il piano Marchionne come nuovo “modello” di sfruttamento che i padroni già non vedono l’ora di estendere in tutta Italia, e per il reintegro in fabbrica a salario pieno di tutti i cassintegrati; una soggettività che non si e’ fermata a Pomigliano, ma al contrario ha creato da subito forme di collegamento e di intervento reale in alcune delle principali lotte e vertenze lavorative presenti nel nostro paese: dai lavoratori delle società miste napoletane a quelli del trasporto pubblico locale, dagli operai Irisbus di Valle Ufìta a quelli dell’Indesit di Teverola, dalla Sevel di Val di Sangro fino ad arrivare alla straordinaria e spesso vincente lotta che in tutto il centro-nord vede protagonisti migliaia di operai delle cooperative nel settore della logistica (Esselunga, Ikea, Granarolo, solo per citare le esperienze più note) organizzati nel SI-Cobas.

Ma la solidarietà da sola non basta: per vincere occorre organizzarsi!

Le dimensioni dello scontro impostoci dal fronte padronale e dai suoi reggicoda istituzionali, la repressione, i licenziamenti, le misure disciplinari e cautelari contro chi lotta, ci impongono la necessita’ di superare una volta per tutte le divisioni vertenziali, contrattuali, di categoria e di condizione salariale, e di dar vita a un movimento di lotta unitario e coordinato a livello almeno nazionale contro le politiche di miseria e sfruttamento.

Per giungere a un unità delle lotte che sia reale e non duri solo il tempo di un corteo occorre pero’ avere le idee chiare e sapere come, con chi e per cosa si lotta…

In tempi di crisi e con tassi di disoccupazione alla stelle, le lotte incentrate sulla mera difesa del “posto di lavoro”, sui “contratti di solidarietà” o sulla delega all’avvocato o al giudice di turno del destino dei lavoratori e delle loro famiglie, di arretramento in arretramento, portano inevitabilmente alla sconfitta.

Se questo sistema marcio e putrescente getta ogni giorno migliaia di operai nel baratro della disoccupazione, costringe a una vita di stenti e lavoro nero migliaia di proletari delle metropoli e nega un futuro a milioni di precari allora occorre unire le forze in una lotta che coinvolga tutti questi soggetti con obiettivi chiari ed unificanti:
– reintegro a salario pieno per tutti i cassintegrati e licenziati
– salario garantito per disoccupati e precari
– riduzione generalizzata dell’orario di lavoro: lavorare meno, lavorare tutti

Non è più possibile campare con 700 euro al mese:
i soldi ci sono e sappiamo dove andare a prenderli!

Per avviare un vero percorso di lotta nazionale su questi temi e queste parole d’ordine, vi invitiamo al confronto in una riunione-assemblea il giorno 29 luglio, ore 16, presso l’aula P32 occupata della facoltà di ingegneria a Piazzale Tecchio.

Promuovono:

Comitato di lotta Cassintegrati e licenziati Fiat e Terziarizzate
SI-Cobas nazionale
Coordinamento promotore di un movimento di lotta per il salario garantito
Laboratorio Politico Iskra

Aderiscono:

Resistenza Operaia Irisbus
Si Cobas Fiat Termoli
Comitato Utenti e Lavoratori del Trasporto Pubblico
Comitato di Sostengo ai Lavoratori (Indesit)
Usb Sevel- Val di Sangro
Comitato disoccupati- Torino
Movimento di lotta BSC
Movimento Disoccupati Flegrei
BaFuCa Anema Flegrea
Precari Bros Organizzati
Coordinamento di lotta x il lavoro
Movimento disoccupati zona orientale
Movimento di lotta centro storico
UDN – UDO
Movimento di lotta Pontenuovo
Cobas Astir
Movimento Popolare di Scampia
Mensa Occupata
Collettivo studentesco Labriola
Collettivo studentesco M. Pagano

Comunisti per l’Organizzazione di Classe
Gruppo Comunista Rivoluzionario
Collettivo La Sciloria- Rho
Comunisti Napoli Est
P.Carc – Segreteria Nazionale
Lanterna Rossa- Genova

per info e adesioni:
mail: iskrassociazione@gmail.com
tel: 3391621846; 3397212623

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