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2 Novembre 2019 – 14:47 |

In Cile continuano le manifestazioni per un radicale cambiamento del sistema, politico, economico e sociale. Il “miracolo economico” liberista, imposto dalla dittatura di Pinochet con una feroce repressione sostenuta dagli USA, è stato un miracolo per i capitalisti (tra cui l’attuale presidente Sebastián Piñera, che ha accumulato 2,8 miliardi di dollari, pari al salario annuo di quasi 600 mila operai), ottenuto a scapito della massa …

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[Napoli] Laboratorio Politico Iskra – Comunicato dopo la 4 giorni

Inserito da on 4 Ottobre 2012 – 21:13

Anche quest’anno abbiamo voluto cominciare l’autunno con una grande festa che racchiudesse dibattiti politici, confronti e momenti di aggregazione all’interno del parco Robinson. Dal 27 al 30 Settembre, durante il sessantanovesimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli, durante le quali la città si è liberata del vile e infame regime nazifascista, abbiamo costruito un evento che, nei quattro giorni, ha visto la partecipazione di migliaia di studenti, lavoratori e proletari del quartiere.
COSTRUIAMO L’OPPOSIZIONE SOCIALE E POLITICA

La situazione drammatica nella quale ci troviamo vede i diritti di studenti, lavoratori e disoccupati, sempre più schiacciati dagli interessi e dalle politiche dei padroni. I piani della governance europea continuano a imporre tagli al settore pubblico, aumento della tassazione e dei sacrifici da parte dei lavoratori salariati, licenziamenti, casseintegrazioni, disoccupazione e precarietà dilagante, mentre tasse universitarie e caro libri amplificano la selezione di classe in scuole e università, già attuata a partire dalla riforma Berlinguer. Per questo motivo abbiamo deciso di riempire le giornate di questa festa di dibattiti e confronti con numerose realtà, da Napoli, Firenze, Roma e Torino, da noi invitate.

La composizione molto eterogenea delle platee nei tre diversi dibattiti (come dimostrano il centinaio di persone presenti durante la discussione di Sabato 29) ha rimarcato ancora una volta la necessità della creazione di legami e di percorsi di lotta unitari: contro la devastazione ed il saccheggio dei nostri territori, passando per le centinaia di vertenze campane legate al mondo del lavoro, fino alla lotta unitaria contro il neo-fascismo.

In particolare sono stati accolti dai numerosi presenti (tra cui operai di Pomigliano, lavoratori della Sepsa, della Tirrenia, dell’Astir, Precari della scuola, Disoccupati napoletani ed in particolare i disoccupati e precari del comitato “5 Giugno” del Si-Cobas di Torino) alcuni appuntamenti pubblici che da subito metteranno in pratica quanto detto nei dibattiti: dalla settimana di mobilitazione che si sta lanciando a Pomigliano, alla contestazione al ministro Profumo presente in questi giorni a Napoli, fino alla saldatura dei legami tra utenza e lavoratori nelle battaglie sul trasporto pubblico locale.

Per noi è risultato fondamentale questo passaggio, che ci dimostra come dibattiti pubblici molto allargati, come quello che abbiamo cercato di mettere in campo nella giornata di Sabato, non servono solo a lasciare la testimonianza delle varie lotte che caratterizzano le mobilitazioni di questi mesi, ma danno anche la possibilità di creare quelle minime forme di coordinamento tra realtà in lotta per fare in modo che queste forze si rafforzino l’una con l’altra, in mancanza ancora di quegli strumenti necessari, sia politici sia sindacali, capaci di ricomporre la classe. La sfida che si presenta di fronte ai movimenti sociali e alle realtà politiche è quella di dare continuità ai vari momenti di piazza che, anche numerosi, si creano sul tutto il territorio nazionale (come la data nazionale del 27 Ottobre), costruendo delle piattaforme sul lavoro e su scuola e università che possano ribaltare i rapporti di forza con la controparte, non solo tramite giornate di rivolta campali, ma attraverso reali battaglie rivendicative – autonome ed indipendenti da qualsiasi scorciatoia elettorale.

Uno degli elementi di congiuntura possibile riguarda il salario minimo garantito, inserito in una più ampia rivendicazione di classe, ribadito più volte in assemblea come possibile obiettivo per una campagna unitaria e a lungo termine.

L’unità è ugualmente importante riguardo alla costruzione di argini e di contrapposizioni ai movimenti neofascisti che, proprio in queste fasi di disordine sociale, tendono costantemente ad alzare la testa. Il dibattito di domenica 30, a cui hanno partecipato molti giovani e semplici passanti del parco, ha illustrato bene sia il ruolo dei fascisti dal dopoguerra ad oggi, sia il panorama dei nuovi gruppi nascenti che necessitano di un costante monitoraggio.

Il fascismo infatti non è mai morto, ma continua ad essere il collegamento storico tra istituzioni e grandi poteri economici, perché una reale epurazione e allontanamento di tutti gli impiegati della burocrazia statale vicini al partito di Mussolini non sono mai avvenuti, e perché, dagli anni ’60 ad oggi, sono i figli dei vecchi responsabili di partito a governare l’andamento dei gruppi presenti oggi. Questo bisogna tener sempre presente, poiché è impossibile vedere slegati questi movimenti dall’attuale sistema economico in cui ci troviamo, in quanto è osservabile ancor di più oggi, con la presenza di vecchi dirigenti dell’MSI ai governi centrali o locali, o con il forte legame tra neofascisti e forze repressive, lo strettissimo legame tra questi soggetti e il potere, che utilizza i mazzieri dell’estrema destra come cani da guardia della borghesia e dei suoi interessi. E’ stato un onore inoltre, poter ricevere il contributo di Gennaro Di Paola, uno degli ultimi partigiani ancora in vita, che ci ha portato la testimonianza di alcuni momenti vissuti durante le Quattro Giornate, insieme a quello del Professore, militante e storico Giuseppe Aragno intervenuto in particolare sul legame tra fascisti, potere e forze repressive, insieme alla continuità del personale politico: dalla “democrazia liberale” di Crispi, passando per il periodo fascista mussoliniano, fino alla “democratica” repubblica.

Rimandiamo ad un comunicato a sé le riflessioni riguardo all’assemblea di Venerdì 28 con Domenico Lopresto e Fulvio Ricci incentrata sui temi dell’urbanistica, il problema case, e le tematiche del territorio.
Anche questa volta, nonostante sia ormai da anni che promuoviamo eventi di questo tipo tra Parco Totò e Parco Robinson (riaperto solo grazie alla forte mobilitazione che abbiamo portato avanti negli scorsi anni), sono state assurde le difficoltà incontrate per poter superare gli inconvenienti burocratici per questa festa. Ritardi e disinteressamenti di vario tipo, che hanno portato di fatto a non avere la possibilità di ottenere un palco utilizzabile e a doverci occupare autonomamente della sistemazione del parco, al punto che la mattina di giovedì abbiamo dovuto falciare l’erba con nostri mezzi prima di poter cominciare con il montaggio. Questo è l’ennesimo segnale del disinteresse delle istituzioni municipali e comunali, che in campagna elettorale si fanno fautori di slogan come quello della “democrazia partecipativa” e poi oppongono a realtà autonome e autorganizzate come la nostra ingiustificati cavilli burocratici di ogni genere.

Le rimostranze più assurde ci paiono poi quelle riguardo la pulizia e gli orari dei concerti, dato che chi frequenta quotidianamente il parco, può confermare il nostro livello di attenzione a riguardo. Saremmo i primi, infatti, ad avere un ritorno negativo se dovessimo rompere qualcosa o lasciare discariche a cielo aperto dopo la festa. Come al solito la risposta migliore alle chiacchiere dei burattini del potere è stata l’enorme partecipazione ai dibattiti ed in particolare alle serate. Andando al ribasso sono stati almeno 3000 in totale i presenti nel parco nei quattro giorni, e per questo non possiamo far altro che ringraziare le tantissime persone che quotidianamente supportano le nostre lotte. Siamo convinti che a tutti i partecipanti siano piaciute le serate, che hanno visto performance di grandi musicisti di ogni genere, dal reggae al dub, dal rock al folk, fino alla serata di domenica organizzata dai giovani rapper della scena napoletana.
Questo è un aspetto della festa che non sottovalutiamo mai, perché siamo convinti che oltre all’aspetto politico sia fondamentale utilizzare il parco per garantire degli spazi di socializzazione ed aggregazione nel nostro quartiere, dove il costo minimo dell’ingresso per un concerto supera i 10 euro e l’offerta musicale e culturale è spesso vecchia e ripetitiva. La scelta dell’ingresso gratuito è volta proprio a dare la possibilità ai tanti giovani che vivono questo territorio di poter usufruire di un posto stupendo come il parco Robinson e di poter accedere ad una cultura eterogenea e più accessibile.

Come ogni festa i guadagni, che a stento ricoprono le spese, verranno utilizzati per continuare a tenere aperta la sede di via Enea 19/A, e per poter finanziare le attività che portiamo sul territorio e in tutta la città. Ringraziamo di cuore tutti i compagni, gli amici, i simpatizzanti, i militanti, gli interessati che hanno partecipato a queste giornate, e speriamo di rincontrarli nelle piazze negli importanti momenti di lotta di cui questa festa è stata promotrice.

”Odio gli indifferenti. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Laboratorio Politico Iskra

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