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18 Novembre 2019 – 12:19 |

C’è parecchia indifferenza nella sinistra europea e italiana in particolare per le lotte in corso in Medio Oriente, Questo è particolarmente vero per il Libano (le uniche manifestazioni di solidarietà sono venute da libanesi negli Usa). Una indifferenza doppiamente colpevole perché in parte “copre” le responsabilità dell’imperialismo europeo e italiano in particolare, ma anche perché impedisce di capire una battaglia che è componente imprescindibile della …

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Eni, non vi assolveremo mai

Inserito da on 21 Settembre 2012 – 17:27

 

Pochi giorni fa un tribunale americano, sotto pressione del dipartimento di Giustizia, ha rinunciato all’azione penale nei confronti di Snamprogetti Netherlands società controllata da Saipem (società del gruppo Eni) riguardo alla corruzione di pubblici ufficiali nigeriani. In Nigeria lo ricordiamo, l’ENI è presente dal 1962, anno di nascita della NAOC (Nigerian Agip Oil Co. Ltd.).
Da allora l’Eni ha affondato sempre più le sue sei zampe in Nigeria e nell’Africa in genere.
Nei primi nove mesi del 2006 i profitti netti del gruppo hanno raggiunto i 7,7 miliardi di €, il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2005 e metà della sua attività upstream (esplorazione e produzione) è concentrata nell’Africa settentrionale e occidentale. Non a caso la holding di San Donato Milanese ha investito tra il 2006 e il 2009 una cifra superiore ai 12 miliardi di euro per le sue attività africane concentrate, in particolare, in Egitto (220mila bpe/g –barili di olio equivalente al giorno), in Libia (210mila bpe/g), in Nigeria (161mila bpe/g), in Algeria (85mila bpe/g) in Congo Brazzaville (74mila bpe/g), in Tunisia (15mila bpe/g) e in Angola (160mila bpe/).
Nel perseguire i suoi profitti l’ENI, che ha sempre tenuto nella sua pubblicità a presentarsi come un’azienda benigna, attenta al progresso e ai valori ambientali, è stata brutale come tutte le altre multinazionali.
L’Eni è stata accusata di aver provocato nell’aprile 2005 la demolizione di una bidonville a Port Harcourt, la quale aveva il torto di essere troppo vicina alle installazioni petrolifere del gigante energetico italiano. Un’operazione che ha lasciato 5mila persone senza casa. In modo parallelo il vertice di San Donato Milanese ha sempre sventolato la classifica dell’Agenzia europea di investimenti Standard Ethics, che attribuisce al colosso italiano il miglior rating etico tra le società italiane quotate [cane non mangia cane]. Non basteranno mille tribunali di questo sistema ad assolvervi dai vostri crimini, come non basteranno fiumi di dollari (o di euro) per ripulirivi la faccia.

Combat – Comunisti per l’organizzazione di classe

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