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18 Novembre 2019 – 12:19 |

C’è parecchia indifferenza nella sinistra europea e italiana in particolare per le lotte in corso in Medio Oriente, Questo è particolarmente vero per il Libano (le uniche manifestazioni di solidarietà sono venute da libanesi negli Usa). Una indifferenza doppiamente colpevole perché in parte “copre” le responsabilità dell’imperialismo europeo e italiano in particolare, ma anche perché impedisce di capire una battaglia che è componente imprescindibile della …

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Expo 2015: padroni e Triplice aprono il fronte del lavoro alla “rumena”

Inserito da on 4 Agosto 2013 – 21:53

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Expo 2015: padroni e Triplice aprono il fronte del lavoro alla “rumena” e non retribuito, e lo indicano come “modello” nazionale…
Tocca a noi aprire il fronte di una lotta generalizzata per il salario pieno e per il salario minimo garantito!

Martedì 23 luglio Cgil-Cisl-Uil, Filcams Cgil, Fisacat Cisl e Uil Tucs, insieme all’amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala, hanno firmato un accordo sulla flessibilità del lavoro a termine e sugli stage per l’Expo 2015.

L’ Expo, l’esposizione universale “conquistata” da Milano nel 2008, doveva proiettare (parola dell’allora sindaco Letizia Moratti) ben 4,1 miliardi di euro d’investimento nel progetto. Con un “effetto domino” di altri 11 miliardi per le infrastrutture connesse (autostrade, metropolitane). Per ora la quota di questi investimenti è ferma a 1,3 miliardi: di cui 833 milioni di provenienza governativa, il resto da fondi della Regione, Provincia, Comune, Camera del Commercio…

Ma tutto rimarrebbe bloccato, o clamorosamente ritardato, qualora non venisse una deroga europea al “Patto di Stabilità”. La chiedono all’unisono Roberto Maroni e Giuliano Pisapia ad Enrico Letta, che continua a ritenere l’Expo “il volano della nostra economia”.
L’indotto promesso da qui al 2020 ammonterebbe a 25 miliardi di euro, che “trascinerebbero” con sé 119.000 posti di lavoro.

In tutto questo baillame di cifre, di propositi realizzati a metà, o meno della metà, di bussines colossali rimasti sospesi nell’aria, una cosa concreta padroni-istituzioni e sindacati confederali l’ hanno fatta: aprire il varco per il lavoro sottopagato, precario, e pure non retribuito…

Basta partecipare direbbe De Coubertin. Peccato che qui non siamo alle Olimpiadi e che, con la scusa della “lotta alla disoccupazione giovanile” (disoccupazione provocata dal sistema sociale che questi stessi soggetti difendono) intendono abituare i giovani all’idea che farsi sfruttare è un “privilegio”, e dunque quasi quasi toccherebbe al lavoratore pagare il “datore di lavoro”!!!

Non sono fiabe. Basta andare a vedere l’ Accordo.

Esso prevede da parte di Expo l’assunzione a termine di 835 giovani (che saranno operativi sul sito a cavallo tra Milano e Rho) mediante contratto di apprendistato da 7 a 12 mesi (e qui c’è già decurtazione salariale, in quanto l’apprendistato prevede tabelle orarie inferiori ai CCNL di categoria).

Trecentoquaranta giovani “under 29” parteciperanno ad un corso formativo per il conseguimento di qualifica di “operatore Grande Evento”, “specialista Grande Evento”, “tecnico Grande Evento”.

La domanda terra-terra che viene subito è questa: ok, ma finito il “Grande Evento” che si fa? Si aspetta il prossimo “Grande Evento”? Tutto ciò non ha una vaga somiglianza con con la bolsa retorica fascista delle “grandi opere” di regime?

A partire dal 2014 verranno assunti altri 300 lavoratori (per ruoli di “supporto” o segreteria) e 195 stagisti con un “rimborso” (non si osa pronunciare il termine vero: “salario di merda”) di 516 euro mensili.

Il 10% di queste assunzioni avverranno tra i lavoratori che si trovano in cassa integrazione straordinaria o in deroga, in mobilità o in disoccupazione.

Eppoi, dulcis in fundo, 18.500 “volontari” (in cambio di quale strampalata promessa?) si alterneranno in “attività ausiliarie”, con tanto di maglietta griffata Expo (5 ore al giorno per 15 giorni a turno), prestando gratis la loro attività…

Moderno no?

Il loro impegno, recita il protocollo d’intesa: dev’essere svolto esclusivamente “con uno scopo di partecipazione, solidarietà e pluralismo”.

Che c… c’entrano “partecipazione”, “solidarietà” e addirittura il… “pluralismo” con questa schifezza ce lo devono spiegare gli emeriti “soggetti firmatari” e chi gli sta attorno!

Tutti spudoratamente falsi e mielosi i commenti dei sindacalisti. I quali si vantano di aver aperto percorsi di “stabilizzazione” del lavoro a termine!!!

Il più cinicamente “realista” è, come tutti i padroni, l’Ad Giuseppe Sala, secondo il quale l’intesa “dimostra come si possa flessibilizzare e derogare in materia di lavoro.” (“Il Manifesto” 24/07/’13).

Non a caso questo Accordo si inserisce dentro un quadro in cui il governo tripartisan del “fare”, sta arrivando ad esaudire la richiesta delle imprese (sostenuta a spada tratta da Letta-Giovannini-Sacconi) di abolire la “causalità” dei contratti a termine.

In questo Accordo Expo l’unica “causalità” è quella che devi lavorare e zitto (chi, quando, quanto, per quanto te lo dicono “lor signori”).

Non è un’ altra voragine nella quale far passare gli interessi di padroni, padroncini, burocrati sindacali, malavitosi più o meno politicamente identificabili?

“Il Fatto Quotidiano” del 24/07 azzarda l’idea (affatto azzardata) di una penetrazione molto forte della malavita in questo progetto Expo.
Parlando dei ritardi dei lavori e soprattutto della consegna delle aree per i paesi ospitati, il quotidiano cita l’apertura, da parte della procura di Milano, di un’inchiesta per “turbativa d’asta” verso ditte d’appalto, che si sarebbero accaparrate i lavori con gare “ribassate” di oltre il 40%…

“Dubbi (l’inchiesta sopra citata NDR) che non scalfiscono l’unità nazionale pro-Expo, ostentata oltre le larghe intese. Fino a coinvolgere anche la Lega, per un evento che Maroni continua a definire “mafia free”. Eppure gli interessi della criminalità organizzata ci sono. Nel suo report semestale, il comitato antimafia di Milano… ha raccontato di una notte dello scorso ottobre in cui un camion ha sfondato il cancello di un cantiere, dove è sparito un mezzo. “Tipico metodo di intimidazione mafiosa”, si legge nel rapporto… che diventerà il sito dopo la demolizione dei padiglioni, per ora, c’è solo un grande punto di domanda. Al di là di un grande parco pubblico, il rischio è che i milanesi si trovino con un nuovo quartiere residenziale da oltre 600.000 metri quadri di edifici. Cemento all’insegna di Expo.”

Se questi sono i LORO progetti, i proletari devono darsene degli altri, di segno opposto, aventi come riferimento l’arresto di questa caduta verticale nella precarietà e nella miseria. Sollecitando e organizzando energie, e definendo programmi di lotta che arrivino a mettere in discussione l’attuale modo di produzione e di distribuzione.

L’expo 2015 può essere un’ occasione importante per andare a trovare i giovani che verranno “macinati” da questo nuovo girone infernale del profitto (131 paesi partecipanti). Andare a trovare ed organizzare queste migliaia di giovani proletari che verranno schiavizzati per qualche “pugno di euro” o addirittura messi a lavorare gratis.

Un’occasione per farne un test verso la ricomposizione di classe, chiedendo:
IL SALARIO PIENO PER TUTTI
LA STABILIZZAZIONE PER TUTTI
LA GARANZIA DI SALARIO

Combat – Comunisti per l’Organizzazione di Classe

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