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18 Novembre 2019 – 12:19 |

C’è parecchia indifferenza nella sinistra europea e italiana in particolare per le lotte in corso in Medio Oriente, Questo è particolarmente vero per il Libano (le uniche manifestazioni di solidarietà sono venute da libanesi negli Usa). Una indifferenza doppiamente colpevole perché in parte “copre” le responsabilità dell’imperialismo europeo e italiano in particolare, ma anche perché impedisce di capire una battaglia che è componente imprescindibile della …

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Giornata di lotta contro l’Ikea

Inserito da on 26 Luglio 2014 – 22:00

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Oggi è stata una giornata di lotta contro l’Ikea, contro la sua politica terroristica nelle cooperative della logistica nel suo centro di Piacenza, contro l’ipersfruttamento dei lavoratori; in tutta Italia si sono svolte operazioni di denuncia e di invito al boicottaggio.

Presidi e manifestazioni si sono tenuti davanti o all’interno di molti punti vendita Ikea in tutta Italia.
A Casoria (NA) fuori il magazzino Ikea un gruppo di compagni insieme ai facchini della TNT di teverola (CE) si è riunito in presidio in sostegno dei lavoratori licenziati a Piacenza. L’iniziativa ha riscosso successo anche tra i clienti che si recavano allo stabilimento, i quali non solo si sono fermati al presidio per informarsi e dare sostegno ai lavoratori, ma hanno consegnato, alle casse del magazzino, i cupon posti sotto i volantini in segno di dissenso alla politica terroristica della multinazionale svedese.
A Parma il gruppo di manifestanti provenienti dal picchetto di Piacenza ha manifestato all’interno del megastore, volantinando fra i clienti.
A Roma, Pisa, Milano e Firenze presidi davanti agli ingressi dei negozi.

A Piacenza davanti al centro logistico Ikea si è svolto un picchetto per bloccare l’attività di carico e scarico, a cui hanno partecipato non solo lavoratori dell’Ikea ma anche compagni solidali provenienti da Milano, Bologna e Piacenza. La polizia è intervenuta in forze per tutelare il diritto allo sfruttamento e permettere la violazione delle leggi di tutela dei lavoratori. Ma se davanti a uno dei cancelli il suo intervento ha permesso, l’ingresso dei lavoratori, seppure con qualche difficoltà, negli altri il blocco ha tenuto, innanzitutto per l’adesione dei lavoratori che erano venuti per lavorare ma poi hanno aderito allo sciopero.

Il terrorismo aziendale fa effetto sui lavoratori: molti di loro sono entrati spinti dalla paura di perdere l’impiego. Ma non tutti sono disposti a farsi intimidire: quelli più attivi sanno che alla Granarolo come alla stessa Ikea poco tempo fa i lavoratori, seppur con grandi sacrifici, hanno vinto.

La lotta paga!
Uniti si vince!

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