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2 Novembre 2019 – 14:47 |

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Il beato (comunista)

Inserito da on 31 Ottobre 2016 – 19:50

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“Ci sono volti, tra i cristiani, che in maniera straordinaria fanno trasparire la luce del Risorto e quindi la luce del Paradiso”. “Il suo volto è sereno, i suoi occhi luminosi”, di un “candore evangelico”. Così scrive il giornalista cattolico Antonio Socci, nel suo libro “Avventurieri dell’eterno”, a proposito del volto raffigurato nella foto. Ma negli ambienti cattolici, come le sue se ne trovano davvero moltissime, di citazioni che parlano di quel volto sereno. Il riferimento è al nome che è stato associato a quel volto: Martín Martínez Pascual, sacerdote e martire.

Sacerdote?

Martín Martínez Pascual nacque nato a Valdealgorfa, provincia di Teruel e diocesi di Saragozza (Spagna) nel 1910. Entrò in seminario e venne ordinato sacerdote nel 1935. Nel corso della guerra civile spagnola venne fatto prigioniero, con altri sacerdoti, dai miliziani repubblicani che combattevano Franco; secondo alcune fonti, si consegnò dopo aver saputo che i miliziani trattenevano il padre. Lo fucilarono a Valdealgorfa il 18 agosto del 1936. Le sue ultime parole furono: “Viva Cristo Rey!”.

Martín divenne, da quell’episodio, il sacerdote martire. Ma, soprattutto, di quel martire si conosceva il volto, grazie ad una fotografia scattata nel villaggio di Siétamo, che divenne ben presto un vero e proprio oggetto di culto.

Autore della foto fu il fotografo professionista tedesco Hans Guttman “Juanito” (Colonia, 1911 – Città del Messico, 1982) membro delle Brigate Internazionali. Hans, fuggito dalla Germania dopo la presa del potere da parte dei nazisti, aveva soggiornato in Francia, Grecia, Italia. Simpatizzante comunista, raggiunse la Spagna nel 1936, arruolandosi nella columna Trueba-Del Barrio, rinominata “Carlos Marx”. Combatté tutte le battaglie, e fotografò tantissimo, creando un archivio enorme. Migliaia di foto, su tutte la più famosa, quella della miliziana comunista 17enne Marina Ginestà, Il problema di Hans era che non capiva alla perfezione l’idioma spagnolo, e nella confusione dei combattimenti catalogava le sue numerosissime immagini coi mezzi e i tempi che aveva a disposizione. In una di queste, dove appariva un ragazzo barbuto dal volto sereno, scrisse: “Sacerdote capturado por las fuerzas republicanas, instantes antes de ser fusilado”. Era proprio lei, l’immagine di Siétamo, e il giovane era proprio lui, quello dal volto sereno.

L’immagine venne associata dallo storico Santiago Mata, autore di Holocausto católico, al sacerdote Martín Martínez Pascual; ben presto venne riprodotta in immaginette, santini, calendari, pubblicazioni. Fino ai giorni nostri.

Con simili premesse non poté che arrivare (1995) la santificazione da parte del beatificatore a raffica Giovanni Paolo II: d’altronde chi, meglio di un prete martire, vittima dei feroci comunisti, poteva ambire a quel ruolo? Oltretutto il giovane sacerdote era andato incontro alla morte sereno e perdonando i suoi carnefici. Meglio di così…

All’inizio del 1939, Guttman lasciò la Spagna e si rifugiò in Messico dove diventò Juan Guzmán. Continuò a fotografare. Sue, tra l’altro, alcune foto di Trotsky a Coyoacan, e dello studio intriso di sangue del rivoluzionario bolscevico dopo la piccozzata mortale; sue alcune immagini degli stalinisti che perseguitarono e uccisero Trotsky, da Siqueiros a Mercader.

Nel 1982, dopo la morte di Guzmán, tutto il suo lavoro, almeno 135mila fotografie, venne scoperto e catalogato dalla studiosa tedesca Renata von Hanffstengel. Cinque anni dopo la vedova, Teresita Miranda, vendette tremila negativi all’Agenzia spagnola di notizie Efe.

Tra questi spuntò un negativo: era di quel giovane dal volto sereno. E venne fatta la scoperta: non era affatto il sacerdote fucilato a Valdealgorfa, come Hans aveva scritto nella didascalia a corredo della foto.

Era un miliziano comunista tedesco.

Le prove le fornirono altre foto, scattate qualche giorno più tardi, nelle quali (vedi l’immagine qui in basso) questo stesso giovane appariva insieme ai suoi compagni con la tipica salopette che indossavano allora i combattenti repubblicani.

Quindi, i bigotti di mezza Europa hanno adorato per oltre mezzo secolo le immaginette consacrate di un presunto martire che invece era comunista e dunque con buone probabilità pure ateo …

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