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18 Novembre 2019 – 12:19 |

C’è parecchia indifferenza nella sinistra europea e italiana in particolare per le lotte in corso in Medio Oriente, Questo è particolarmente vero per il Libano (le uniche manifestazioni di solidarietà sono venute da libanesi negli Usa). Una indifferenza doppiamente colpevole perché in parte “copre” le responsabilità dell’imperialismo europeo e italiano in particolare, ma anche perché impedisce di capire una battaglia che è componente imprescindibile della …

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Il COMITATO PRECARI E DISOCCUPATI DI PAVIA CONTINUA CON DETERMINAZIONE LA SUA LOTTA

Inserito da on 28 Aprile 2017 – 15:17

Continuano i contributi del Comitato disoccupati e precari di Pavia

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In Consiglio comunale ci aspettavano, stavolta. La maggior parte delle altre volte no.

Lo avevamo pubblicizzato dal palco del 25 aprile, parlando dei 5 milioni di euro rimasti, che sarebbero stati redistribuiti tra mille rivoli appunto nel seguente consiglio comunale, mentre molti sarebbero rimasti inutilizzati.

 

Quella delle irruzioni in consiglio comunale è una pratica che abbiamo spesso adottato.

Con la giunta di destra erano denunce continue per interruzione di pubblico servizio, di cui ora paghiamo i processi in corso; spesso vi piantavamo dentro le tende e la polizia ci malmenava, togliendo tutto.

Ci importava urlare le rivendicazioni e la realtà degli sfratti, dei senza tetto, delle case popolari non consegnate, di quelle inagibili, di quelle indegne da abitare, degli affitti e bollette impossibili, di una politica abitativa inesistente, delle truffe e dei furti dell’ALER, della chiusura su auto-manutenzione, aiuti all’affitto (si danno solo ai proprietari di casa), moratoria, requisizioni…170428_comitato Pavia7 170428Comitato Pavia2

Ora a queste rivendicazioni abbiamo aggiunto i problemi della disoccupazione e precarietà, denunciando l’assenza e il disinteresse politico, l’oscena politica dei servizi sociali, delle borse lavoro e dei voucher, il tentativo di dividerci (italiani contro immigrati, morosi contro minori non accompagnati, ecc.), rivendicando trasporti e sanità gratuiti, istruzione, alimenti a prezzi calmierati, sostegno alle bollette….e un lavoro dignitoso: non precario, niente voucher, garantito da diritti, contratti e condizioni di lavoro adeguate, ecc.

Stasera nel Comitato c’è stato un buon dibattito su quanto accaduto ieri.

Uscendo dal Municipio uno di noi ha detto: “sono un partito unico”. Una realtà dimostrata, semmai ce n’era bisogno, dai gesti soddisfatti, bipartisan, gli abbracci e le pacche sulla schiena tra gli scranni.  Certo li abbiamo messi in difficoltà. Era la prima volta nella storia che si chiedeva il voto palese, che alla fine sono riusciti ad evitare, ma erano ugualmente in fibrillazione. Il sindaco ci ha rivolto un discorso molto arrogante sciorinando frasi ideologiche come: “se per voi la proprietà è un furto e volete requisizioni tutte subito … allora non può esserci dialogo”.

Il PD ha dichiarato esplicitamente che l’assistenza (che non è quello che chiediamo principalmente, che sono interventi strutturali e politiche abitative e del lavoro adeguate all’emergenza) non è prioritaria per loro. Prioritario è lo sviluppo, che si avvia con investimenti, aiuti all’imprese, attrattività finanziaria, e soprattutto lavori pubblici: il circolo virtuoso (espressione più volte ribadita) che porterà benessere per tutti.

Con un lungo intervento, un consigliere PD per i lavori pubblici ha percorso la filiera dai finanziamenti alle ricadute positive senza mai citare i soggetti della ricchezza prodotta: i lavoratori. Lavori pubblici che andrebbero in appalto a cooperative, naturalmente, scelte per i vantaggi di prezzi competitivi sul mercato…quindi “per beneficio di tutti”!

Anche il M5S ha votato a favore dell’ordine del giorno-inciucio finale, giustificandolo come una breccia aperta per interventi in campo sociale che siano d’ora in poi strutturali.

Nessuno ci crede, ovviamente, ma sappiamo che anche lui gioca il suo gioco tra le parti.

Stasera su questo abbiamo riflettuto e concordato su tutto, per aprire nuove prospettive di lotta.

Fermo restando che l’interlocutore istituzionale sarà sempre presente e sollecitato, abbiamo deciso di aumentare la pressione ponendoci l’obbiettivo di riempire le piazze, raggiungere quei 7000 disoccupati e non si sa quanti precari del comune di Pavia. Stanarli dalla paura di perdere quel poco che hanno e dalla vergogna. Ogni persona si renderà responsabile di portare almeno 5 persone nuove, poi altre 5, ecc., ad esempio. Poi volantinaggi porta-porta, attacchinaggi, assemblee di quartiere…

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E poi contattare lavoratori di supermercati per avere l’appoggio nelle irruzioni nei supermercati al fine di ottenere prezzi calmierati di alimenti per disoccupati e precari. Ne abbiamo già individuato uno, in centro, dove cercheremo di collegarci ai lavoratori sui problemi che stanno affrontando con la direzione.

Agiremo sulle farmacie, le biblioteche, le scuole.

Sui trasporti la pressione tornerà in comune, per strappare un accordo con Line e altre aziende di trasporto.

Questo è un programma vasto e a lungo termine. Iniziamo.

I rapporti con quest’amministrazione sono sempre stati pessimi e conflittuali. Ci chiudono le porte in faccia, si chiudono dentro, non si fanno trovare, ricattano le famiglie dicendo che se continuano a frequentarci non otterranno nulla, se invece…e così via. Noi non risparmiamo loro nulla, e prova ne sia che otteniamo sempre più il blackout della stampa locale, totalmente asservita all’amministrazione e alla questura.

Ai picchetti arriva sempre uno sproposito di forze dell’ordine. Il prefetto è irremovibile: per lui siamo dei terroristi che violano la legge…e ora anche il decoro urbano. Non ha nemmeno concesso la moratoria invernale degli sfratti che il precedente prefetto aveva dato.

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