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18 Novembre 2019 – 12:19 |

C’è parecchia indifferenza nella sinistra europea e italiana in particolare per le lotte in corso in Medio Oriente, Questo è particolarmente vero per il Libano (le uniche manifestazioni di solidarietà sono venute da libanesi negli Usa). Una indifferenza doppiamente colpevole perché in parte “copre” le responsabilità dell’imperialismo europeo e italiano in particolare, ma anche perché impedisce di capire una battaglia che è componente imprescindibile della …

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Oggi sciopero dei lavoratori della scuola

Inserito da on 10 Ottobre 2014 – 06:00

Secondo sciopero nella scuola oggi 10 ottobre contro il progetto di riforma del governo. Noi ci auguriamo il pieno successo di questo sciopero. Se il progetto governativo sulla “buona scuola” andasse in porto e diventasse legge la condizione degli insegnanti peggiorerebbe in modo drastico.
Purtroppo ci sembra di osservare un livello di mobilitazione ancora troppo basso tra i lavoratori del settore che, a parte alcune scuole in alcune città, rimangono ancora passivi in attesa degli eventi.
Per questo motivo ci sembrano significativi episodi, anche se purtroppo ancora circoscritti di lavoratori che si cominciano ad autoorganizzare, al di là delle sigle sindacali di appartenenza e a elaborare piattaforme che riassumono e tengono in considerazione gli interessi di chi nella scuola ci lavora.
Per questo pubblichiamo l’appello di un gruppo di insegnanti autoconvocati e un divertente filmato che in maniera scanzonata rivela la vera natura della riforma governativa, lo pubblichiamo anche se da comunisti riteniamo un’illusione, quella espressa nella parte finale del filmato, che la scuola  nella società capitalistica possa mai essere “libera, laica e democratica”.

APPELLO: Per il Rilancio dell’iniziativa delle Lavoratrici e dei Lavoratori della Scuola

Con questa lettera aperta vogliamo lanciare un appello a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici della scuola perché crediamo che  non sia più possibile assistere inerti al peggioramento della situazione scolastica e delle condizioni di chi ci lavora e ci studia. Crediamo che su tre grandi questioni oggi sia possibile una risposta  unitaria del mondo della scuola.

1)  IL CONTRATTO
Tutti i dati statistici parlano di un evidente impoverimento di fasce sempre maggiori di lavoratori e lavoratrici e di un sempre maggiore arricchimento delle fasce più abbienti della popolazione.
Nel settore scuola da calcoli Istat in 20 anni abbiamo perso 1/3 del nostro potere d’acquisto cioè l’equivalente, calcolato sullo stipendio medio minimo, di circa 400 euro mensili. Il contratto è scaduto dal 2009 e di rinnovo neanche si parla con un blocco previsto almeno fino alla fine del 2017. Nel frattempo in modo unilaterale i governi attribuiscono sempre nuovi carichi di lavoro al personale docente dichiarandone una presunta obbligatorietà (Invalsi, Bes, registri, ecc) e al personale Ata (diminuzione degli organici, mancato riconoscimento delle posizioni stipendiali, ecc)
Contestualmente nelle scuole le risorse disponibili diminuiscono  drasticamente di anno in anno e molti dirigenti scolastici, con la pretesa  applicazione della legge Brunetta, tendono ad aumentare a dismisura pratiche autoritarie decidendo autonomamente incarichi e retribuzioni, ignorando le competenze delle rappresentanze sindacali, degli organi collegiale e delle assemblee Ata.

Proponiamo
– immediato riconoscimento salariale (almeno 200 euro)
– salvaguardia integrale degli scatti di anzianità e delle posizioni economiche
– salvaguardia della parte normativa del CCNL e ritiro delle disposizioni della Brunetta.

2) IL PRECARIATO
Le condizioni del personale precario sono sensibilmente peggiorate negli ultimi anni a causa della draconiana politica di tagli perseguite da tutti i Governi. Per molti precari della scuola l’assunzione a tempo indeterminato è divenuta un miraggio, ed in molti casi, a causa dell’eliminazione d’intere classi di concorso (vedi emblematicamente la storia dell’arte), la prospettiva dell’assunzione si è trasformata drammaticamente, dopo molti anni d’insegnamento nell’incubo della disoccupazione. L’estensione a dismisura dell’utilizzo del personale precario rispetto alla politica delle assunzioni ha favorito un eccesso di ricattabilità nei confronti di tutto il personale della scuola e di frammentazione delle condizioni di lavoro e dei diritti dei lavoratori stessi. Per questo motivo la lotta storica  per l’assunzione a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti dopo tre anni di lavoro – diritto riconosciuto anche da una sentenza della Corte Europea – rappresenta un elemento di ricongiunzione e di difesa di tutto il personale della scuola che in tal senso perderebbe quel carattere di frammentazione e disparità di diritti che oggettivamente lo indebolisce. La proposta di reclutamento sulla base della chiamata diretta, poi, oltre a rappresentare un potentissimo strumento di ricatto nei confronti del personale precario da parte dei dirigenti scolastici, accelererebbe il processo in atto di privatizzazione delle scuole con conseguenze gravissime per la scuola. Non dimentichiamo i danni già provocati dalle varie esternalizzazioni dei servizi alla persona (mense, pulizia, assistenza, ecc).

Proponiamo
– Immissione in ruolo dei precari su tutti i posti vacanti
– Equiparazione dei diritti contrattuali (stipendio, malattie, ferie, permessi)

3) LE PROPOSTE DI RIFORMA
Il neo ministro Giannini ha immediatamente dichiarato le sue intenzioni: riforma degli Organi Collegiali, chiamata diretta dei docenti da parte del Dirigente Scolastico, taglio di un anno del percorso scolastico, aumenti solo in base al merito, ecc.
Noi diciamo  un chiaro NO a tutte queste proposte che tendono a decretare un peggioramento dell’offerta formativa, un aumento del conflitto tra lavoratori/trici. Su questi punti chiediamo a tutte i colleghi e le colleghe di dare la loro adesione e di creare un collegamento in rete.  Infatti prendendo atto della mancanza  di iniziativa congiunta da parte delle OOSS pensiamo si debba pensare ad una mobilitazione che parta unitariamente dal basso dalle scuole stesse

Per aderire all’appello scrivere a: autoconvocati.scuola@gmail.com.

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