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8 Febbraio 2020 – 11:31 |

In attesa dell’accertamento delle responsabilità individuali, riceviamo da un compagno ferroviere questa lucida denuncia del ruolo avuto nella dinamica dell’incidente dalla separazione tra infrastruttura e trasporto – un fatto economico, la scelta di fare delle ferrovie un business capitalistico per la produzione di profitto.

Già all’alba del 6 febbraio, mentre correva la notizia del disastro di Livraga AV (treno 9595, ore 5,35 del 6 febbraio 2020), …

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[Viterbo] Liscia, gassata o avvelenata?

Inserito da on 5 Gennaio 2013 – 11:06

[link all’iniziativa riportata sul giornale]

Dal 1° gennaio è scaduta la deroga, concessa dalla comunità europea, sulla concentrazione di arsenico nell’acqua; ora ufficialmente l’acqua non è potabile. Nonostante già da tempo l’acqua fosse avvelenata l’unica soluzione trovata dalle istituzioni è stata l’installazione di fontanelle A PAGAMENTO; non sarebbe stato più logico dotare la rete idrica di un dearsenificatore alla fonte?
Ad oggi noi paghiamo l’acqua tre volte:
– Sulla bolletta della Talete (ladri), dove una percentuale rappresenta la tassa per la potabilizzazione, che di fatto non avviene.
– Alle fontanelle, con una tessera prepagata, in fila come nel medioevo! ( e poi, chi sono i gestori?)
– In salute, visti i danni causati da questo metallo pesante, con l’aumento di malattie gravi e tumori, come evidenziato da uno studio epidemiologico dell’Aprile 2012.

L’acqua, nella società capitalista, è una merce come le altre e come tale viene trattata, alla faccia di presunti e decantati “beni comuni”, infatti le più grandi aziende municipalizzate sono quotate in borsa dove diventa sottilissima la distinzione tra società controllata dall’azionista pubblico o privato: tutti e due si muovono per il profitto.
Le stesse società non quotate, con partecipazione minoritarie dei priivati, hanno amministratori delegati con precisi obblighi di bilancio.
Vogliamo dire che per rendere sul serio l’acqua pubblica “bene comune” dovrebbe essere privata di ogni valore economico, cioè dovrebbe essere sottratto al mercato.
Questo è materia di una rivoluzione sociale, non di firme e referendum.

Anche in questo caso lo Stato, nella sua funzione di garante dell’ordine vigente, socializza le perdite e privitazza i profitti e come nell’istruzione o nella sanità (si noti la privatizzazione e delocalizzaizone del serivizo mensa dell’ospedale belcolle) a pagare sono sempre i soliti.

Cittadini lungimeranti hanno già scelto di non pagare la bolletta. Rafforziamo ed estendiamo questa pratica.
Solo la lotta paga!   

      
Combat -Comunisti per l’Organizzazione di Classe

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