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10 Novembre 2020 – 21:17 |

Centinaia di milioni di persone in USA e nel mondo non vedranno più ogni giorno in TV quella chioma rossa costata 800 mila dollari sopra quel volto da mastino sparare veleni contro gli immigrati, contro le donne, contro la natura, contro tutto ciò che non è American. Questo populismo rozzo e becero di un pescecane cresciuto con le speculazioni immobiliari che si atteggia a patrono …

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Al confine tra Turchia e Grecia: se non è guerra neo-coloniale agli emigranti/immigrati questa, quale lo è?

Inserito da on 6 Marzo 2020 – 14:41

Dai compagni di Cuneo Rosso di Marghera riceviamo e pubblichiamo il testo che segue in merito alla guerra agli emigranti dal Medio Oriente e dall’Africa, condividendone appieno i contenuti.

Da giorni, ai confini di terra e di mare tra Turchia e Grecia è in atto un altro capitolo della guerra dell’Unione Europea e dell’Italia agli emigranti dal Medio Oriente e dall’Africa.

Delle brutalità e infamie di questa guerra ci arriva solo qualche frammento che è appena la punta dell’iceberg: sappiamo di due ragazzi uccisi negli ultimi giorni dalla polizia greca, di un bambino morto a Lesbo; sappiamo di attacchi omicidi in mare di questa stessa polizia alle povere imbarcazioni degli emigranti a rischio di affondarle; sappiamo di spedizioni punitive contro di loro (e contro qualche giornalista testimone scomodo) organizzate dai fascisti di Alba Dorata, forza di complemento degli apparati repressivi democratici; sappiamo di un clima di intimidazione e repressione estremo anche nei campi profughi e attorno ad essi, che sta portando a respingimenti di massa di siriani, afghani, pakistani, e altri profughi di guerra, in violazione non solo del diritto internazionale (la cosa non ci sorprende affatto), ma anche delle norme non scritte del “diritto del mare” prodotto dai pescatori e dai marinai.

Saviano ed altri concentrano le loro denunce contro il “criminale Erdogan”, che cinicamente gioca il destino e la vita di centinaia di migliaia di profughi medio-orientali sul tavolo della spartizione della Libia. Ma, senza abbonare nulla ad Erdogan e al carattere reazionario delle velleità e manovre militari turche in Libia, in Siria, in Kurdistan, massima – è per noi – la criminalità dei suoi mandanti: l’Unione europea e – in essa – l’Italia del governo Conte bis e della sua opposizione di destra, pienamente solidali in questo genere di crimini anti-proletari. L’ex-ministro della difesa tedesca e attuale presidente della Commissione europea Ursula van der Leyen, in visita al confine greco-turco, ha predicato ieri “sangue freddo” (il sangue freddo dei killer di professione) e proclamato la Grecia “scudo” dell’Unione europea contro le minacciose orde dei barbari alle porte, fuggitivi dalle guerre e dai disastri generati anche dall’Unione europea. E, insieme a medici, equipaggiamenti, tende, etc., ha assicurato alla Grecia ciò che più conta in queste faccende: sei pattugliatori costieri, due elicotteri, un aereo, imbarcazioni off-shore e almeno altre cento guardie di frontiera. In tempi di vacche magre anche per il bilancio europeo, i fondi per aumentare le dotazioni di Frontex, la polizia di frontiera, non mancano mai. Le priorità restano priorità, e questa guerra agli emigranti/immigrati che ha fatto in vent’anni almeno 30.000 morti nel Mediterraneo e il doppio nel Sahara è una delle priorità intoccabili del capitale europeo non solo e non tanto come arma di distrazione di massa, quanto per comprimere indefinitamente il valore della forza lavoro e spaccare il fronte dei lavoratori lungo linee nazionali e “razziali”.

Per parte nostra, troviamo di una sconcertante ingenuità o di un irriducibile conformismo legalitario quanti, pur denunciando questa catena di orrori, continuano a nutrire speranze in un cambio di rotta della Unione europea, o – almeno – di un’azione di interdizione a questa guerra da parte del parlamento europeo, del Consiglio di Europa, della Corte europea dei diritti dell’uomo, della Corte di Giustizia UE del Lussemburgo, della Corte penale internazionale, o in un ruolo improvvisamente “umanitario” di Frontex o, almeno, nell’apertura di quegli striminziti corridoi umanitari che non risolvono se non casi individuali, e beneficiano più i loro padrini che i pochissimi richiedenti asilo coinvolti. La politica UE/italiana della esternalizzazione delle frontiere e del terrore contro gli emigranti per addomesticarli prima del loro ingresso in Italia e in Europa, non potrà essere battuta dall’invocazione di articoli delle convenzioni internazionali, che sono carta straccia per i loro stessi estensori; potrà essere battuta solo dalla lotta unitaria degli emigranti e dei proletari e militanti autoctoni pronti a battersi al loro fianco.

E’ quanto sosteniamo da anni nelle nostre analisi e nella nostra azione militante, e abbiamo argomentato per esteso nel n. 3 della nostra rivista, le cui 21 tesi conclusive sono state riprese e tradotte di recente in spagnolo e in francese dal blog internazionalista argentino https://pasadoypresentedelmarxismorevolucionario.home.blog/

4 marzo

Il Cuneo rosso – com.internazionalista@gmail.com
Piazza Radaelli 3, Marghera

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