In Polonia insorgono i minatori

Duri scontri con la
polizia: alla base della protesta i tagli al sistema
previdenziale

VARSAVIA • La protesta dei minatori polacchi è arrivata ieri fino alle
porte del Parlamento. Il cordone della polizia ha impedito che i 5.500
manifestanti ( 8mila secondo altre fonti) varcassero le soglie della
Sejm, ma non ha potuto evitare gli scontri, violenti: almeno undici
persone, per lo più poliziotti, sono rimaste ferite e una cinquantina
di minatori sono stati arrestati.
A scatenare la loro rabbia è la decisione del Governo di abolire dal
2007 il sistema previdenziale che consente ai lavoratori del settore
carbonifero di andare in pensione dopo 25 anni di attività,
indipendentemente dall’età.

Il Governo
sostiene che tale meccanismo costerebbe allo Stato 26 miliardi di zloty ( 7,65
miliardi di dollari) nei prossimi cinque anni, un onere troppo gravoso per un
bilancio pubblico che ha un gran bisogno di misure di risanamento per poter
aspirare all’ingresso nella zona euro.(sic! NDR)

Ma i minatori non ci stanno e si
rifiutano di rientrare nel normale meccanismo previdenziale che consente di
andare in pensione solo a 65 anni. « Dopo 20 anni di lavoro in fondo a una
miniera siamo dei relitti umani: pochi di noi sopravvivono dopo i 65 anni » , si
è sfogato con i giornalisti uno dei manifestanti.
Il presidente del
Parlamento, e favorito numero uno per le elezioni presidenziali di ottobre,
Wlodzimerz Cimoszewicz, pur respingendo le richieste dei minatori, ha proposto
di sottoporre alla Sejm una versione dello schema previdenziale meno dispendiosa
per lo Stato, che consentirebbe di tagliare gran parte dei costi.
Non è un
caso che le richieste dei minatori si siano fatte così pressanti ora: questa è
l’ultima settimana di lavoro del Parlamento prima delle elezioni politiche del
25 settembre, e negli ultimi tempi non sono mancati i provvedimenti dal chiaro
sapore pre elettorale, come l’aumento dei salari minimi. Di qui la speranza dei
lavoratori del carbone di strappare qualcosa ai partiti politici dell’attuale
Parlamento.
Anche perché nel prossimo, stando ai sondaggi, la sinistra
dovrebbero perdere consensi, mentre Piattaforma Civica, forza politica di centro
d’ispirazione liberale, viene vista come un probabile membro della futura
coalizione di Governo
. Uno dei suoi cavalli di battaglia è l’introduzione di
un’aliquota unica del 15% per l’Iva, per le persone fisiche e per le imprese,
una riforma molto in voga nell’Europa dell’Est. Ma non sembra esserci spazio per
le rivendicazioni dei minatori

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