Editoriali »

19 Agosto 2020 – 19:09 |

Pubblichiamo il Comunicato Commissione Internazionale SI Cobas
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Il SI Cobas segue con partecipazione e augura successo al grande movimento di protesta bielorusso che chiede con forza la caduta del regime. Di fronte alla dura repressione delle prime proteste da parte delle forze dell’ordine, il movimento non solo non si è piegato, ma si è esteso a centinaia di migliaia di persone, costringendo il governo a rilasciare …

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LAVORARE FINO ALLA MORTE (con la nuova previdenza) O FARSI SFRUTTARE E INDEBITARSI PER TUTTA LA VITA PER AVERE UNA PENSIONE MISERABILE (con la nuova legge del lavoro)

Inserito da on 12 Dicembre 2017 – 19:46

La Riforma della Previdenza prevede 65 anni per gli uomini e 62 per le donne come età minima per avere la pensione ed un tempo di contribuzione minimo di 25 anni per il pubblico impiego, 15 per il privato; mentre richiede 40 anni per la pensione integrale. Solo queste due novità della Riforma Previdenziale, calate nella realtà lavorativa e sociale brasiliana, produrranno conseguenze tragiche per il proletariato e i settori più deboli della società.

Perché?

Tra i 96 distretti del Brasile, 36 hanno un’aspettativa di vita inferiore a 65 anni.

La legalizzazione del lavoro intermittente, l’estensione dell’outsourcing, del lavoro informale e precario, rendono una chimera il raggiungimento della quota contributiva necessaria per il pensionamento, alla faccia del salario minimo. Anzi il proletariato dovrà non solo dannarsi di un lavoro senza diritti e tutele, piegarsi allo sfruttamento e al ricatto, ma anche pagarsi la quota contributiva mancante quando il salario sia inferiore a quello minimo, se vuole sperare in una pensione. Il lavoro intermittente, già ampiamente utilizzato in tutto il paese in ogni settore, soprattutto nei servizi e nel commercio, è sempre remunerato ben al di sotto del salario minimo, perché pagato a ore effettivamente lavorate e sulla base di un rapporto di lavoro ‘a chiamata’.

Un esempio? Con un salario mensile di R$ 115,44 (salario erogato da una rete di supermercati nel Ceará, che corrisponde a meno di 30 euro) e una contribuzione previdenziale minima di R$ 187,48, scalando l’apporto dell’impresa di R$ 23,09, il lavoratore dovrà sborsare ogni mese R$ 164,31, cifra che supera il suo misero salario di R$ 65,03.

La Riforma del Lavoro si completa in quella della Previdenza nel piano di brutale supersfruttamento della classe lavoratrice da parte di una borghesia imprenditoriale e parassitaria che deve garantirsi tassi di profitto e rendita sempre elevati, a dispetto di crisi globale e recessione nazionale.

La “modernizzazione” dell’impianto economico del Brasile per elevare le forze del capitale in un prosperoso sviluppo, passa solo da lì.

Fonti: Esquerda Diario 24,27,28/11

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