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10 Ottobre 2020 – 07:52 |

Alliance of Middle Eastern and North African Socialists
Pubblichiamo la traduzione di una significativa presa di posizioneinternazionalista dello scorso settembre da parte di due compagni grecisul conflitto greco-turco, che condividiamo, ripresa dal sitoallianceofmesocialists.org“.
15 settembre 2020
Nonostante l’isteria nazionalista che la propaganda dei media di stato e i mass media alimentano in entrambi i Paesi, è evidente l’ansia delle masse popolari, tanto in Grecia che in Turchia, riguardo …

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“Macellai e macellati uniti nella lotta”

Inserito da on 10 Luglio 2012 – 17:03

Tranne i macellati, sembra che tutti insorgano contro la “macelleria sociale”.
Dal sindacato al Vaticano, dai partiti a pezzi di confindustria, dagli enti locali ai sindaci alle province, ciascuno difende la propria spesa, le proprie nicchie di gestione, affari e tessere,
la propria prospettiva elettorale, intessendo rapporti, formando “nuove” coalizioni, riesumando vecchi “patti del lavoro”. Tutti uniti per il rigore si, ma con “equità”.
Eppure, il macello continua, senza alcuna equità.
E senza risposte!

Il vecchio “patto tra i produttori” di Di Vittorio, Lama e Berlinguer, trita ideologia alla base della ricostruzione e di tutte le ristrutturazioni capitalistiche, viene oggi mutuata nella salsa della crisi, unendo nella “lotta” C.G.I.L. e frazioni di confindustria.
Naturalmente non è un processo univoco né unitario, ma sta già suggerendo un “nuovo” patto trasversale tra partiti che, recependo le congiunte richieste di sindacati ed imprenditori, vuole “riformare” la riforma del lavoro.
Dopo averla definita “boiata” ed aver invocato addirittura un “tetto” alle pensioni d’oro, si complica la dinamica di adeguamento condizionante tra parti sociali ed esecutivo alle direttive di Monti e della sua Europa.
C’è poi chi, vecchio “ragazzaccio socialista” si spinge  a chiedere, in chiave ultranazionalista, il “taglio dei miliardi da spendere per gli aerei F.35”.
In sostanza, i padroni ed i loro servi, oltre alla lotta ed alla coscienza di classe, ci stanno togliendo anche la fraseologia forte e chiara di antiche battaglie.
Adesso sono loro a voler “cambiare il segno” di provvedimenti sbagliati e “non equi”, a voler “ridurre” le spese improduttive e parassitarie, a voler difendere gli esodati, a criticare gli eccessi della “macelleria sociale”.
E’ normale, dopo la forza, ci scippano anche le parole d’ordine, e le utilizzano per i loro scopi, per i loro progetti, per aggiustare la loro società e preservare la loro bella vita.
Naturalmente, l’equità dei padroni è un inganno, e la loro “lotta” per raggiungerla non ci deve coinvolgere.

Chi, se non noi, dovrebbe imporla questa equità, con la nostra lotta autonoma?
E chi dovrebbe difenderla, con tutti i mezzi necessari?
Ma questo, è tutto un altro programma……..

COMBATComunisti per l’Organizzazione di Classe

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