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19 Agosto 2020 – 19:09 |

Pubblichiamo il Comunicato Commissione Internazionale SI Cobas
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Il SI Cobas segue con partecipazione e augura successo al grande movimento di protesta bielorusso che chiede con forza la caduta del regime. Di fronte alla dura repressione delle prime proteste da parte delle forze dell’ordine, il movimento non solo non si è piegato, ma si è esteso a centinaia di migliaia di persone, costringendo il governo a rilasciare …

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“Macellai e macellati uniti nella lotta”

Inserito da on 10 Luglio 2012 – 17:03

Tranne i macellati, sembra che tutti insorgano contro la “macelleria sociale”.
Dal sindacato al Vaticano, dai partiti a pezzi di confindustria, dagli enti locali ai sindaci alle province, ciascuno difende la propria spesa, le proprie nicchie di gestione, affari e tessere,
la propria prospettiva elettorale, intessendo rapporti, formando “nuove” coalizioni, riesumando vecchi “patti del lavoro”. Tutti uniti per il rigore si, ma con “equità”.
Eppure, il macello continua, senza alcuna equità.
E senza risposte!

Il vecchio “patto tra i produttori” di Di Vittorio, Lama e Berlinguer, trita ideologia alla base della ricostruzione e di tutte le ristrutturazioni capitalistiche, viene oggi mutuata nella salsa della crisi, unendo nella “lotta” C.G.I.L. e frazioni di confindustria.
Naturalmente non è un processo univoco né unitario, ma sta già suggerendo un “nuovo” patto trasversale tra partiti che, recependo le congiunte richieste di sindacati ed imprenditori, vuole “riformare” la riforma del lavoro.
Dopo averla definita “boiata” ed aver invocato addirittura un “tetto” alle pensioni d’oro, si complica la dinamica di adeguamento condizionante tra parti sociali ed esecutivo alle direttive di Monti e della sua Europa.
C’è poi chi, vecchio “ragazzaccio socialista” si spinge  a chiedere, in chiave ultranazionalista, il “taglio dei miliardi da spendere per gli aerei F.35”.
In sostanza, i padroni ed i loro servi, oltre alla lotta ed alla coscienza di classe, ci stanno togliendo anche la fraseologia forte e chiara di antiche battaglie.
Adesso sono loro a voler “cambiare il segno” di provvedimenti sbagliati e “non equi”, a voler “ridurre” le spese improduttive e parassitarie, a voler difendere gli esodati, a criticare gli eccessi della “macelleria sociale”.
E’ normale, dopo la forza, ci scippano anche le parole d’ordine, e le utilizzano per i loro scopi, per i loro progetti, per aggiustare la loro società e preservare la loro bella vita.
Naturalmente, l’equità dei padroni è un inganno, e la loro “lotta” per raggiungerla non ci deve coinvolgere.

Chi, se non noi, dovrebbe imporla questa equità, con la nostra lotta autonoma?
E chi dovrebbe difenderla, con tutti i mezzi necessari?
Ma questo, è tutto un altro programma……..

COMBATComunisti per l’Organizzazione di Classe

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