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10 Novembre 2020 – 21:17 |

Centinaia di milioni di persone in USA e nel mondo non vedranno più ogni giorno in TV quella chioma rossa costata 800 mila dollari sopra quel volto da mastino sparare veleni contro gli immigrati, contro le donne, contro la natura, contro tutto ciò che non è American. Questo populismo rozzo e becero di un pescecane cresciuto con le speculazioni immobiliari che si atteggia a patrono …

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Solidarietà ai compagni del CSA Dordoni

Inserito da on 20 Gennaio 2015 – 14:48

Emilio resisti!

Domenica scorsa a Cremona una sessantina di fascisti organizzati da Casa Pound e provenienti da diverse città, tra cui Parma e Brescia, approfittando di una partita di calcio hanno assaltato con spranghe e cinghie il centro sociale Dordoni, difeso dai pochi compagni presenti al momento, che con coraggio e determinazione sono riusciti a difendere il proprio spazio di autorganizzazione.

Nell’aggressione pianificata Emilio, un compagno del Dordoni è stato colpito alla testa e selvaggiamente pestato, anche quando già a terra, subendo trauma cranico ed emorragia cerebrale, e ancora ieri si trovava in stato di coma.

Mentre scriviamo ci risulta che le condizioni di Emilio per quanto gravi si siano stabilizzate, pur non essendo fuori pericolo: l’ematoma cerebrale non si è ulteriormente esteso e un versamento di sangue nei polmoni è stato drenato; rimane il rischio della perdita di un occhio.

Di fronte a questa brutale aggressione fascista la polizia non ha saputo che identificare gli squadristi e caricare i compagni solidali sopraggiunti che stavano rispondendo agli aggressori, mentre la stampa borghese ha presentato l’aggressione come uno scontro tra opposte tifoserie o opposti estremismi.

Come Comunisti per l’Organizzazione di Classe – COC esprimiamo tutta la nostra solidarietà al compagno Emilio, e ai compagni del Dordoni, in prima fila in tante lotte sociali dalla parte dei proletari italiani e immigrati, uniti nelle lotte degli operai della logistica come in quelle per la casa, ribaltando nella pratica quella divisione nazionalistica su cui i fascisti fanno leva per spezzare il fronte proletario.

I neofascisti mascherano con una fraseologia populista la loro vera natura antioperaia, e si candidano a replicare il ruolo già svolto storicamente dal fascismo, di stroncare con la violenza il movimento operaio, colpendo le sue avanguardie. I tempi sono diversi rispetto agli anni Venti in cui tutta la grande e media borghesia finanziò e mandò avanti i fascisti per schiacciare un movimento operaio che per mancanza di direzione rivoluzionaria aveva mancato la presa del potere. Oggi la borghesia schiaccia un movimento operaio con il Jobs Act e gli altri provvedimenti del governo Renzi, che espongono i lavoratori al ricatto permanente del licenziamento e rendono più difficile l’autorganizzazione dei lavoratori. È nell’opposizione proletaria al governo Renzi che si deve rafforzare un fronte proletario capace di schiacciare sul nascere ogni rigurgito fascista.

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