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CAMPEGGI, Giovanni “Gandi”

28 Luglio 2022 One Comment

(Roggiano Valtravaglia, 1901 – Germignaga, 1967), fabbro

 

Giovanissimo s’iscrisse alla FIGS; era il capo dei giovani socialisti nel Luinese, territorio allora fortemente industrializzato e con forte presenza operaia; con gli altri giovani appoggiò i ferrovieri socialisti luinesi guidati da Luigi Gallina nel blocco dei treni carichi di armi destinate alle truppe che combattevano i bolscevichi. Arrestato nel settembre 1920 durante gli scontri con la polizia nel corso di un corteo antimilitarista a Como, scontò cinque mesi di carcere. Nel 1921 trascinò le sezioni giovanili del Luinese nella FGCdI; al suo fianco anche i fratelli Carlo e Carolina. Giovanni Campeggi col cognato Secondo Sassi organizzò l’apparato illegale del partito nel Luinese e i “ciclisti rossi”. Nel 1924, dopo uno scontro coi fascisti al circolo ferrovieri di Luino in cui uno di questi (Giuseppe Bagnati) rimase ucciso, fu costretto a riparare in Francia, eludendo rocambolescamente i controlli al valico di Ventimiglia. Sospettato anche (ma ne era estraneo) per la morte di un secondo fascista, Tiziano Gerlin, freddato in un agguato sul ponte a Germignaga da due giovani comunisti, venne processato in contumacia e condannato ad un anno. In Francia prese le distanze dal nuovo corso del partito bolscevizzato e, nel 1928, partecipò alla costituzione della Frazione di sinistra a Pantin. Negli anni successivi, nelle discussioni ambito Frazione intorno alla questione della natura sociale dell’URSS, per Campeggi bisognava parlare senza mezzi termini di “capitalismo di stato”, irrecuperabile alla causa proletaria. Bruno Bibbi arrivò a chiederne l’espulsione. Giovanni Campeggi nel 1933 si separò dalla Frazione assieme a Severino Aldovini “Mathieu”; i due pubblicarono pochi numeri del ciclostilato «Pour la Renaissance Communiste», continuando il confronto con esuli antistalinisti di varie tendenze, tra cui Simone Weil. Il suo nome comparve come “elemento sospetto” nel lungo elenco diversificato per regione di “soggetti inaffidabili” diramato dal PCI dove, assieme a traditori veri e propri, venivano inseriti i dissidenti di sinistra. Nel 1936, ritornato a Germignaga, venne arrestato e restò in carcere fino al 1943 (Castelfranco Emilia, Saluzzo). A Saluzzo durante l’ora d’aria venne aggredito da un gruppo di detenuti stalinisti; gli salvò la vita il socialista Leonida “Leo” Galavotti di Torino.

Inserito coi fratelli nell’“elenco nominativo dei comunisti noti a codesta Prefettura” richiesto il 18 novembre 1943 dal capitano Vornhem, comandante del presidio germanico di Varese, al Prefetto, Campeggi dal novembre del 1943, col fratello Carlo e Secondo Sassi (futuro sindaco PCI di Germignaga negli anni ’50), organizzò espatri clandestini in Svizzera di ebrei e perseguitati politici lungo il corso del fiume Tresa, tramite una sedia di ferro collegata ad una carrucola da loro costruita che, scorrendo lungo una fune nei pressi del “ponte del Diavolo”, dove passava il trenino Luino-Ponte Tresa, scavalcava il fiume e il confine. In quel modo ripararono in Svizzera, tra gli altri, Mauro Scoccimarro (Udine, 1895 – Roma, 1972), poi ministro e senatore del PCI, e Violetta Meriti (Sondrio, 1888), commessa, comunista dal ’21, instancabile organizzatrice delle “veglie rosse” nel 1922, a lungo perseguitata dai fascisti luinesi. Campeggi si mantiene distante, in coerenza con le proprie posizioni, dall’attività del CLN. Alla fine della guerra, con altri compagni, tra cui il fratello Carlo, Guido Lombi e Violetta Meriti, costituì la sezione di Luino del PCInt. Nella scissione del 1952 seguì il troncone che pubblicava «Il Programma Comunista».

L’attività del PCInt in provincia di Varese venne attentamente monitorata dalla polizia fino alla metà degli anni ’60.

One Comment »

  • Stefania said:

    Lo zio Gianni…❤️

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