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SECCI, Alfredo

12 Luglio 2022 No Comment

(San Polo in Chianti, 1923 – 2016), operaio

Costretto alla clandestinità nel corso della lotta antifascista, dal dopoguerra militò nella sezione del PCInt di San Polo in Chianti, a Sud di Firenze, animata da Maria Antonietta Falorni, compagna di Luciano Stefanini, già militante della frazione di sinistra in Francia.

La sera del 9 settembre 1946 a San Polo in un agguato veniva ucciso con due colpi di pistole-machine il marchese  Lapo Viviani della Robbia, latifondista, già vice-federale fascista di Firenze. Dopo settimane di indagini Alfredo Secci, Ilario Filippi, Orlando Piazzesi, Sergio Salvadori e Oscar Valeriani, tutti giovani della sezione internazionalista di San Polo, vennero arrestati e trasferiti alle Murate. Nonostante Ilario Filippi confessasse da subito l’omicidio chiarendo di aver agito da solo e senza alcun complice, vennero tutti processati e condannati a lunghe pene detentive: Ilario a ventisei anni, Alfredo, Oscar, Orlando, Sergio a vent’anni. La risposta alle ingiuste condanne, accompagnate dal plauso dei più beceri reazionari,  fu una delle campagne di solidarietà proletaria tra le più imponenti di sempre, spontanea e nata dal basso. Dappertutto, nelle fabbriche e nei quartieri proletari, si sviluppò una sottoscrizione infinita “pro vittime politiche” che travolse tutti gli steccati. Nel frattempo, il 25 settembre 1950, Sergio Salvadori moriva nel carcere di Parma, ucciso da una scatoletta di cibo avariato. Alfredo passò quattro anni in una cella del penitenziario dell’isola di Pianosa. Poi venne liberato e tornò a San Polo.

All’inizio degli anni ‘90 aderì al Partito della Rifondazione Comunista.
Con Alfredo e sua moglie ci incontrammo nel 2010. Andammo a portare un fiore sulla tomba di Sergio Salvadori, a Firenze, nel 50° della morte. Si commosse, nel raccontarci di Sergio e degli altri suoi compagni di San Polo. Era rimasto l’ultimo in vita del gruppo.
La volontà di lottare per il comunismo non l’abbandonò mai, a 90 anni sprigionava un’energia incredibile e ci incitava ad andare avanti.
FONTI: «Battaglia Comunista; testimonianze orali di Alfredo Secci, archivio PM.

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