RUSSO, Enrico “Candiani”

(Napoli, 1895 – 1973), operaio metallurgico Dipendente del silurificio di Baia, fu attivo nelle lotte del Biennio Rosso. Segretario della FIOM napoletana e dirigente della Camera del Lavoro, dopo la scissione di Livorno (gennaio 1921) rimase nel PSI fino al 1924 quando confluì nel PCdI coi “terzini”. Perseguitato dai fascisti e dalla polizia, finì a Poggioreale in più occasioni. Nel 1926 emigrò clandestinamente in Francia, si registrò come Amedeo Bellini

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FRANCHI, Socrate “Speranza” “Dino” “Franchini” “Mozzo”

(Prata, 1900 – Feynez, 1955), operaio siderurgico, muratore   Dall’età di 10 anni visse a Piombino. Anarchico a 15 anni, fu attivo nel biennio rosso. La sua compagna era Ines Jacometti (Piombino, 1900 – Feynes, 1969), figlia dell’anarchico piombinese Pilade. Arrestato il 26 maggio 1922 per “detenzione di bombe e rivoltelle”, processato, Franchi fu assolto per insufficienza di prove. All’inizio del 1923 emigrò a Lione. Frequentatore assiduo delle riunioni del

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MUNEGHINA, Mario

(Cuneo, 1900 – Milano, 1987), tecnico. Fu volontario della prima guerra mondiale, volontario fiumano, militante dell’USI, comunista dal ’21. Tecnico esperto dell’organizzazione del lavoro alla Pirelli e alla Hispano Suiza, prima in Italia e poi in Spagna, partecipò all’insurrezione delle Asturie e alla guerra civile spagnola. Rientrato in Italia lavorò all’Innocenti. Tra i primi organizzatori della Resistenza in Ossola e nel Verbano, fu vicecomandante del Valdossola e comandante del battaglione

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GRAMSCI, Gennaro “Nannaro”

(Ghilarza, 1884 – Roma, 1964), impiegato   Gennaro Gramsci detto Nannaro, il fratello maggiore di Antonio, primogenito della famiglia, è stato molte cose: socialista, comunista, sindacalista, anarchico. Antonio, di sette anni più giovane, lo ha citato spesso nelle sue lettere dal carcere attribuendogli il merito di averlo iniziato alla politica. Una sintesi di 20 righe della vita di Gennaro Gramsci è contenuta nel primo volume dell’Epistolario di Antonio Gramsci, edito nel

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ZANELLA, Giuditta Maria

(Barzola, 1885 – Torino, 1964), operaia tessile   Nacque nel piccolissimo borgo di Barzola, allora in provincia di Como (passerà sotto Varese nel 1927); la polizia impiegò parecchio tempo per spiegarne la nascita in quella località popolata da qualche decina di persone, e alla fine ci riuscì: il padre (Liberale di nome) era casellante nella vicina linea ferroviaria Novara-Luino, soggetto a continui cambi di residenza. Giuditta arrivò poi a Torino

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SALVADORI, Bruno “Antoine Gimenez”

A Bruno Salvadori “Antoine Gimenez” e ai combattenti italiani della colonna Durruti è dedicato il sito, curato dai compagni giménologues, che invitiamo a visitare, da cui è tratta questa biografia (Chianni, 1910 – Marsiglia, 1982), operaio edile   Residente a Livorno, giovanissimo si avvicinò al movimento anarchico, poi all’inizio degli anni Trenta emigrò a Marsiglia. Espulso una prima volta dalla Francia, venne mandato a Mantova per il servizio militare. Tornato

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ZENNARO, Giovanni

(Chioggia, 1896 – Chapineria, 1936), muratore, fattorino   Già attivo nella Lega Carpentieri, partecipò ai moti di Ancona del 1920. Eletto consigliere comunale a Chioggia, nel 1921 aderì al PCdI. Nel febbraio 1925 venne perquisito e arrestato a Milano con Paolo Betti, Filippo D’Agostini, Carlo Farini e Togliatti; liberato nell’agosto, si rese irreperibile e riparò in Francia, a Parigi, dove svolse attività clandestina per il partito. Nel 1931 sposò la

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BASSI Lino Basilio

(Vattaro, 1898 – 1970), muratore Nel 1923 espatriò in Austria e poi in Svizzera. A Zurigo, dove si trovava nella vana ricerca di occupazione, dopo essere stato irriso dalle autorità consolari sparò al viceconsole ferendolo. Uscì di prigione grazie alle mobilitazioni dei lavoratori svizzeri a suo favore. Il Bollettino delle Ricerche del 15 maggio 1934 lo schedò come “pericoloso anarchico da arrestare”. Nel 1936 raggiunse la Spagna via Francia, arruolandosi

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BOSO, Emmerico

(Castello Tesino, 1904 – Gusen-Mauthausen, 1945), operaio elettricista   Fondò all’inizio del ‘900 coi fratelli Cesare e Ilario il gruppo “Dinamitardi” di Castel Tesino. Poi emigrò in Svizzera. Tornato in Italia per il servizio militare, nell’aprile 1925 venne arrestato per furto sotto le armi. Nel 1930 emigrò in Francia. In una lettera scritta a Emilio Corradini il 3 maggio 1933, Emmerico Boso scriveva: “la più grande necessità è agitare i popoli

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FIENGA, Bernardino “Dino”

(Scafati, 1893 – Napoli, 1975), medico, bibliotecario   Figura complessa, repubblicano, antinterventista, s’avvicinò al PSI. Nel 1916 scrisse L’Insurrezione Irlandese (Studio Ed. dell’Eco della cultura, 1916, rieditato nel 1921 col titolo L’Inghilterra contro l’Irlanda da La Fiaccola di S. Maria Capua a Vetere). Nel 1921 aderì al PCdI dirigendo la sezione napoletana. Arrestato nel 1927, radiato dall’Albo dei medici, tre anni dopo fu costretto all’esilio in Francia. Nel 1935 lanciò

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