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14 Giugno 2019 – 12:01 |

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Solidarietà ai facchini della LDD-Lombardini e ai militanti dello SLAI Cobas per il Sindacato di Classe

Inserito da on 5 Aprile 2014 – 15:15

Presidio facchini a Trezzo

Esprimiamo la nostra solidarietà militante ai lavoratori di Trezzo d’Adda ed allo SLAI Cobas per il Sindacato di Classe vigliaccamente aggrediti da squadracce al soldo del padrone mentre -come spesso succede nelle logistiche- i facchini non fanno altro che difendere con la lotta i loro più elementari diritti. In questo modo essi si vengono a scontrare con la violenza “privata” e quella “statale”, entrambe unite nel perpetuare il sistema di schiavismo e di sfruttamento.  Ma non prevarranno.
Solo la lotta Paga

Di seguito il comunicato dello SLAI Cobas per il Sindacato di Classe

Questa mattina, dopo la nottata davanti ai cancelli di Trezzo, abbiamo fatto entrare i lavoratori. Ma neanche dopo 20 minuti sono usciti da dentro circa 150 tra autisti, capi, capetti di cooperative e alcuni lavoratori che sembravano tutti italiani. Noi eravamo in quel momento circa 70.
Già ieri sera erano cominciate delle provocazioni da parte di capi e capetti, ma questa mattina vi è stata una pesantissima aggressione, da loro studiata e preparata.
Questo grossa squadraccia si è lanciata verso di noi, con bastoni, spranghe e altri  oggetti, qualche nostro lavoratore ha anche visto delle pistole. I nostri lavoratori hanno cercato di rispondere, di togliere le mazze dalle loro mani. Siamo poi riusciti a arrivare sulla strada, evitando che ci incastrassero nell’area dei cancelli, mentre questi mazzieri  venivano avanti contro di noi anche con i camion. 7 nostri lavoratori sono andati al pronto soccorso con varie ferite, sia alle mani, braccia, sia al collo, spalle, ecc.
Come ho detto vi erano anche lavoratori tra questi mazzieri fascisti, ma abbiamo saputo che una parte di loro era stata minacciata: se non andavano venivano licenziati.
Alcuni di quelli che guidavano questo mega gruppo avevano il volto coperto da sciarpe.
Vi sono state minacce personali anche verso di me e direttamente verso il nostro  sindacato slai cobas; io ho trovato la mia macchina sfregiata, con un cacciavite avevano inciso “merda”.
Si è trattato di un’aggressione preparata, fatta con metodi proprio fascisti, di mazzieri padronali.
I Carabinieri che sono stati presenti per tutto il tempo dell’aggressione sono rimasti tranquillamente ad osservare da lontano. E altri loro tre uomini in borghese non si sono neanche avvicinati. Dopo è comparsa anche la questura che però quasi voleva identificare noi.
Chiaramente nessun segnale da parte della Prefettura…
Non avevamo messo in conto che sarebbero arrivati a questo, altrimenti…
Alle 8 siamo riusciti a fare un’assemblea per decidere il prosieguo della nostra mobilitazione.
*Abbiamo deciso di dare una risposta forte, costruendo uno sciopero di tutto il settore e una manifestazione nazionale, perchè se perde una parte degli operai della Logistica perdono tutti. *
Il nostro obiettivo ora è riuscire a rispondere a questa aggressione in maniera massiccia. Ora dobbiamo allargare le nostre forze.
Oggi alle 15 nell’assemblea già programmata ai cancelli della Coopital Italtrans, con lavoratori sempre della logistica, cercheremo di cominciare a costruire l’unità tra tutti gli operai della logistica per realizzare questo sciopero generale del settore nei prossimi giorni, chiamando anche altre forze solidali.
Poi alle 17 andremo alle redazioni dei giornali di Bergamo e al Corriere della Sera per dire come sono andati realmente i fatti di questa mattina.
Altri operai di un’altra ditta della logistica erano venuti ieri e avevamo già deciso di fare un’assemblea martedì prossimo. Domani andremo a Brignano dove stanno gli operai che con lo slai cobas per il sindacato di classe di Bergamo iniziarono in questa zona la lotta della logistica.

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